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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno II  Numero 10

OTTOBRE 2017


Come seguire correttamente un percorso marziale
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Sicuramente, se hai preso l’impegno di seguire un Percorso marziale, ti sarai accorto che il solo lavoro eseguito in palestra spesso non è sufficiente. Mi spiego meglio: se è vero che per il primo anno di pratica spesso è sufficiente seguire assiduamente le lezioni e le istruzioni dell’insegnante, è vero anche che col passare del tempo le informazioni da apprendere e le tecniche motorie da eseguire, diventano sempre più numerose e complesse. Non è la tua testa a venire meno all’impegno ma è proprio il tuo corpo. Se bastasse la memoria e l’attenzione, là fuori la palestra, sarebbe pieno di leggende delle arti marziali. Il punto è che non devi ricordare la tecnica solo nella mente, dovra’ essere il tuo corpo a dovere impararla ed eseguirla: questo è ciò che si intende quando nelle arti marziali si dice: interiorizzare una tecnica. Le arti marziali, come ho già avuto modo di illustrare, avvolte rischiando di essere perfino logorroico, sono un’attività motoria molto complessa. Per questo più vai avanti con lo studio, e più sarà fondamentale dover dedicare parecchio tempo all’allenamento individuale. Solitamente, la prima obiezione che mi sento sollevare dagli allievi è: “ma non ho nessuno con cui allenarmi!”. Balle; Il miglior compagno per l’allenamento, sei tu stesso. Prova a seguire il mio ragionamento: qualsiasi tecnica, anche la più complessa, è composta da gesti e movimenti che puoi analizzare e se ne diventi capace, scomporre. Questi gesti saranno la base del tuo allenamento individuale. Il corpo è una macchina meravigliosa, e le arti marziali mettono alla prova il buon funzionamento di tutto il nostro insieme, secondo il semplice principio che il tutto è maggiore alla somma delle parti. Allora cosa si deve fare per riuscire a massimizzare un allenamento di arti marziali, prima in palestra e poi a casa nostra? Ad esempio, un buon allenamento in casa, è composto da tre parti fondamentali: Il footwork, l’utilizzo di calci e pugni a vuoto, di attrezzi e armi a vuoto, e soprattutto tirando pugni su una sagoma o sul manichino di legno, che una certa pratica e costanza, vi portera’ a rinforzare anche il corpo interamente e non solo i pugni o i palmi. Questi aspetti, se affrontati con cura e costanza, potranno fare molto presto la differenza e in breve tempo, garantendovi una migliore capacità di apprendimento delle motricità.
Il footwork:
Provate a pensarci: il grande Cassius Clay sarebbe stato lo stesso senza il suo meraviglioso gioco di gambe? Certamente no. IL nostro Bruce Lee, sarebbe stato cosi esplosivo e cosi svelto senza un costante allenamento di footwork e di gioco di gambe? Partiamo dal presupposto che le arti marziali, e il combattimento, fondano la propria base nella capacità di muoversi con tempismo e nel modo più efficiente possibile, per questo il footwork e il gioco di gambe, sono alla base di ogni allenamento che si rispetti. Il mio insegnante di pugilato, alcuni anni fa’, perche’ anch’io ne ho avuto uno, oltre ai tantissimi insegnanti sia di Wing Chun Kung Fu che di JKD, mi diceva che la boxe è l’arte degli spostamenti, più che dei pugni, anche se tutt’oggi, sostengo sempre che un combattente che usi solo la boxe, non e’ un combattente del tutto completo e non potra’ mai affrontare artisti marziali che hanno dei metodi di parate e attacco del tutto diversi dal suo. Ecco perche’ Bruce Lee insisteva sempre nel dire che bisogna imparare a praticare tutti i metodi e tutti gli stili, ma senza nello stessa tempo restarne schiavi, perche’ si cadrebbe inevitabilmente nella routine del limite e nel metodo dell’abitudine. In altri sistemi marziali la cosa non cambia minimamente: nella Thay, un buon gioco di gambe è fondamentale per potersi togliere dalla traiettoria avversaria e ricambiare con calci veloci e potenti, ma e’ solo un metodo Thay. Ma anche nel Karate o nel Kung Fu un buon pugno passo è fondamentale. Il footwork è inoltre un ottimo lavoro aerobico, capace di migliorare il fiato, se accompagnato da esercizi aerobici adatti e che servano a migliorare il fiato. Iniziate il vostro allenamento con il ripassare si i passi base della vostra arte marziale, ma vi consiglio di non farli diventare una cosa maccenica e macchinosa, ma liberando e rilassando il vostro corpo mantendolo rilassato ed elastico ma rendendolo esplosivo al massimo, e immaginando di combattere liberamente contro un avversario della vostra fantasia, che magari vi avra’ fatto un torto, e cercando di suonargliele di santa ragione. Non dimenticate poi di utilizzare il salto con la corda e i saltelli laterali, per migliorare la muscolatura degli arti inferiori, la stabilità e la reattività, o se non volete utilizzare la corda che vi puo’ sembrare ingombrante, potrete sostituirla con la corsa sul posto. A modo suo anche la corsa o meglio ancora gli scatti esplosivi, possono essere inquadrati come footwork, ed anche la corsa rapida sulle scale in salita è perfetta per le arti marziali. I calci sono fondamentali: negli allenamenti di tutti i giorni si usano poco, eppure sono uno dei modi più efficaci per sviluppare due aspetti importanti: la flessibilità e l’equilibrio. Se eseguiti e allenati in maniera progressiva, aiutano a migliorare l’allungamento muscolare degli arti inferiori e a rafforzare i muscoli addominali e dorsali in maniera dinamica e proporzionata alla forza dell’intero sistema corpo. Quasi tutte le arti marziali prevedono lo studio e l’utilizzo di una qualche forma di colpo con gli arti inferiori: nulla come i calci è in grado di migliorare la motricità e la stabilità: inserisci sempre nella routine di allenamento alcune serie di calci, proporzionali al tuo livello di abilità.
Uso di attrezzi e armi a vuoto:
Uno degli aspetti più interessanti dello studio delle armi è legato alla catena cinetica braccia-tronco. Nelle arti marziali del sud-est asiatico spesso lo studio delle armi precede addirittura quello della mano nuda, proprio per abituare l’allievo a un corretto uso del tronco: le armi amplificano ed esasperano il movimento, migliorando di conseguenza l’utilizzo delle braccia e della mano nuda. Il maestro di Bruce Lee, Yip Man, insegnava e divulgava l’uso delle armi non soltanto per la difesa personale, ma soprattutto per l’equilibrio ed il rinforzo di tutto il nostro corpo, anche della mente. Inoltre lo studio di determinate armi, viene spesso affrontato con due tipi di armi differenti per migliorare la coordinazione delle braccia, e questo e’ quello che soprattutto faccio eseguire ai miei allievi nelle mie scuole. Inserire nell’allenamento un momento dedicato all’uso delle armi e degli attrezzi si rifletterà moltissimo sulla coordinazione della parte superiore del corpo, molto più di una sessione di pugilato al sacco. Le movimentazioni sono spesso complesse e articolate, ma sempre scomponibili in elementi riutilizzabili nella pratica a mano nuda. N.B.: negli sport da combattimento spesso vengono inseriti allenamenti funzionali come colpire con una mazza un copertone da camion. Il principio è proprio quello di allenarsi con attrezzi/armi per aumentare forza e coordinazione. Allenare il corpo tutto insieme, significa riuscire a coordinare mente e corpo. Nelle arti marziali il corpo viene sempre utilizzato nel suo complesso. Se osservate le routine di allenamento dei marzialisti più famosi, vedrete molto spazio dedicato all’allenamento funzionale e a esercizi che coinvolgono il corpo per intero, mentre il lavoro in palestra, sui singoli fasci muscolari, ha un’importanza molto inferiore. Questo perché una grande prestanza fisica allenata esclusivamente con macchinari da palestra, tende a isolare il movimento a favore di un allenamento statico sul singolo muscolo: l’esatto contrario di cio’ che deve avvenire nell’arte marziale. L’allenamento statico richiede solo una frazione della coordinazione richiesta da uno sport complesso: per questo è sempre meglio utilizzare un allenamento a corpo libero di tipo calistenico quando si praticano arti marziali, al fine di sviluppare un’intelligenza motoria complessiva, che consenta di utilizzare a pieno tutte le potenzialità della muscolatura. L’allenamento calistenico è proprio quello che si fa nei Kata del Karate, nei Lu del Kung Fu, nei Giurus del Silat ecc. Se volete usare attrezzi, non vi consigliamo di usare invece movimenti a corpo libero e non vincolati da macchinari di alcun genere. Assicuratevi però, prima di eseguire il movimento che a voi pare perfetto, che il vostro corpo sia perfettamente in linea ed equlibbrato al massimo, perché altrimenti anche con gli attrezzi potreste farvi male. Investire nella formazione di qualità è sempre la scelta giusta, per cui se doveste avere dubbi, vi consigliamo di venirci a trovare per qualche seduta di personal training con il vostro personale SIFU o maestro, o con un insegnate di functional training.
Allenamento lungo o allenamento breve?
Senza ombra di dubbio è meglio un allenamento breve e corretto, rispetto a uno lungo e pieno di errori dati dalla stanchezza. La memoria motoria può funzionare anche al contrario: allenare un movimento in maniera sbagliata può portare a consolidare errori posturali che rischiano di limitarci o di danneggiarci, e spesso sono molto difficili da ricorreggere. Per questo vi consigliamo di consultare il vostro insegnante, qualora ne aveste uno e di informarlo frequentemente, anche fuori dalla palestra, per verificare di eseguire al meglio l’allenamento in tutte le sue fasi. Una volta apprese le basi, un allenamento breve e della giusta intensità garantirà un miglioramento delle prestazioni senza affaticare il vostro fisico.
Segui la regola:
Movimento corrotto, esercizio terminato.
(Se a causa della stanchezza inizi ad eseguire male l’esercizio, allora smetti di allenarlo), e ricorda di riposare ogni tanto: il corpo ha bisogno di riposare e rifocillarsi per poter riprendere quel ritmo che era stato appena interrotto. In fine vi ricordiamo di non fare mai di testa vostra, ma per ogni singolo allenamento, che potra’ risultarvi dannoso se eseguito in modo scorretto, consultate sempre il professionista che vi segue e che conosce tutti i vostri pregi e difetti, fino a quando avrete acquisito allenamento e resistenza e potrete in fine camminare coi vostri passi.