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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 02

FEBBRAIO 2019


A Gung Fu Man: Part 2
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Questo articolo, che in ordine di tempo e' il secondo e ultimo documento, che va' a completare la nostra collana di due episodi, in cui il primo, molto piu' completo e piu' ampio, e' stato pubblicato nel nostro vecchio numero di dicembre 2018, e nel quale si parla dei rapporti che sono intercorsi tra' Bruce Lee e il suo allievo e collaboratore Taky Kimura. Continuiamo la nostra discussione sulle lettere di Bruce Lee che ha scritto e successivamente spedito al suo amico e primo istruttore a Seattle Taky Kimura. In queste carte, fra' lettere e documenti scritti per Taky, Bruce espone i suoi studi e le sue motivazioni su come essere un uomo di Gung Fu e come possedere e gestire una scuola nel modo migliore, senza che Bruce sia minimamente costretto a ritrovarsi ad insegnare e a far tutto da solo. Nella prima parte di questi due articoli, abbiamo parlato di auto-coltivazione, di non-mente, e infine di non-pensiero, cercando sepre il sentiero che portera' inevitabilmente alla natura, al suo primo risveglio, fino a giungere alla mente della grande origine.
"Cedere":
cedendo, si supererà con facilita' qualsiasi cosa che possa essere superiore a se stessa; la sua forza è senza limiti. La volontà cedevole ha una facilità repulsiva, morbida come piume pelose, possiede una quiete, un rimpicciolimento dalla propria azione, un'apparenza di incapacità a fare cio' per cui viene costituita(il cuore è umile, ma il lavoro è forte.) Placidamente liberi dall'ansia, si agisce in armonia con l'avversario, e se ne tastera' cosi' la sua forza. Non si va avanti, ma si potra' essere in grado di rispondere appropriata influenza. Niente al mondo è più cedevole e più morbido dell'acqua; eppure essa e' in grado di penetrare ovunque, nei meandri più difficili. Insostanziale, entra dove non c'è spazio. È così bello che è impossibile coglierne una manciata; la colpisci anche ripetutamente, eppure essa non risente di alcun male o sofferenza; la pugnali piu' volte, ma essa non dara' mai ne segni ne tracce di essere ferita.
La Legge di Non Interferire:
Dovrebbe essere in armonia con la forza del suo avversario, non ribellarsi ad esso. Tale arte si "preserverà" seguendo le naturali pieghe delle cose; conseguentemente, otteniamo l'immortalità perché non ci logoriamo. Questa teoria è illustrata nel Taoismo, [nella storia] sul perfetto macellaio il cui coltello da intaglio rimane perennemente acuto perché passa sempre tra le ossa e i tessuti e non incontra mai alcuna resistenza.
Riposare nella debolezza è forza:
"Un uomo vivo, e' sempre morbido, elastico; ma dopo la morte egli assumera' la sostanza di rigidezza inflessibile. Tutte le creature, l'erba e gli alberi vivi sono di plastica, ma sono anche molto flessibili e la morte è debole e secca. Il rigore immutabile è il compagno della morte e cede alla dolcezza, la compagnia della vita. I soldati non piegati e quindi non mimetizzati a dovere, non ottengono vittorie; l'albero più rigido è più pronto per l'ascia. I forti e gli imponenti appartengono al fondo, l'aumento morbido e cedevole sopra tutti loro. Il più forte è colui che conosce fino in fodo le leggi del Kung Fu, quindi fara' uso della forza del suo avversario: l'albero di bambù si pieghera' facilmente in base a dove tirera' il vento; ma quando il vento cesserra' di soffiare forte, esso tornera' ancora più forte di come era prima. "