pubbli6.gif (12403 byte)

HOME PAGE

                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno II  Numero 10

OTTOBRE 2017


Stili di Kung Fu. Cosa sono e a cosa servono?
________________________________________________________________________

Kung Fu, e’ storicamente provato e accettato, che fu’ l´arte marziale di Bruce Lee. Ma è di attacco o di difesa? È quella dove si vedono tanti salti e tanti calci? Frasi tipiche, che ho sentito ripetere mille volte, dette e ripetute da chi il Kung Fu non lo conosce o ha catturato mentalmente e poi memorizzato vaghe informazioni da qualche amico o da qualche film. Il Kung Fu è altro. Attacco e difesa non sono differenziabili, perché in uno vive l´altro e e pugni e calci sono sferrati in modo contemporaneo per effetto del piu’ importante fra’ i vari principi, quello di simultaneita’ di attacco e difesa allo stesso momento. Tutto quanto puo’ offrire il sistema, non e’ mai fine a se’ stesso. Il Kung Fu è un universo fatto di marzialitá, filosofia, disciplina, spiritualitá, ma soprattutto di identita’. Non esiste un settore marziale tanto settorializzato come quello cinese. Interni o esterni, nord o sud, morbidi o duri, di spostamento o di rotazione, quante classificazioni per riuscire a dividere ció che fa parte dello stesso sistema. Shaolin, Tang Lang, Taiji, Hung Gar, Choy Lay Fu, Wing Chun, Wing Tjun, Baguazhan, tutti questi stili trovano una base e una radice fra’ loro, ma ognuno mostra cose diverse rispetto a un altro, e ha una storia a se e ha caratteristiche piu’ o meno marziali e da strada. Perché esistono tutti questi stili di Kung Fu? E a cosa servono? Dobbiamo tornare indietro nel tempo quando, agli albori dell´arte, gli "artisti" erano alla continua ricerca di stili di lotta sempre piú efficaci. Il combattimento era(molto probabilmente), il pane quotidiano, per difesa personale e per confronto tra scuole e l´upgrade tecnico era la necessitá, soddisfatta dallo studio costante. La differenziazione è stata quindi la naturale conseguenza dell´evoluzione dell´arte marziale. Gli stili di Kung Fu sono nati dall´esperienza dei praticanti ed erano applicati nella lotta. Noi li abbiamo ereditati dai lignaggi di Maestri cinesi da studiare come testi sacri, ma non con lo stesso obiettivo. Non ci sono piú sfide tra esponenti di scuole diverse, se non su un tappeto di gara, con la conseguenza che moltissimi pensano che il kung fu sia nato dal Karate’, e che siano fatti per donnine o per ballerini allegri dopo che si sono fatti una bella bevuta e preso una sonora sbornia. A questo punto, di questi stili, rimangono soltanto i punteggi assegnati dai giudici, e molti capi scuola sono riusciti a creare una immane confusiona anche fra’ quelli che sono stati costruiti apposta per un momento estremo di emergenza e appartengono alla categoria della vera difesa personale e non al giochetto delle gare, questo e’ ad esmpio il Wing Chun. Anche volendoli esaminare tramite una giuria di uomini onesti e probi, tali voti sono relativi all´esecuzione di una forma e non certo ad un combattimento tradizionale totale tra esperti di stili di Kung Fu differenti. Ci si affanna a dire o a scrivere fiumi di parole che evidenzino perché e per come il nostro stile è il "migliore" tra le miriadi di stili di Kung Fu esistenti. Al di lá della veridicitá e concretezza di tali parole, la domanda diventa: perche’ il nostro mondo delle arti marziali deve essere cosi?. A cosa serve tale impegno di sterile affermazione? Considerando che le dispute si svolgono sempre e solo tra praticanti che mai abbandoneranno la loro disciplina e soprattutto mai si incontreranno per combattere applicando i propri stili, possiamo senza dubbio affermare che, in questi termini, gli stili di Kung Fu non servono a niente!!”Se, invece, ci fosse una maggiore apertura mentale, e quella curiositá che fa da motore alla crescita personale, si potrebbero creare momenti di confronto utili al progresso ed alla diffusione del Kung Fu cinese, che oggi e’ diventato italiano a tutti gli effetti. Circostanze nelle quali stili di Kung Fu diversi potrebbero fondersi per tornare alla natura dell´arte, che si rispecchia in principi di unione ed intersezione e non certo nei gradi di separazione. Allora potremmo con appagamento affermare che gli stili servono a perfezionare la propria arte e sono una risorsa non solo per il Kung Fu, ma anche per il praticante che crede ancora nell’amicizia, nella lealta’, e soprattutto nel rispetto verso un’altra arte, anche se riconosciamo che sia palesemente inferiore, sia tecnicamente che storicamente.