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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 6

GIUGNO 2021


Dan Inosanto, Concept o Original, ma esiste davvero questa differenza
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Articolo preso e curato da noi, dalle riviste marziali dell’epoca, quando Lo stesso Dan Inosanto fu’ intervistato per la prima volta da un artista marziale famoso di Aikido, tale Josh Gold, dove in questa intervista che non abbiamo pubblicato completa perche’ sarebbe risultata troppo lunga da leggere, abbiamo inserito per questo motivo solo le parti piu’ importanti e storiche, dove Inosanto spiega esattamente come stanno veramente le cose, e non come affermano molte pseudo scuole di JKD di oggi, che raccontano dei fatti solo a loro convenienza e piacimento. Faremo dunque una piccola premessa, perchè magari molti di coloro che leggeranno questo articolo, non sono cultori dell’arte e del nostro mondo del JKD, e moltissimi di essi ne’ sconoscono lo sciacallaggio e il Buiseness economico che si trova dietro di esso a scapito di quei poveri praticanti che vengono salassati economicamente fino all’osso. Nel periodo di riferimento, non tutti sanno che Inosanto scrisse un libro dove all’interno di esso, vi erano elencate le 26 arti marziali che bruce Lee utilizzo’ per inventare, costruire e mettere a punto la sua arte filosofia. Nel mondo delle arti marziali, Dan Inosanto fu’ l’unico depositario di una vera e unica storia, di una storia in divenire. Più noto come compagno di allenamento di Bruce Lee, oltre che suo pregiatissimo allievo, fu’ suo confidente e l’uomo più quotato da Bruce Lee nella sua personale arte del Jeet Kune Do. Il background marziale di Inosanto, abbraccia anni e anni di continua pratica e fedelta’ alla nostra arte, sia da prima con la leggenda iconoclasta Lee, che dopo la sua scomparsa. La prima introduzione di Dan Inosanto alle arti marziali, fu’ in quelle giapponesi, ed ebbe inizio da ragazzo, studiando “Combat Judo” da uno zio tornato dalla Seconda Guerra Mondiale. A causa della posizione molto importante e rispettata di suo padre all'interno della comunità filippino-americana a Stockton, in California e dintorni, gli fu’ offerta l'opportunità di studiare e allenarsi con molti dei maestri con i quali suo padre fece amicizia e favori’ non poco. Nel corso degli anni, oltre a studiare con dozzine di maestri di arti marziali del sud-est asiatico, Inosanto intraprese lo studio di diversi stili di Grappling come lo Shooto giapponese, il wrestling freestyle e il jiu-jitsu brasiliano. Negli ultimi anni, dopo un incontro organizzato da uno dei suoi studenti con il leggendario regista d'azione e coreografo di combattimento Jeff Imada, Inosanto inizio’ a incontrare Haruo Matsuoka dell'Ikazuchi Dojo, per studiare la nobile arte dell’Aikido. In questa intervista speciale, Josh Gold, ha incontrato il pioniere marziale per ascoltare i suoi pensieri sull'Aikido e farsi un'idea di dove sia arrivato nel contesto della sua vasta esperienza nelle arti marziali. Ovviamente, si puo’ facilmente immaginare come il mondo marziale dell’epoca, fu’ scosso da questo scoop che aveva dell’incredibile ma non solo, fu’ pure preso per impossibile. All’inizio di quell’intervista, la prima domanda che fu’ chiesta a Dan Inosanto da Josh Gold, fu’ la seguente:
Gold: molto è stato detto sull’origine del jkd, tanto che uno dei tuoi studenti, mi sto’ riferendo a Paul Vunak, ha asserito piu’ volte che l’arte del JKD, cosi come la stiamo conoscendo, può essere tracciata in 26 distinti elementi differenti; confermi tale affermazione?
Inosanto: Bè si è vero……naturalmente se debbo dire tutta la verita’, io ero con Bruce quando mi chiese consiglio per la prima volta se secondo me poteva essere plausibile inserire i 26 elementi di arti diverse, arti che da tempo aveva in mente di inserire ed utilizzare e che caratterizzavano le varie e diverse arti marziali. Io gli dissi che ero d’accordo e che cosi’ poteva nascere un qualcosa di piu’ completo. Cosi Bruce, si affanno’ a ricercare, provare e ad ispirarsi nel mettere insieme tante idee e fonderle in un solo sistema, se cosi posso chiamarlo. Bruce Lee all’epoca era deciso, e si ispirò tantissimo agli elementi di quei 26 stili, e li rese efficienti man mano che passava il tempo. E’ come quando fai una tesi e usi 26 libri, puoi prendere il 15% da un libro, il 10% da un altro, o addirittura niente da qualcuno di essi, ma deciderai lo stesso di citarli tutti e 26 nella bibliografia finale.
Gold: Quale fu il metodo con cui Bruce Lee sceglieva e prendeva spunto da questi stili per poi inserirli nel jkd?
Inosanto: lui capi’ subito che non poteva ne’ imparare ne’ allenarsi col gran capo in persona di quel determinato stile. Ai giorni nostri è possibile allenarsi per due tre anni col massimo esponente di una scuola per imparare qello stile ci interessa. Così Bruce Lee decise di scambiare informazioni con ogni esponente dell’arte alla quale era interessato, chiunque egli fosse. Facciamo per esempio che lui incontro’ uno studente di Choy li fut: lui usava la sua conoscenza del wing chun per proporre uno scambio di conoscenze, per cercare di acquisire alcune abilità dello stesso choy li fut. Bruce era così intelligente, che non aveva bisogno di scambiare col maestro in persona, ma riusciva a prendere spunti anche dai suoi studenti. Questa era grosso modo la metodologia con cui Bruce Lee apprendeva ed acquisiva la conoscenza dei molti stili di arti marziali.
Gold: Quali furono i 26 elementi che Bruce Lee utilizzo’ per il jkd?
Inosanto: Bruce imparò molto dallo stile della mantide religiosa, in tutte le sue forme, anche dalla mantide del sud. Prendeva tutto cio’ che gli piaceva, ma qualcuno era sulla sua stessa lunghezza d’onda, così riusciva a prendere differenti elementi. Bruce ha sempre insegnato che il Jeet Kune do è come un menù: tu prendi ciò che più funziona per te e poi da li avresti potuto progredire. Ecco perchè il tuo Jeet Kune do dovrebbe essere differente dal mio, cosa che invece oggi non succede. Prendi Larry hartsell e me, ad esempio: tutti e due siamo stati praticanti di Jeet Kune Do, ed entrambi siamo stati studenti di Bruce Lee. Solo che io uso soltanto il 60% delle tecniche di grappling insegnatemi da Bruce, mentre Larry ne’ usa il 90%. Del Wing chun insegnato da Bruce Lee, chiamato piu’ in seguito Jun Fan Kung Fu, invece, io potrei aver acquisito il 40%, mentre Larry probabilmente solo il 15%. Puoi constatare come i vari istruttori di JKD, sono così diversi tra di loro. Molti praticanti non capiscono questo punto, e preferiscono ignorarlo, specialmente al giorno d’oggi. Potresti sentire alcuni dire: ” Il mio Jeet Kune Do è meglio del tuo JKD, oppure piu’ spesso, senti dire: Tu non fai JKD come lo faccio io, oppure, il tuo non e’ JKD, etc.. io spero sempre che non dicano sul serio, perchè non è il giusto approccio a questa arte, infatti posso affermare che a causa di questo modo errato di ragionare, sono completamente fuori dal modo di pensare di Bruce e da suo vero progetto. Questa attitudine stavo dicendo, e’ presente in moltissimi istruttori di oggi, che credono di essere il vangelo del JKD. Questo fatto, indica in loro una mancanza di conoscenza sul discorso che il jkd non è un particolare metodo o sistema e non e’ un qualcosa di esclusivo solo per pochissimi. Solo quando avranno compreso che ogni sistema o metodo può offrirgli sempre qualcosa in piu’, allora si che avranno capito il vero significato del Jeet Kune Do, e potranno cosi’ dedicarsi a migliorare e fondare la lor liberta’ personale, imparando finalmente ad esprimerti con i loro propri mezzi.
Gold: Quindi stai tranquillamente affermando che il JKD è differente da praticante a praticante e puo’ variare da una persona ad un'altra? Potresti allora descrivermi come applichi gli insegnamenti del metodo di Bruce Lee ai tuoi diversi allievi?
Inosanto: Quello che faccio è applicare i principi di base e generali che Bruce Lee mi ha insegnato. Fra’ tali principi, vi e’ incluso quello piu’ importante che definiremo principio della linea centrale; che un attacco deve arrivare sia dalla destra che dalla sinistra del corpo; definire la parte superiore e la parte inferiore del corpo. Essere capace di muoversi nei Range di combattimento(lunga, media e corta distanza); capire le tecniche di lotta, sia a terra che in piedi; capire come portare i colpi dei vari stili, capire perchè un pugile mette le sue mani in un certo modo, mentre un karateka mette le mani in un altro. Capire perchè certe volte è più vantaggioso intrappolare gli attacchi avversari piuttosto che portare piu’ combinazioni di colpi piuttosto che aspettare da fermi. Queste in sostanza sono le principali cose che io insegno, ma da allievo ad allievo, sono da essi assimilate in modo sempre differente.
Gold: Quanto hai preso e utilizzato come metodo dall’aspetto filosofico del libro di Bruce Lee, il Tao del Jeet Kune Do, nell’insegnare alle tue classi e ai tuoi seminari?
Inosanto: Mi piace inserirlo in un unica questione filosofica, quello che mi piace chiamare la lezione morale. In ogni classe comunque devo fare in modo che queste cose non diventino sermoni o un modo commerciale di esprimersi. Alcune volte quando decidi di uscire con qualche pillola filosofica, la gente tende a ribellarsi, ecco perchè cerco di inglobare la filosofia di Bruce in modo che gli studenti non siano consci della presenza di tale filosofia, pero’ sappiamo che c’e’. L’idea è applicare la filosofia in una disciplina fisica. E’ attraverso un regime fisico che tu otterrai il tuo allenamento mentale, spirituale ed emozionale. Alla fine tutti passiamo dalla porta dell’allenamento fisico, ed esso sarà il veicolo che ci guiderà attraverso l’apprendimento.
Gold: Recentemente hai creato un organizzazione sul Jeet Kune Do?
Inosanto: Si, si chiama Jeet Kune Do society, ed è stata creata in risposta al fatto che molte persone stanno cercando di fare molti soldi grazie al JKD, cercando sempre di far dire a Bruce cose che non ha mai detto, ne’ pensato, cercando a modo loro di creare una diversita’ rispetto ad altri, e quindi far credere che sia quella vera.
Gold: quindi, qual’è l’obiettivo di questa tua società?
Inosanto: cercare di impedire che la gente abusi del JKD e confonda il pubblico sincero e in buona fede. La società permetterà al pubblico di sapere se un certo istruttore sta’ insegnando i concetti veri del JKD. La società ha in buona sostanza il ruolo di garantire e diffondere i veri concetti del Jeet Kune Do, che e’ molto differente da cio’ che e’ stato detto fin ora riguardo l’uso di questa parola. Molto probabilmente la mia società, si troverà in una posizione controversa, venendosi a trovare a gestire una materia che è il controllo della conoscenza. Chi dice che un certo tipo di movimenti appartengono al JKD, mentre altri no? Esiste un vero modo di dare un pugno nel JKD? o un calcio? Fare questo tipo di distinzioni non è esattamente la missione della mia società. Stiamo semplicemente cercando ad ogni costo di stabilire dei criteri per poter insegnare JKD e proteggere il nostro pubblico da coloro che mistificano e tentano sempre di creare un loro monopolio, mentre invece questo fu’ quello che mi raccomando’ Bruce, e mi disse: Dan, impara, insegna, divulga ma non creare alcun monopolio, perche’ non esiste una verita’ assoluta, ma quella verita’ sei solo tu e chi la pratica. Ricordati sempre e non dimenticarlo mai che e’ solo un nome.
Gold: molto bello e interessante cio’ che ti disse Bruce. Ma ci sono anche altre arti marziali che sono in pericolo per la non corretta diffusione delle informazioni tecniche date al pubblico?
Inosanto: Si , questo è un problema reale. Come nel JKD anche in altre discipline. Per fare un esempio, prendiamo il Balisong(coltello), che è stato chiamato coltello del Kung fu e coltello dei Ninja, in vari testi scritti. Tali documenti codificano l’inesattezza del nome e dell’uso di tali armi, e fino a 5 anni fa’, nessuno credeva che il Balisong fosse un coltello proveniente dalle filippine. Con un minimo di conoscenza e documentazione, si e’ piu’ avanti riuscito a saperlo.
Gold: Sei un esperto di armi Filippine. Perchè si dice che il combattimento col coltello è più sviluppato nel Kali, piuttoto che in altri tipi di arti marziali?
Inosanto: Per via dell’ambiente che si e’ creato nelle stesse filippine. Il combattimento col coltello è stato sviluppato per una situazione di combattimento corpo a corpo impiegato nella giungla delle Filippine. I Filippini hanno speso molto tempo e sforzo nella coltivazione di questa arte. Non a caso loro stessi avevano una brutta reputazione negli anni 30/40 perchè conoscevano l’uso del coltello nel combattimento. Come ogni cosa, questa Bailità può essere insegnata come arte per la difesa personale o lo street fighting. Io credo di insegnare anche questa abilità come un arte. Inoltre il combattimento nell’arte del Kali e’ molto sotto pressione perchè molti movimenti con la mano nuda, sono basati sul combattimento col coltello.
Gold: E’ per questo che il combattimento col coltello è receduto dal combattimento a mani nude nel kali tradizionale?
Inosanto: E’ esatto, hai centrato il punto vero, anche se non è più il metodo che uso per insegnarlo nella mia scuola. il principio e che se tu riesci ad eludere un coltello, molto probabilmente non avrai problemi a farlo con le mani nude. Stesso discorso vale anche per il bastone. Se un bastone può viaggiare(anche nelle mani di un principiante), diciamo tra’ gli 80 e i 160 Km\h, questo gli permetterà di coltivare dei riflessi utili anche nel combattimento a mani nude. Anche il modo di posizionare le mani, viene dall’uso del bastone e coltello, anche se poco è trasferibile su un ring, perchè molte tecniche non sono pensate per un avversario che ti salta attorno. Le tecniche di Kali sono basate sulla velocità. Se tua madre ha bisogno di aiuto, non puoi dire: ok, mettiti in posizione e combatti, devi correre e chiudere subito la partita.
Gold: come descriveresti il sistema di John Lacoste di Kali che insegni?
Inosanto: tale sistema è basato su 7 categorie fondamentali. Esse includono: doppio bastone, che può essere tradotto anche come doppie spade, bastone singolo o spada singola, bastone lungo e corto o spada e daga, il piccolo e largo bastone, il palm stick. Io anche enfatizzo le mani nude (boxing, kick boxing e grappling), il bastone(inteso quello a due mani, le armi flessibili come il nunchaku. Johnny Lacoste, era delle filippine centrali, ma viaggiò molto per tutta la Nazione e studiò molti stili. Lui mi ha dato un bagaglio di molte tecniche, certe volte sono riuscito a tracciare alcune tecniche fino alla radice, altre volte non ci sono riuscito. Nemmeno Lacoste era certo sulla provenienza di alcune di quelle tecniche, perchè erano molto ben occultate e custodite. Potevo iniziare la lezione con una tecnica di silat e poi trasformarla in qualcos’altro dovuto alla sua progressione; è proprio questo che intendo con bagaglio di tecniche.
Gold: Il sistema Lacoste non conteneva forse categorie riguardanti le antiche armi filippine, come la cerbottana?
Inosanto: Io incoraggio gli studenti ad imparare le antiche armi filippine da soli, e trattarle come fosse sport, ma ovviamente uso un design moderno, piuttosto di uno tradizionale.
Gold: potresti spiegare il concetto di Zoning nel KAli?
Inosanto: è un metodo di muoversi fuori dal campo di azione avversario, spostandosi lontano dall’attacco di avversari attaccanti. Nel KAli, dividiamo il corpo avversario in 12 zone di attacco. L’idea è minimizzare il numero di zone o settori che un coltello, pugno o calcio avversario può perpetuare, affrontando solamente un lato di un avversario alla volta. Questi esercizi sono fatti così da potersi posizionare in modo da restringere il numero di settori al quale un avversario può colpire. Questo rende possibile anticipare l’attacco, distruggere l’arto di un avversario e renderlo innocuo.
Gold: si dice in giro che sei stato l’unica persona, fra’ i suoi piu’ importanti allievi che abbia insegnato a Bruce Lee a maneggiare il Nunchaku. Inoltre il tuo punto fermo di vista e’ che il bastone è superiore al Nunchaku nel combattimento ravvicinato, ho detto bene?
Inosanto: si certo, ma la cosa più importante è il tempismo. Il bastone è più efficace a distanza ravvicinata per la sua manegevolezza e velocità, mentre il Nunchaku come parte delle armi flessibili del Kali, è molto efficace a lunga distanza, ma non sto’ dicendo che non si possa usare nella corta distanza, o che non sia comodo per un combattimento. Ovviamente si puo’ nascondere un Nunchaku molto facilmente, ma un bastone da passeggio non hai bisogno di nasconderlo e puo’ benissimo passare inosservato senza avere la necessita’ di nasconderlo.
Gold: Hai allenato il figlio di Bruce Lee; ci sono alcuni confronti che puoi fare tra padre e figlio?
Inosanto: Brandon mi ricordava molto quanto fosse forte suo padre e quale volonta’ possedesse. L’ho allenato quando era molto giovane, e in moltissime occasioni privatamente, anche sua sorella perche’ me lo aveva chiesto il loro padre stesso.
Gold: Era un vero praticante di arti marziali, voglio dire hai notato qualche caratteristica insista in lui proveniente da suo padre?
Inosanto: con me era riuscito a migliorare molto le sue abilità, sia di calcio che di pugni, ma purtroppo non era costante, forse perchè non voleva ricalcare la fama del padre. Lui aveva i suoi progetti ed era molto ammirabile per questo. In sostanza non ha mai provato a ripercorrere le orme di suo padre. Ma penso che col tempo soprattutto dopo morto, abbia finalmente raggiunta la grandezza di suo padre, suo malgrado.
Gold: ti sei mai stancato a rispondere a domande su Bruce Lee?
Inosanto: ma veramente no. Per me Bruce è sempre stato un punto di riferimento, ed essendolo per sempre, lui e’ il mio standard per cio’ che sono riuscito a raggiungere. Era un talento unico. Penso che nessuno di noi allievi sia stato talentuoso come lui. Ma con un po’ di volonta’, in qualche modo possiamo migliorare sempre di piu’ se seguiamo le sue orme in modo onesto.
Gold: Pensi di esserci riuscito?
Inosanto: Sto’ cercardo da sempre di ripercorrere le sue orme. Lui usava un certo tipo di criterio per portare avanti un ottimo sistema quale e’ ancora il JKD. Esso doveva essere prima di tutto semplice, aggressivo, efficace, rapido ed economico, e doveva funzionare bene in un combattimento, sia da vicino che da lontano.
Dan Inosanto non fece altro che tenere fede a ciò che gli disse Bruce...è normale che non poteva rilasciare subito dei diplomi da istruttore di JKD a chiunque glie lo chiedesse ancora , o peggio ancora dare la sua arte in qualsiasi Stage lui facesse. Rilasciò quindi soltanto i classici attestati di partecipazione e fu’ costretto a dire che si sarebbero dovuti mettere in pratica più concetti di JKD in quel giorno, perché non avrebbe potuto rivelare tutto il sistema a dei principianti, o a persone che non erano suoi estimatori, dopo tutto era un arte semisconosciuta ed era conosciuta solo da pochissimi allievi di Bruce più diretti. Solo dopo la sua morte si diede inizio alla commercializzazione della sua arte. Dopo lo stage fatto da Dan Inosanto, grazie a qualche pseudo istruttore in mala fede, la gente di quel tempo comincio’ a credere che esistessero due tipi di JKD, i concetti e l'originalità, ma le persone abbastanza ferrate e che conoscono la storia e la volonta’ vera di Bruce Lee, sanno che non è assolutamente cosi’. Il JKD è uno solo, ma molti ancora si ostinano ad asserire il contrario. Dan Inosanto era con Bruce quel 10 luglio del 1967, nel giardiano di casa di Bruce, quando insieme battezzarono l’arte col nome JKD. Non per caso quando Bruce nel ‘70 chiuse le sue tre scuole, lui stesso lasciò il timone di tutto a Inosanto, che ancora oggi è l'unico personaggio riconosciuto piu’ di tutti, con il Rank più alto nel JKD datogli dal suo caro amico e Maestro Bruce Lee. Ad esempio, Ted Wong studiò 600 ore circa con Bruce, ma non raggiunse mai il livello del mitico Inosanto. Quindi a chi ancor oggi insulta Inosanto dicendo e accusandolo di essere un artista Concepts(cosa significa Concept), non ha potuto digerire la verita’ vera, perché la vita stessa è un concetto. Inosanto ha insegnato il JKD a moltissimi dei personaggi che oggi sono ritenuti dei guru, e nei moltissimi anni trascorsi, ha continuato la propria strada marziale come hanno sempre fatto tutti, e come avrebbe fatto lo stesso Bruce. E’ grazie ad Inosanto se sono usciti allievi di fama internazionale quali Krhis Kent o Tim Tackett o Richardson o Nakamura e tanti altri. Peccato che tanti istruttori del cosiddetto originale, questo originale del quale si vantano tanto, ce l'abbiano con Inosanto..io penso che Bruce Lee se riuscisse a tornare in vita oggi, e riuscisse a riprendere il filo di cosa sta’ realmente accadendo, si arrabbierebbe molto e prenderebbe seri provvedimenti, noi crediamo, col carattere forte che si ritrovava, vorremmo proprio vedere quale spettacolo ci sarebbe stato, ma tutto questo sappiamo che e’ solo pura fantasia, e appartiene ad un'altra storia.