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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno III  Numero 06

GIUGNO 2018


IL Jeet Kune Do non e' stato ideato per essere sport
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Chi pratica uno sport da combattimento si allena duramente per prepararsi a combattere aggressivamente contro qualsiasi avversario gli capiti in un ring. Molti di voi si saranno chiesti se per praticare certi tipi di sport bisogna essere violenti fin dalla nascita; be’ non è detto che sia cosi’, poiché mi è capitato di conoscere molte persone che sul ring ci davano dentro, ma se avessero dovuto combattere per strada e dimostrare la loro vera identita’, in un contesto del tutto diverso da quella che e’ la consuetudine dell’allenamento perfetto su un ring, be’ hanno dimostrato di avere molta paura e la loro determinazione e cattiveria, era sparita immediatamente, soprattutto trovandosi di fronte a soggetti che oltre a muoversi in modo veloce e imprevedibile, colpivano in modo efferato e senza alcuna pieta’, non collaborando e soprattutto non aspettando che l’avversario schivasse o parasse dei colpi. Avvolte, trovandosi scaraventati immediatamente per terra come un sacco di patate, col rischio di ritrovarsi fratturate tutte le ossa della schiena o spaccandosi la testa nel cadere, molti combattenti sportivi, diventano psicologicamente labili, quindi molto vulnerabili emotivamente, e moltissimi di loro, hanno nella maggior parte dei casi, rininciato completamente e per sempre a praticare discioline o arti dove c'e' il serio rischio di incorrere a tutto questo. Ecco perché personalmente penso che la rabbia è innata ed esiste in un individuo a prescindere dal tipo o modello di arte scelta per la sua vita; in parole povere penso che uno può essere fortissimo sul ring, ma se non ha quella cattiveria e quel sangue freddo necessario, rischiera’ di bloccarsi e agitarsi troppo e quindi non riuscira’ sicuramente a colpire e a difendersi come si dovrebbe. Ovviamente chi pratica uno sport da combattimento, nel caso gli capiti una rissa da strada, sarà molto più preparato soprattutto psicologicamente che un altro che non sa' sfruttare al meglio i suoi “chiamiamoli fra’ virgolette colpi”; tutto questo deriva dal fatto che molte discipline o arti da combattimento, seguono un modello prestabilito o preconfezionato, dove tutto cio’ che viene messo in evidenza e’ la consuetudine di un praticare un determinato tipo di allenamento, perche’ il pacchetto precostituito di colpi ben definiti che vengono preparati e allenati sempre allo stesso modo, porteranno il praticante, anche il piu’ aggressivo, ad attaccare e a rispondere colpo su colpo sempre con lo stesso sistema, che poi alla lunga, come sappiamo, diventera’ una routine che portera’ i praticanti a non riurscire piu’ a riconoscere cio’ che e’ pericoloso da cio’ che e’ finzione da palestra. Esistono però anche dei personaggi che senza aver praticato alcuno sport o arte, riescono a colpire con cattiveria e determinazione il proprio avversario o oppositore. Non bisogna mai confondere gli sport da combattimento con il combattimento rudimentale e crudo da strada, poiché la rissa in genere è assolutamente priva di movimenti coordinati e spesso e’ per la paura di prenderle, che si tende ad agire senza usare la testa; ecco a che serve allenarsi per diventare a poco a poco dei veri artisti marziali, dei veri praticanti di kung fu tradizionale. Lo sport da combattimento al contrario, ha delle regole ben precise e il tutto non risultera’ goffo e brutto da vedere perché anche se violento, rimane sempre uno sport che prevede protezioni come il casco senza griglia protettiva centrale e guantoni da boxe. Nell’arte del kung fu tradizionale o nell’arte senza nome(JKD) del maestro Bruce Lee, il casco protettivo e’ provvisto di griglia frontale(montata davanti al viso)viene indossato per far si che i due partner di allenamento non si rompano tutti denti o il naso o la mascella con pugni diretti e ben assestati. Ma nonostante questi accorgimenti, abbiamo testato i colpi su un allievo che indossando il casco, si e’ volontariamente sottoposto a tale test, cercando di sopportare al meglio i pugni, le palmate frontali o addirittura le gomitate orizzontali verso la faccia, e abbiamo constatato che pur indossando un casco abbastanza robusto e testato apposta per sopportare i colpi forti, non possono essere tirati al massimo delle nostre possibilita’ per piu' di un breve periodo di tempo, e non superando la barriera dei colpi che supera una certa intensita' di urto. Cio’ significa che anche se e’ protetto al massimo, non possiamo garantirgli di non subire abrasioni o lividi evidenti al collo o procuragli uno svenimento con conseguente emicrania e problemi di vertigni con forti mal di testa, che alla lunga potranno trasformarsi in patologie croniche acquisite. Per tanto invitiamo chi come noi fa' uso di colpi pericolosi del JKD, nei loro allenamenti e nella loro preparazione giornaliera, di moderare di molto il sistema e il dosaggio dei pugni e dei calci nelle parti vulnerabili del corpo, anche se apparentemente vi sembreranno ben protette, al fine di evitare grossi problemi di salute al vostro allievo praticante, con conseguenti danni cronici e permanemti, con in piu', grossi guai giudiziari a carico del capo e responsabile della scuola di appartenenza. Facciamo tesoro delle nostre conoscenze ed esperienze acquisite, e cerchiamo sempre di essere consapevoli del fatto che il JKD usato come prescritto dal nostro Bruce, non riguarda completamente e nella maniera piu' assoluta, il mondo dello sport e delle discipline sportive in genere; per cui non mischiamo un arte marziale pericolosa come puo' essere il kung fu tradizionale o il JKD, col sano divertimento sportivo da ring, con tutte le sue corrtee regole e cio' che si tirano appresso.