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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 02

FEBBRAIO 2019


Nan Quan lo stile del sud e Bruce Lee
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La grande curiosita' di cui e' pieno questo articolo, e' quella secondo la quale parleremo di quali caratteristiche specifiche si servi' Bruce Lee per creare il suo famoso saluto "Gin Lai", che e' in uso da sempre, subito dopo di lui, nelle nostre scuole, ma che rappresenta, soprattutto per il seguace e praticante del JKD, un vero e proprio culto marziale. Forse non in molti sapranno, che tutto cio' che il maestro Bruce lee uso' per costruire e diffondere la sua filosofia, nonche' gli elementi della sua arte, sono derivanti per almeno al 90% , dagli stili di Kung Fu cinesi tradizionali, compreso il suo Wing Chun Kung Fu, dal quale estrapolo' quasi tutte le tecniche efficaci, tralasciando solo un piccolo margine di spazio alla boxe, alla scherma e a tutti gli altri stili minori, sia coreani che Giapponesi. Tutto cio' che il maestro Bruce Lee concepi' dalla sua mente e dal suo operato, e' frutto si, di ricerche approfondite e mirate, ma anche di grandi e intelligenti modifiche apportate a ciascune delle arti da lui studiate, allenate ed esplorate come un pioniere spaziale che non vede l'ora di giungere e poggiare il suo piede sul suolo di un pianeta da tutti noi sconosciuto e mai esplortato, per poter finalmente piantare la sua personale bandiera, come puo' fare un astronauta dalle immense e rare capacita' fisiche e circensi, ancora oggi ineguagliate in modo assoluto. Era fatto cosi Lui, questo ometto cinese all'epoca sconosciuto, ma dal carattere estremamente pepato, con una mentalita' e un intelligenza fuori dal normale, ma con una consapevolezza ed un menefreghismo talmente unico, da suscitare immense curiosita' a chiunque avesse potuto avere modo di conoscerlo e frequentarlo all'interno di quel mondo marziale di quei lontanissimi anni '60. Qualsiasi indizio, qualsiasi elemento visto e approfondito da lui stesso, in qualsivoglia argomento, rappresentava per lui un occasione unica per modificare, cambiare o sostituire un qualcosa che gia' apparteneva ad un suo originario argomento specifico, per riuscire a donargli un uso e un senso completamente diverso e opposto a quello che era la sua vera provenienza, perche' depositario di nuovi significati, espressioni, e diremo noi, nuovi universi marziali e spirituali da esplorare. "Gin Lai" dunque, nasce anch'esso da un idea che ebbe quando inizio' a praticare ed approfondire lo stile del "Nan Quan kung Fu", stile di provenienza del sud della Cina, provenienza che, anche la storia ci e' testimone, fu' anche quella sua, depositaria di mille verita' storiche, ma mai e poi mai uniche e definitive. osserviamo qui sotto la modifica apportata ad alcune tecniche del Nan Quan, e trasformate e modificate da lui stesso per diventare cio' che oggi rappresnta il nostro saluto( "Gin Lai"):

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Quando comincio' a cambiare idea sulle pratiche cinesi antiche, Mister Lee si accorse che le modifiche da apportare a quei vecchi e rudimentali metodi ormai superati per efficacia e funzionalita', potevano essere eseguite anche nei modi piu' svariati e non in un solo ed unico modo canonico per eseguirle, ma avrebbe riguardato perfino il classico tradizionale saluto ancora oggi utilizzato: "Respect". Tale modo di porsi in rispetto verso un altro contendente, anche appartenente ad un'altra scuola cinese di pensiero, era un modo per distinguersi in marzialita' e rispetto verso qualsiasi praticante, allievo o maestro che fosse, e assumeva un modo di comportarsi che oggi non esiste piu', e che era in uso da piu' di duemila anni, essendosi del tutto perso irrimediabilmente. Ancora oggi, tantissimi membri e praticanti di scuole di JKD, o per ignoranza del loro istruttore, o per mala fede del loro istruttore stesso, vengono tenuti allo scuro di tutto l'operato che riguardava il maestro Bruce Lee, circa le pratiche di studio modifica e assunzione da parte dello stesso verso gli altri stili, facendo loro credere in modo prepotente, che Bruce Lee sia stato in grado di costruire e ideare soltanto il Jeet kune do e che fosse convinto di fermarsi soltanto a questo...Cari amici miei lettori, se davvero pensate questo di vostro, o vi siete gia' fatti abbindolare su tale questione, vi rispondo gia' da subito che dovrete allora studiare e ricercare ancora per tantissimi anni, e farlo in modo molto profondo, perche' il Jeet kune do o qualsiasi altra cosa, anche da voi ritenuta sciocca che fosse praticata dal maestro Bruce Lee, non fosse assolutamente nulla in confronto a cio' che Egli ha rappresentato nell'ambito delle arti marziali in genere, e stiamo asserendo in genere, perche' per lui, ogni traguardo raggiunto, ogni qualsiasi altra cosa, di qualsiasi forma o materiale conosciuto in natura, non era prorpio nulla in confronto alla sua mentalita' di grandezza e di infinito presente nella sua anima e nella sua immensa mentalita'. Appena raggiunto un obbietivo, veniva immediatamente accantonato per poi dedicarsi molto piu' profondamente della volta precedente, ad uno nuovo con piu' ostacoli, piu' scommesse, piu' rivincite, ma con semplice diffrenza di mettersi sempre in gioco per cercare di raggiungerne sempre di nuovi e con la facilita' di bere un bicchier d'acqua, anzi, molto di piu'. Cosi' come secondo lui fosse impossibile quantificare la grandezza dell'universo, tanto piu' difficile era secondo lui riuscire a quantificare il suo pensiero marziale-spirituale, per la difficolta' dei tragurdi che si poneva ogni giorno, e che si presentavano molto complicati da raggiungere perfino per lui, perche' lui fu' un profondo e costante assertore della filosofia taoista e di quella del suo maestro spirituale Jiddu Krishnamurti, secondo il quale non bisogna mai riporre fisucia su alcun essere vivente, sia pure Spirituale o Deizzato che possa essere, sia esso maometto o Budda, Cristo o confucio, Sai Baba o Dalai Lama, ma riporre tutto su noi stessi, per il semplice fatto che non puo' esistere "Aiuto", MA SEMPLICEMENTE un "Autoaiuto".