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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno I  Numero 02

Aprile 2016


Bruce lee e il jkd,la rivoluzione assoluta del pensiero delle arti marziali
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“Il jeet kune do rifugge dal superficiale,penetra nel complesso,arriva al cuore del problema e ne’ risolve i fattori chiave.”Con questa famosissima frase,il maestro bruce lee,chiude le porte di un’epoca che ha visto passare inosservate secoli di tradizioni marziali orientali,per aprirne delle nuove,mai notate prima d’ora e attraverso le quali pochissimi addetti ai lavori sono passati per osservare una nuova conoscenza,nonche’ una nuova poderosa corrente filosofica e spirituale. Se l’esperienza occidentale,col suo trasferimento in america,e’ risultata importante e fondamentale per l’incremento e l’innovazione dello studio delle sue nuove metodologie e i suoi nuovi pensieri filosofici,la sua nuova ricerca per una migliore formazione nelle arti marziali, risultera’ invece necessaria per trattenere e rendere fondamentale il nucleo filosofico di pensieri e il modo di essere orientale nel jkd,dove lo stesso bruce ebbe a dichiarare che se la sua arte pensiero si fosse basata non sul kung fu,ma su un’altra filosofia,il jkd alla lunga,non si sarebbe dimostrata di essere quell’arte straordinaria ed efficace che ancora oggi abbiamo la prova che sia. Quello che in buona sostanza ha tentato di fare bruce lee a cavallo fra’ gli anni 60 e 70,e’ stato quello di cercare di recuperare a tutti i costi,quella liberta’ marziale,intesa nella liberta’ di esperessione di se’ stessi,nonche’ nell’essere liberi di dimostrare al mondo conoscito di quell’epoca,che i metodi potevano benissimo essere confutati e modificati,insieme alla mentalita’ del praticante,riportando nei sistemi di allenamento,una boccata d’aria nuova nel suo vero senso della parola. Cosi bruce lee si e’ ribellato agli stili,alle mode,alle uniformi,alle cerimonie,ed infine,peggio ancora, alle gerarchie dei sistemi,che a suo dire,erano come un tuffo e una nuotata sulla terra ferma. Tutta la rivoluzione di bruce lee,se cosi’ la possiamo chiamare,era conformata e basata su un mondo del tutto speciale e sconosciuto,la rivoluzione taoista,dove anche li’,furono apportate delle modifiche al pensiero e alla filosofia grazie anche al fatto che fosse affascinato da un grande personaggio di quel tempo,un certo ghiddu krishnamurti,filosofo e umanista convinto,secondo il quale l’esistenza di un uomo non si sarabbe mai dovuta basare su antichi metodi di preghiera ne’ sui vecchi sistemi di praticare la fede;proprio krishnamurti era un sostenitore del nostro “IO” nascosto,nel senso che ognuno di noi non avrebbe mai dovuto cercare aiuto e fiducia su confucio,su budda, su maometto,ma solo su’ se stessi e dove in se’ stessi si sarebbe dovuto trovare il coraggio e l’onesta’ di essere l’artista in se’ stesso e dove avrebbe dovuto albergare la consapevolezza di essere DIO. Tanto e’ vero che il capolavoro degli scritti maggiore di bruce riportato sui libri e’ proprio il TAO DEL JEET KUNE DO,libro ancora oggi molto scomodo per tantissime scuole e organizzazioni nel mondo che credono di avere tutta la verita’ sull’arte del jkd e sul modo di praticarla;la filosofia del piccolo drago consiste nella totalita’ assoluta,dove lo stesso jkd ci dice che lo yin deve essere nascosto e fare parte dello yang e lo yang viceversa nello yin. Un praticante di jkd deve essere flessibile ma non blando,fermo ma non rigido e deve usare la sua arte come una barca che dovra’ servire a traghettare l’intero corpo. “Se vi diranno il jkd e’ questo o diverso da quello,non vi formalizzate,e’ soltanto un nome,una barca che deve servirvi per una traversata.” Prendi tutto cio’ che serve per la tua cresita fisica e intellettuale e poi da li progredisci.”bruce lee. Il jkd favorisce la non forma in se stessa,l’eliminazione assoluta del concetto di stili,metodi e forme,poiche’ esso consistera’ in fine nel liberarsi di tutto cio’ che risultera’ di ostacolo alla crescita e all’apprendimento spirituale; esso consistera’ nel disfarsi in fine di cio’ che non e’ essenziale,adottando una non forma e non metodo arricchendo tutto cio’ alla totale assenza di limiti; In fine,diremo che il praticante di jkd,per diventare davvero forte e abile,dovra’ utilizzare tutta la sua creativita’ e intelligenza;dovra’ percorrere da solo la sua strada,non quella di un altro e non avra’ bisogno per sempre di una guida o di un insegnante,perche’ il jkd e’ stato creato apposta per questo,per lasciare libero il praticante di percorrere la sua strada da solo e senza inciampare su nessuna delle cose sgradevoli che potrebbe incontrare nella via della sua crescita…..BE WATER MY FRIEND(sii come l’acqua amico mio).”bruce lee”.