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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 02

FEBBRAIO 2019


Non bisogna pensare, ma SENTIRE e AGIRE
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Questa frase, che oviamente ascoltata in lingua Inglese, assume un significato un po' diverso da come viene traslata nella nostra lingua Italiana, proviene da una scena in Enter the Dragon(I tre dell'operazione drago) in cui Bruce Lee sta istruendo un suo studente. Lui chiede allo studente di lanciare un calcio verso di lui, lo studente ubbidisce e calcia, ma Bruce, in prima apparenza scontento, Gli chiede, "Cos'è stato? Cos'è questa una mostra di giochi? Per migliorare Hai bisogno di contenuti emotivi. "Lo studente riprende a calciare verso Bruce, che ancora piu' insoddisfatto di prima, gli dice: "Ho detto che devi metterci contenuto emotivo non rabbia! Prova ancora, ma questa volta con me. Non devi minimamente pensare, ma SENTIRE. "Quando Bruce Lee dice "Non pensare", intende farci "uscire dalla nostra testa". Quando dice che dobbiamo "SENTIRE", intende dirci che dobbiamo davvero sentire le diverse situazioni e cercare di percepire prima del nostro oppositore, ciò che sta per succedere. Quando deciderai di calciare contro il tuo oppositore, in realta tu hai preso l'improvvisa decisione di tirare un calcio verso la persona che e' di fronte a te, ma tu in realta' non stai eseguendo un calcio in modo perfetto, rischiando cosi di non riuscire a darlo mai. Questo è ciò che Bruce stava spiegando quando istruiva lo studente, e Bruce stesso avendo colto in un secondo la sua defezione, lo ha immediatamente spinto a "Non pensare, ma a SENTIRE". Spesso non siamo pienamente presenti in cio' che stiamo facendo, perché stiamo invece cercando di classificare, calcolare o pensare ai prossimi cinque passaggi, o se pensiamo alla situazione del momento, l'abbiamo gia' classificata come una situazione tremendamente scomoda, per cui il nostro primo istinto sara' quello di andare immediatamente alla verifica mentale. Quando raggiungerai la grande capacita' del "Non pensare, ma SENTIRE", avrai gia' trasformato il tuo corpo in un organismo sensibile. Ciò che senti in quel momento si trasforma in una serie di informazioni utili su di te. Quando non ti focalizzi solo sulle tue emozioni, ma stai percependo(ascoltando) con tutto il tuo corpo, sarai più aperto e predisposto all'uso della tua intuizione.
"Non pensare - SENTI".
IL sentimento esiste qui e ora quando non è interrotto e sezionato da idee e concetti. Nel momento in cui smetteremo di analizzare e lasceremo scorrere tutto, allora si potremo iniziare davvero a vedere, e soprattutto a SENTIRE- come in un tutt'uno. Non esiste attore o colui a cui si reagisce, ma esiste l'azione stessa. Sono rimasto con le mie sensazioni allora e le ho sentite fino in fondo senza menzionarle. Alla fine, l'io e il mio sentimento, si sono fusi insieme per diventare UNO. L'io non sente più il sé per rimanere separato da TE, ma e' l'intera idea di trarre dei vantaggi dall'ottenere un qualcosa nata apposta per diventare assurda. Per me, non esiste altro io (per non parlare poi del pensiero) dell'unicità delle cose di cui fui consapevole nello stesso preciso momento in cui mi accadevano. " Bruce Lee sta dicendo in questa citazione, che se sentiamo ciò che sta accadendo nell'ora presente, qui e ora, e lo analizziamo superficialmente rimanendo presenti, allora possiamo veramente sentire e poi appropriarci di tutta l'esperienza che ci sara' necessaria. Quindi, sentiremo l'intera esperienza invece di segmentare le parti di essa, che vorremo analizzare. Se possiamo fare questo senza giudizio, allora ciò che stiamo sentendo e sperimentando diventera' in automatico un unica cosa. Non saremo più separati da ciò che sta' accadendo intorno a noi, perché siamo pienamente presenti in questa stessa esperienza.
"La libertà richiede grande sensibilità".
Per attualizzare te stesso, per conoscerti veramente, devi provare te stesso. "È del tutto inutile continuare a mantenere un falso atteggiamento, che agisca in modo superficiale in apparenza, ma portera' ad alcuna utile conclusione, quando si e' gia' sperimentato un qualcosa di completamente diverso nel se' interno, e per giunta essendo consapevoli di questo. Essere se stessi porta a relazioni reali, per tanto l'accettazione di sé, ci portera' inevitabilmente a cambiare". Nella nostra cultura attuale, spesso ci ritroviamo a dare risposte automatiche e subito pronte quando qualcuno ci chiede come stiamo o come ci sentiamo. Diremo che stiamo bene o che va' tutto bene, anche quando siamo consapevoli che nessuna di queste risposte corisponde al vero momento in cui ci stiamo trovando. Spesso, preferiamo nascondere i nostri veri sentimenti dietro a dei falsi atteggiamenti, perche' riteniamo sia molto piu' facile dare risposte scontate. È più difficile fingere quando ci viene chiesto se siamo veramente "bravi" e immedesimandoci con la nostra fantasia, avvolte, troviamo molta fantasia nel dare delle risposte a dei concetti che ci lasceranno molto soddisfatti nei riguardi di chi ci chiede, magari saremo orgogliosi di aver dato quella data risposta, ma cosi' facendo, perderemo il filo diretto per affrontare dei discorsi molto piu' reali e profondi, non potendo creare cosi', una conversazione molto piu' utile per noi stessi e significativa.
"Non analizziamo, integriamo."
Per integrarci, dobbiamo acquisire informazioni ed esperienza. Acquisendo la capacita' di analizzare, manterremo la nostra esperienza sempre a debita distanza. Il pensiero rimarra' lineare e la nostra sensazione molto piu' espansiva. Un intero universoci si apre davanti quando cominceremo ad acquisire delle esperienze. Sentirsi deboli in qualcosa, non significa trovarsi in uno spazio esposto e vulnerabile, ma piuttosto ci può aiutare a decidere come riuscire a cavarcela in situazioni del tutto diverse. Le emozioni sono indizi di cose che si dovrebbero esaminare molto più da vicino. "Esprimere se stessi onestamente, non mentire a se stessi, ma raccogliere ed esporre tutto quanto abbiamo all'interno del nostro se', è molto difficile da realizzare, e cosi' lìonesta' dell'espressione verra' soppressa per poi essere dal nostro IO stesso, essere eliminata per sempre."