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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno III  Numero 05

MAGGIO 2018


BRUCE LEE QUALE ARTE MARZIALE PRATICAVA?
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Bruce Lee quando nel 1968 presentò per la prima volta al pubblico la sua arte, iniziò con queste parole: “Innanzitutto devo fare una premessa: Io non ho creato nulla, non ho inventanto alcuno stile, non ho modificato cio' che si trova all'interno di distinte forme, nel mio metodo o in un altro...Tutto quello che so lo devo al prof. Yip Man, insegnante di Wing Chun in Hong Kong…”Poco tempo prima di morire Bruce Lee confidò al suo grande amico William Cheung, che il Jeet Kune Do, non era altro che il principio del Pak sao trasmesso a tutte le tecniche. Pure Victor Kan sostiene che Bruce ha sempre mantenuto il suo Wing Chun. Osservando i suoi film, ogni praticante di Wing Chun può riconoscere molte tecniche a lui familiari. Vista la bravura con cui Bruce le eseguiva, possiamo oggi comprendere come il Wing Chun Kung Fu, costituisse sempre la base della sua arte, Il Jeet Kune Do. Non sarebbe dovuto essere uno stile di combattimento, ma solo un nome il cui significato si sarebbe tradotto in Bruce Lee stesso.
Breve storia e tecnica del Wing chun.
Forse tantissime persone, ancora oggi, ignorano completamente che il sistema marziale da cui deriva il grande Bruce Lee, e' proprio il Wing Chun kung fu, ribattezzato proprio dal suo maestro come Ving Tsun. Il Ving Tsun Kuen, è uno stile di Kung Fu che risale a circa 350 anni fa, e fu’ fondato proprio da una donna, la famosissima monaca buddista Ng Mui, che faceva parte dei cinque monaci scampati al rogo del monastero di Shaolin del 1650, operato dai Manchu. Si dice che questa monaca, lo passò ad una sua fedele discepola, che si chiamava appunto Yim Wing Chun, nome che in seguito e' stato usato per definire l'arte, e che poi lo insegnò poi a suo marito. Lo stile rimase pressoché segreto finchè il Granmaestro Yip Man, non cominciò ad insegnarlo pubblicamente(anche se sempre e solo a cinesi). Tra i suoi piu' importanti e rinomati allievi, ci fu' anche un certo Li Jun Fan(in cantonese era il nome di bruce lee), che studiò con lui fino a quando partì per l’America dove arrivato sul posto, si fece poi chiamare Bruce Lee… Yip Man, cominciò ad insegnare Wing Chun per hobby(era molto ricco) a Foschan, in Cina. Ad un certo punto dovette,(come molti altri maestri di arti marziali), scappare dal suo paese di origine per rifugiarsi ad Hong Kong, dove trovandosi in ristrettezze economiche, fu' costretto ad insegnare Wing Chun per vivere. yip Man, durante la sua "carriera di insegnante", attraversò diversi periodi che influenzarono il suo modo di trasmettere lo stile; ciò si nota facilmente esaminando le differenze che intercorrono tra i diversi stili di Wing Chun, Wing Chun Kuen è una trascrizione utilizzata per la prima volta da Bruce Lee per indicarne gli ideogrammi. Le caratteristiche principali del Wing chun, dal quale Bruce si porto' appresso tutti i piu' efficaci principi, sono la sua immediatezza e la sua scientificità. Nulla è lasciato al caso, ed ogni movimento è mirato a fare il massimo danno col minimo sforzo. Questo significa che non ci sono movimenti spettacolari o acrobatici(questo e' soprattutto quello che poi Burce si e' portato nella sua nuova idea) e tutti i movimenti che vengono eseguiti, sono semplici, diretti ed efficaci. Bruce Lee diceva che il colpo deve essere come un cobra: va' accusato prima che visto; risultera' per tanto necessario prendere la strada più breve per colpire senza pieta', e la strada più breve per farlo è quello della linea centrale, principio che Bruce conservera' anche nella sua arte. Il Wimg chun insegna a scattare addosso all’avversario e ad "attaccarsi" ad esso. Attaccarsi significa controllare le sue braccia e le sue gambe; in questo modo, grazie alla sensibilità (caratteristica unica del Wing chun), si è in grado di seguire qualsiasi suo movimento, anche ad occhi chiusi, reagendo di conseguenza. Le braccia, se soggette ad una spinta o ad una parata, vengono caricate come una molla, che scatta immediatamente verso l’avversario non appena questo interrompe la pressione; ciò permette di immagazzinare molta forza, che verra' restituita immediatamente durante un attacco. Bruce conserva e applica per il suo JKD, cio' che gli sembra piu' efficace ed importante del Wing Chun, ad esmpio il principio della simultaneita' difesa e attacco, principio fondamentale e necessario, presente nel JKD, ma soltanto diluito ed utilizzato anche nella boxe, nella scherma e nelle arti da lui studiate in seguito, e anche dalle quali, estrae il meglio per portarlo nella mentalita' del JKD. Negli altri stili di arti marziali, se il pugno viene parato il braccio viene immediatamente ritirato, al fine di preparare un nuovo attacco. Nel Jkd invece, se il pugno viene parato(in realtà il problema non si porrebbe, in quanto non si tira mai un pugno singolo, i colpi sono sempre concatenati l’uno con l'altro, in una sassaiola ininterrotta), il nostro braccio resta lì, si attacca a quello dell’avversario, e tutto questo, non e' altro che il metodo Wing chun, modificato e reso compatibile al massimo nel JKD. Non appena il nostro oppositore togliera' il braccio per tentare di difendersi, non avra' il tempo di rendersi conto cosa gli stia capitando, perche' avra' automaticamente in faccia uno stridling punch che lo mettera' a terra senza discussione. Per arrivare a realizzare un pugno cosi' esplosivo e con questa elasticita' e morbidezza, Bruce si e' portato appresso dal Wing chun un'altro dei suoi importanti principi, il principio della cedevolezza e del rilassamento assoluto, dove quando si sta' in posizione di "on guard position", bisognera' mantenere' il corpo rilassato al massimo, per essere cosi' sempre agile e pronto per riuscire a contrastare eventuali contrattacchi esplosivi o addiruttura intercettazioni, che piu' che parate, sono la conseguenza dell'inizio di un qualsiasi movimento del nostro avversario verso di noi, per cui in noi la fara' da padrona la prontezza e l'esplosivita' nell'arrivare qualche istante prima di lui e cosi', boom, il gioco e' fatto. Generalmente, braccia e gambe, sono uno indipendente dall’altro, e scattano da soli o contemporaneamente in base a quello che vorra' fare il nostro avversario(questo è cio' che intendeva di solito Bruce Lee, quando diceva:"La tecnica del mio avversario è la mia tecnica"). Per questo il praticante deve prendere a modello l’acqua, che pur essendo dotata di un potere distruttivo, rimane sempre fluida, modellandosi a seconda del recipiente nel quale essa viene racchiusa. Ricordiamo da sempre a chiunque, che le arti marziali non sono nate per vincere trofei o medaglie, bensì per difendere la propria inculumita' e sopravvivenza. Allenarsi in vista di una gara può sicuramente essere uno sprone per migliorare la propria forma fisica e mentale, ma significa anche assumere una formamentis che prevede arbitri, protezioni, regole, tempo, etc, tutte cose che una volta non esistevano(e neanche oggi, in uno scontro reale). Ciò non vuole affatto dire che il Jeet Kune Do sia un qualcosa che istighi alla violenza, tutt’altro. Semplicemente, prepara il corpo e la mente ad affrontarla. "Affrontiamo il Jeet kune do con l'idea di dominare la nostra volonta', non pensando affatto all'esito di un combattimento, dimentichiamo il dolore e la sofferenza". "Bruce Lee".