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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 04

GIUGNO 2020


I veri insegnamenti di Bruce Lee (prima parte)
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Questo articolo e quelli che seguiranno nei prossimi mesi, è dedicato ai liberi e creativi cultori delle Arti Marziali in genere, e non solo ai praticanti di JKD di tutto il mondo.
Prendi solo ciò che ti è utile, e da lì progredisci.
In un’anima assolutamente priva di pensieri e di emozioni, nemmeno la tigre trova posto per i feroci artigli. Fra’ i pini sui monti e fra le querce della valle spira lo stesso alito di vento, perché emettono allora note diverse? Nessun pensiero, nessuna riflessione. Vuoto perfetto. Eppure dentro qualcosa si muove secondo leggi proprie. Come la luna nel fiume l’occhio riesce a scorgerla, tuttavia la nostra mano non riuscira’ mai ad afferrrarla. Nuvole e nebbia ristagnano a mezz’aria; ma al di sopra ad esse il sole e la luna risplenderanno eternamente. La vittoria è di uno soltanto, di chi già prima della lotta non formula pensieri propri ma si affida alla non-mente della Grande Origine. Per cogliere l’essenza delle arti marziali occorrono intelligenza, lavoro assiduo e perfetta padronanza delle tecniche. Per dominare un’arte marziale non sono sufficienti un allenamento intensivo e l’uso della forza. È necessario “capire”. Presupposto della comprensione è lo studio dello sviluppo del movimento naturale in tutti gli esseri viventi. Ma è utile anche osservare gli altri, i modi e la rapidità con cui agiscono e i loro lati deboli. Anzi, proprio la conoscenza di questi elementi ci consente di battere i nostri avversari. Per capire le tecniche è necessario tener presente che esse consistono di numerosi movimenti condensati. All’inizio essi possono apparire goffi, sgraziati, ma quando cominci ad apprenderli scopri che in realtà goffi non sono, perché una buona tecnica comprende rapidi cambiamenti, grande varietà e grande velocità. Può essere un sistema di alterne vicende paragonabile al concetto di Dio e del Diavolo. Nel rapito susseguirsi degli eventi quale dei due avrà la meglio? Quello che si muove con la rapidità del fulmine? Secondo i Cinesi, si. Cogli l’essenza delle arti marziali e assorbila fino a farla diventare una seconda natura. Solo così puoi capirla a fondo e puoi avere uno stile tuo, libero, personale. Raggiungi questo traguardo, saprai che non esistono limiti. Alcune arti marziali sono molto popolari perché sono belle da vedere, caratterizzate da tecniche fluenti, scorrevoli. Ma attenzione! Sono come un vino che è stato annacquato. E il vino annacquato non è vero vino, non è un vino buono, un prodotto genuino. Altre fanno meno figura, però come sai hanno un non so che, un tocco di autenticità, il sapore della genuinità. Sono come le olive. Il loro sapore può essere aspro, dolce-amaro. Ma l’aroma persiste. E impari ad apprezzarle. Mentre nessuno ha mai apprezzato un vino annacquato. Alcuni individui possiedono sia il fisico adatto, sia il senso della velocità, sia capacità di resistenza nel tempo. E’ una bella cosa! Ma nelle arti marziali tutto ciò che si apprende è acquisito. L’apprendimento di un’arte marziale è simile all’esperienza del buddismo. Entrambe vengono interiorizzate. Acquisti la certezza di possedere ciò di cui hai veramente bisogno. E quando ce l’ hai, sai che fa parte di te. Fin qui puoi arrivare. Non riesci a capire tutto, ma non ti arrendere. E man mano che progredirai conoscerai la vera natura della Via, nella sua semplicità. Sia che frequenti un tempio, sia che frequenti un kwoon, segui la semplice Via della natura, e vivrai una vita che non hai mai conosciuto. Nelle arti marziali raggiungere l’illuminazione significa eliminare tutto ciò che oscura la “vera conoscenza”, la “vita reale”, e nello stesso tempo espandersi illimitatamente. E’ importante coltivare non una branca particolare, una parte, ma il tutto, che comprende e integra in sé quella branca particolare.

Per trascendere il Karma devi saper usare l’intelletto e la volontà. L’unitarietà della vita è una verità della quale potrai renderti conto solo se prima avrai eliminato l’erronea nozione di un io separato, il cui destino sia staccato dal tutto. Il vuoto è ciò che si trova esattamente al centro fra il questo e il quello. Il vuoto include ogni cosa perché non ha un contrario. Esso non esclude nulla e non si oppone a nulla. Il vuoto è vivo perché tutte le forme provengono da esso, e chi comprende il vuoto è colmo di vita e di potenza e di amore per tutti gli esseri. Devi diventare un fantoccio di legno: esso non ha ego non pensa, non afferra e non stringe nulla. Lascia che il tronco e gli arti si muovano secondo leggi proprie. Quando nulla dentro di te rimarrà immobile le cose esterne ti si riveleranno. Quando ti muovi, sei simile all’acqua. Quando stai fermo, sei simile a uno specchio. Rispondi come risponde l’eco. Il non-essere non è definibile; una cosa tropo fluida non è modellabile. Mi muovo e non mi muovo. Sono come la luna sotto le onde, che sopra di essa oscillano e si increspano incessantemente. Non pensare “sto facendo la tal cosa”; pensa invece “la tal cosa avviene attraverso me o per me”. La coscienza dell’io è il maggiore ostacolo alla corretta esecuzione di ogni azione fisica. Localizzare il pensiero significa congelarlo. Quando cessa di fluire liberamente, come deve, esso perde la sua identità. E’ immobile l’energia che invece di disperdersi in varie attività si concentra su una sola, come la ruota sull’asse. L’importante è fare; però esiste l’azione, non chi la fa; esiste l’esperienza, non lo sperimentatore. L’arte raggiunge la massima altezza quando è priva di autocoscienza. L’uomo scopre la libertà nel momento in cui cessa di pensare all’effetto che esercita o che eserciterà sugli altri. La via perfetta è irta di difficoltà per coloro che distinguono e scelgono. Non amare e non odiare, e tutto ti sarà chiaro. Stabilisci una differenza, anche di modeste proporzioni , e Cielo e Terra si separeranno. Se vuoi la verità chiara davanti a te, non amare e non odiare. La peggiore malattia dello spirito è la lotta fra il “pro” e il “contro”. Non separare il bene dal male: impara a rimanere al di sopra di essi, come il sughero che si adegua al sollevarsi e all’abbassarsi delle onde. Lasciati andare, vivi in compagnia della tua malattia. Te ne libererai più facilmente. Un’affermazione è Zen solo quando è contemporaneamente azione, non quando fa riferimento a qualcosa che lo Zen afferma. Il buddismo rifiuta il ricorso allo sforzo. Sii normale, non cercare di essere speciale. Mangia, vuota l’intestino, urina e quando sei stanco coricati. L’ignorante riderà di me, il saggio capirà. Non prefiggerti nulla. Passa in fretta come il non-esistente, e sii calmo come la purezza. Quelli che vincono perdono. Non precedere gli altri, seguili sempre. Non correre, cammina. Non cercare; quello che cerchi arriverà mentre meno te lo aspetti. Smetti di pensare senza smettere. Applica le tecniche senza applicarle. Non esistono indicazioni valide in tutti i casi. Tutt’al più posso segnalarti il rimedio adatto per una particolare affezione.
Le otto condizioni che consentono di eliminare la sofferenza attraverso la rettifica dei falsi valori e la comprensione del vero significato della vita sono state sintetizzate come segue:
Corretto discernimento (comprensione): individua con chiarezza ciò che è sbagliato.
Obiettivo giusto (aspirazione): decidi di curarti.
Linguaggio corretto: parla in modo da farti capire da chi desidera essere curato.
Condotta giusta: agisci.
Giusta vocazione: il tuo tenore di vita dev’ essere conforme alla terapia.
Sforzo adeguato: la terapia deve procedere a una “velocità sostenibile”; una velocità eccessiva non è sostenibile.
Giusta coscienza (controllo del pensiero): Non perderla mai.
Corretta concentrazione (meditazione): Impara a contemplare col profondo del tuo spirito.(Fine Prima Parte).