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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 07

SETTEMBRE 2020



L’immaturita’ di molti istruttori di oggi, Bruce la chiamava Impasse
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“Pensare è provare in fantasia per il ruolo che devi svolgere nella società. E quando si tratta del momento della performance, e non sei sicuro che la tua performance sarà ben accolta, allora avrai paura di confrontarti, sia sulla strada che sul del palcoscenico. ” "Questa paura del palcoscenico, ha suggerito alla psichiatria il nome di" ansia ".
"Cosa dovrò dire all'esame?"
"Cosa dirò nella mia lezione?"
Incontri una ragazza e pensi: "Cosa indosserò per impressionarla?" E così via. Tutte queste prove per il ruolo che interpreti. " L'ansia dilaga nella nostra cultura. Bruce Lee la chiama paura del palcoscenico perché e’ li’ che si provano le piu’ grandi emozioni, che andranno inevitabilmente ad intaccare il ruolo che pensiamo di dover interpretare, un ruolo che potrebbe non essere autentico perche’ all’interno stesso del nostro vero sé, non vi si trova spesso alcuna onesta’ nell’esprimersi. Questa ansia e le prove a cui siamo sottoposti, significano che non siamo pienamente pronti per vivere nel momento presente e d’altro canto non siamo attivamente preparati per decidere cosa fare della nostra vita. Se pensiamo troppo ad una specifica situazione, sara’ probabile che proveremo ansia perche’ immaginaremo come potrebbe venire a causarci cio’ che stiamo immaginando, con il possibile risultato da raggiungere. A volte cerchiamo di intentare conversazioni difficili. Siamo ansiosi e preoccupati di dimenticare di dire qualcosa nel vivo della conversazione. Se vieni sopraffatto da una conversazione, va bene dire "Mi sento agitato in questo momento". Va bene esprimere i tuoi sentimenti. Le prove per questi tipi di conversazioni possono effettivamente causare ansia durante una conversazione o diventare confusi durante questa conversazione perché queste conversazioni non seguono mai una sceneggiatura. Non sappiamo come si comporteranno le altre persone o cosa diranno, e di solito non si tratta di cio’ che credevamo di avere in testa. "In questa nevrosi una parte della nostra personalità o del nostro potenziale non è disponibile."Quando siamo presi da questo ripensamento e dalle prove che causeranno la nostra ansia, allora non siamo presenti. C'è un pezzo di noi che non è completamente disponibile. Questa prova è un tentativo di controllo. Provare ad affrontare una conversazione delicata è il nostro tentativo di assicurarci di dire tutto ciò che vogliamo dire. Ma va bene tornare alla conversazione se dimentichiamo qualcosa che volevamo dire. Se pensiamo a una conversazione delicata nel contesto di vincere o perdere, o provare a controllare l'altra persona, è già un fallimento dall'inizio. "Se riesci a stare con un" continuum di consapevolezza "," scoprire "e" diventare "pienamente consapevole di ogni esperienza, ti imbatterai presto in un'esperienza spiacevole: questo momento critico è l'interruzione di tutto ciò che stiamo vivendo qui nell’immediato. L'interruzione del continuum della consapevolezza impedisce la maturazione, impedisce alla terapia di avere successo, impedisce al matrimonio di diventare più ricco e profondo e impedisce che i conflitti interni vengano risolti. " Bruce Lee chiama questa "tendenza allievitamento". Questo è quando stiamo attraversando la vita pienamente coinvolti nel momento e poi succede qualcosa di spiacevole che ci distrae di brutto. Cosicche’ Invece di affrontarlo, guarirlo, riconoscerlo, lo chiudiamo ed evitiamo. Questo impedisce la nostra crescita e maturazione. “L'intero scopo della tendenza all'elusione, è di mantenere lo status quo. (E cosa si intende per status quo? Lo status quo si regge sul concetto di essere bambini). Siamo infantili perché abbiamo paura di assumerci la responsabilità nel presente. Prendere posto nella storia, essere maturi, significa rinunciare al concetto che abbiamo genitori, che dobbiamo essere sottomessi o ribelli, o le altre variazioni sul ruolo del bambino che interpretiamo”. Questo non vuol dire che dovremmo fingere di non avere dei genitori reali o che dovremmo far finta che non sono mai esistiti, ma piuttosto si tratta di come dovremo presentarci al mondo in qualita’ di individui. “La maturazione è lo sviluppo che proviene dal supporto ambientale fino all'autosufficienza. Tuttavia, il bambino nevrotico utilizzerà il suo potenziale, non per l'autosufficienza, ma per recitare i ruoli. Questi ruoli falsi hanno lo scopo di mobilitare l'ambiente per il supporto invece di mobilitare il proprio potenziale. Manipoliamo l'ambiente essendo indifesi, rimanendo stupidi, ponendo infinite domande, ma senza mai provare a dare delle risposte- questo sara’ il risultato che ci portera’ al punto critico, quello che Bruce Lee chiamava impasse " L'impasse avviene quando la crescita di un individuo si blocca, soprattutto caratterialmente. Allora altri soggeti accanto a noi potrebbero farci notare che non stiamo crescendo e siamo bloccati in quello stato infantile nevrotico che persiste in ogni nostra azione quotidiana. "Questo impasse si verifica quando non possiamo produrre il nostro supporto e quando il supporto ambientale non è imminente." Tutti abbiamo piu’ o meno, abbiamo preso un vicolo cieco nella nostra vita in cui restiamo bloccati e vogliamo che qualcun altro venga avanti faccia meglio di noi. In questo vicolo cieco non abbiamo ancora sviluppato determinate competenze per prenderci cura di noi stessi. Quando siamo in un vicolo cieco, vogliamo che il nostro ambiente si prenda cura di noi invece di cercare la nostra calma, gioia e felicità. Quando arriviamo a questo determinato momento e stiamo cercando qualcuno per renderlo migliore, dovremmo guardarci dentro e chiederci: “Come mai mi sento meglio da un po’? Cosa devo continuare a fare per continuare a sentirmi sentirmi meglio? ” Si tratta di imparare a conoscere noi stessi e scoprire qual’e’ in nostro lato migliore che ci conduce a tanta gioia. Questo non vuol dire che non dovremmo mai chiedere aiuto, a volte chiedere aiuto agli altri è il modo di andare oltre l'impasse e aiutare noi stessi. “L'impasse si verifica quando non possiamo produrre il nostro supporto e quando il supporto ambientale non è imminente. Quindi una persona non ha occhi, un'altra senza orecchie, un'altra senza gambe su cui stare, un'altra senza prospettiva, un'altra senza emozione. Per colmare questi vuoti, che di solito sono vissuti come noia con la vita, il vuoto, la solitudine, dobbiamo superare l'impasse e le frustrazioni che ci puo’ causare, che di solito ci portano a scorciare queste ansie negative assieme al loro stesso processo di apprendimento “. Man mano che cresciamo e maturiamo, portiamo un senso di pace, allegria e realizzazione nelle parti difficili della nostra stessa vita che incontriamo. “A questo punto vi dico che io, Bruce Lee, ho fatto nella vita tutto quanto di meglio io sia riascito a fare, e l’ho fatto con spontaneta’ e semplicita’, sapendo che dopo di me qualcun altro, provera’ a rifare tutto cio’ che ho fatto io, con le stesse mie lotte e la mia stessa volonta’ di arrivare sempre piu’ in alto per raggiungere gli immensi obbiettivi da me sognati e sperati”. “Bruce Lee”.