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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno I  Numero 02

Aprile 2016


Il tao del kung fu, il libro scomodo per molti
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Alcuni anni fa’,non so’ se per finta amicizia o per mera convenienza,fui invitato in una scuola che si dichiarava fermame-nte scuola di jeet kune do,il cui capo aveva l’abitudine di non lasciare parlare mai nessuno e l’ospite,tra’ virgolette,si fa’ per dire,era invitato ad ascoltare solo il parere vigente in quell’organizzazione senza poter avere minimamente la possibilita’ di poter replicare,anche se in modo breve a quel sermone che si stava tenendo,con giri di parole diverse..
Dicevo su tale argomento,che fu tenuto dallo stesso personaggio dal quale io e i miei allievi di allora eravamo stati invitati,per confrontarci,scambiare idee ed opinioni su questa meravigliosa arte filosofia,che il riuscire a confrontarsi in modo onesto e neutrale,appariva gia’ un qualcosa di veramente impossibile.

Io capii subito che sarebbe stato tempo assolutamente perso
tentare di fargli capire che il jkd non e’ nostro e che dal suo creatore ci era stato dato mandato di interpretarlo come meglio
e’ possibile,coi propri mezzi,sia fisici che tecnici e che non poteva essere ridotto ad una cristallizzazione o fossilizzazione da parte
di nessuno di noi praticanti,che cosi’ discutendo e mettendo in pratica,sarebbe stato ridotto ad un semplice stile comune,con
la clausula che nessun individuo avrebbe potuto praticarlo,se non con quelle caratteristiche e quei dettami di cui stava parlando il capo di quella scuola. Io non mi scomposi piu’ di tanto conoscendo il personaggio,e nella mia modestia ed ignoranza,mi permisi di mostrare a quel folto e nutrito gruppo di giovani che a suo affermare,erano suoi allievi,uno dei pochi libri scritti da bruce,che ebbi l’idea di portarmi appresso,perche’ a modo mio avrei voluto dimostrare a tutto il mondo,che quello che stava avvenendo in quel momento era diventata pura
strumentalizzazione di un’arte nata invece con tutt’altro scopo;dicevo,gli mostrai uno dei due libri scritti da bruce,il tao
del kung fu e io pregai tutti i presenti,compreso lui,di acquistarne una copia,al fine di scoprire delle cose importanti e nuove sugli
scritti dello stesso bruce e lo invitai cosi a conoscere meglio il personaggio e la sua volonta di espandere e far crescere un arte
non solo meccanicamente,ma anche spiritualmente e filosoficamente. Mi fu’ asserito che stavo mentendo,che bruce lee non aveva mai praticato il kung fu e che si trattava solo di libri,e che io mi spacciavo per praticante di jkd senza saperne nulla e infine,che avrei spacciato wing chun al posto del vero jeet kune do, jeet kune do che assumeva il nome proprio di original.
Rimasi malissimo e avendo capito che sarebbe stato solo tempo perso cercare di farlo ragionare in modo libero,decisi di salutare
Tutti,e riportando via con me i miei allievi,andai via,ma consapevole che anche in questa maniera,possono esistere delle
libere correnti di pensiero e che ognuno di noi e’ libero di chiamare e praticare l’arte nel modo che si possa preferire.
Io da allora,ho sempre ragionato con la mia testa,sforzandomi sempre di camminare per la mia strada e seguire lo stesso esempio del nostro maestro e guida bruce:”se vi dicono il jkd e’ questo o diverso da quello,non vi formalizzate,e’ solo un nome,una barca che vi servira’ durante una lunga traversata e che arrivati all’altra sponda,non dovra’ essere caricata sulle spalle,ma lasciata a riva”.Per questo sono tantissimi anni che leggo,mi informo,mi erudisco e sfrutto tutto il sapere che il nostro maestro ha messo per iscritto,per capire di cosa in definitiva trattasse la sua idea e cio’ che avrebbe potuto essere di aiuto al cammino di un praticante. Asserisco anche che leggere e studiare le meravigliose cose che bruce ha lasciato per iscritto ai suoi posteri,non deve significare affatto che si impari l’arte dai libri stessi,perche’ nessuno sa’ che per imparare un’arte e metterla in pratica benissimo,non basta rimanere allievi di allievi;non basta allenarsi meccanicamente,ma si dovrebbe avere il dovere di avere fame di cultura come l’ha avuta bruce,una fame di cultura tale da arrivare a possedere il massimo delle informazioni su cio’ che si sta’ praticando,il massimo del sapere e dell’esperienza circa cio’ che e’ la propria materia e poi con moltissima intelligenza,fare in modo che il tutto si combaci con noi stessi,in modo da far nascere quel recondito confronto che poi esistera’ Fra’ cio’ che eravamo prima di iniziare,e cio’ che si diventera’ in prossimo futuro fatto di anni,di tanti anni di pratica e di ricerche attente e scrupolose;tutto questo portera’ alla capacita’ di insegnare e quindi trasmettere tutto il sapere acquisito ai propri eredi studenti,anche se non e’ mai facile,per rendergli la giusta conoscenza,costruita in modo onesto e con la sola pretesa di restituire al nostro pubblico,l’ormai estinta e dimenticata cultura marziale,fonte immensa dalla quale abbiamo sempre attinto con dignita’ e conoscenza.”la conoscenza non e’ sufficiente,bisogna applicare;la volonta’ non e’ mai abbastanza,bisogna fare”.
Bruce lee… infine consigliamo a tutti i nostri seguaci e lettori di comprare il libro di cui si e’ accennato in questo paragrafo,il tao del kung fu,che e’ il primo di un secondo libro sempre scritto da bruce,la mia via al jeet kune do,scritto e redatto dopo il primo, appunto perche’ l’esperienza del jkd per bruce,non era altro che la conseguenza della prima scoperta scientifica della sua verita’ marziale nel suo primo periodo a Oakland,il wing chun kung fu tradizionale,dal quale in un primo tempo trasse l’esperienza del jun fan Gong fu original istitute…