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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno I  Numero 08

Novembre 2016


IL chi sao e’ solo un esercizio importante e nient’altro
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Capita sovente, di vedere due praticanti con le due braccia attaccate l’uno alle due braccia dell’altro praticante che si trova sempre davanti a lui muovendo entrambi in modo alternato e semicircolare le loro braccia, cosicche’ moltissime persone e praticanti, anche di sport da combattimento o di arti sportive da combattimento, si chiedono con immensa curiosita’ cosa stiano facendo e con immenso interesse, molto spesso, si recano dai maestri di quelle scuole per cercare di capirne di quell’esercizio, a cosa puo’ portare e quale sia la sua vera utilita’. Per chi non lo avesse mai provato, ne’ tantomeno sa’ cosa sia effettivamente, spiegheremo in modo semplice cosa e’, come e’ nato, di quale arte fa’ parte e in fine, parleremo dello scopo per cui e’ nato. Si deve sapere che questo esercizio, che porta il nome di Chi Sao(letteralmente con il significato di polsi aderenti o appiccicosi),nasce solo ed esclusivamente da una donna, che sperimentando una nuova arte marziale semplice ma efficace, fatta apposta per la difesa personale ravvicinata, e molto piu’ semplice rispetto al vecchio sistema chimato Shaolin Kung fu, arte dalla quale essa deriva, lo inserisce e ne crea dei principi importanti, che ancora oggi sono il cuore di questo sistema, e che sono presenti solo ed esclusivamente in questa antica arte, che ancora oggi e’ chiamata Wing Chun Kung Fu, in ricordo della sua fondatrice, il cui suo vero nome era YIM Wing Chun, che letteralmente parlando significa L’eterna primavera. Questo tipo di allenamento, viene ancora oggi usato, anche nelle nostre scuole, per far si che l’allievo acuisca il suo naturale senso di reattivita’, cioe’ di forza di reazione che viene attivata e sviluppata durante il continuo esercizio nel muovere a contatto le sue braccia insieme alle braccia del compagno e appena costui, che si trova proprio di fronte a lui, accenna a voler forzare le braccia durante il movimento ondulatorio su’ e giu’ generando un qualsiasi movimento di attacco o di afferramento, si creera’ una istintiva reazione da parte del partner opposto che cerchera’ in tutti i modi di chiudere con mani e braccia tutti i varchi che il suo opponente ha invece tentato di creargli, attaccandolo di conseguenza. Oggi moltissime scuole di wing chun, anche non tradizionali, utilizzano questo esercizio per scopo combattimento assoluto, non lasciando al loro studente alcuna possibilita’ di capirne il suo vero funzionamento; esso fu’ sperimentato per far si che si sviluppassero nel praticante le seguenti doti:
Sensibilita’: stando sempre a contatto polso a polso, si arriva a sviluppare una enorme capacita’ di reagire stando semplicemente a contatto col polso avversario e azionarsi senza guardare, poiche’ lo scopo di tale esercizio e’ arrivare a regire sentendo non guardando.
Reattivita’: e’ la conseguenza della sensibilita; diventando sensibilissimi ai movimenti di tatto, si riuscira’ e sviluppare un senso di reazione esplosiva contro ogni azione che ci viene portata dal nostro aggressore, come reazione immediate ad una spinta, parata sa un pugno o schiaffo qualsiasi, azionando quei principi fondamentali che sono soprattutto quelli di reagire in base alla forza del nostro aggressore usando la sua forza liberandoci della nostra.
Essere come acqua: si otterra’ un livello spaventoso di formamentis, per la quale si riuscira’ a raggiungere uno stato rilassato e flessibile del proprio corpo, tale da avere la capacita’ di adattarsi ad ogni contromossa senza fatica e mostrando una sicurezza unica ed impareggiabile. Il maestro Bruce Lee, al contrario di cio’ che pensano moltissimi, lo allenava sempre e lo insegnava solo a quei pochissimi allievi che lui riteneva vicinissimi a lui e che potessero imparare ad utilizzare braccia e gambe con utilita’ e senza sprecare colpi ed energia:

Nella foto qui sopra, il maestro Bruce Lee, insegna ad un giovanissimo Ted Wong, l’utilizzo corretto del chi sao.
Con lo sparring, lui diceva sempre, imparate a colpire con ritmo perfetto e scelta dei tempi, ma col Chi Sao riuscirete ad imparare come comportarvi nel corpo a corpo azionando una giusta e naturale reazione a chi tentera’ di mettervi giu’ o afferrarvi o costringervi a cadere insieme a lui portandovi alla resa piu’ assoluta. può capitare che vogliate smettete, quando state ricevendo colpi al corpo e al capo che vi fanno male e appesantiscono la testa. Non disperate se vi sentite pesanti; continuate a lottare finché ce la fate a sostenere le braccia, i pugni e i calci al corpo. A meno che non vi addestrate, non saprete mai cosa farete in un combattimento. Come quando imparate a nuotare, dovete andare nell'acqua per superare la paura, cosi’ tutti gli esercizi che il kung fu ci puo’ dare, sono tutti utili e nessuno da rigettare;” usa tutto quello che ti serve di piu’, e da li progredisci”. “Bruce Lee”.