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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno II  Numero 08

AGOSTO 2017


La verita’ del momento vissuto secondo Bruce lee
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L’obbiettiva verità è che, anche se ci sono grandi vantaggi derivati dallo studio, dalla preparazione e dall’ apprendimento realistico delle tecniche Marziali, ha comunque senso dire che, se gli artisti marziali avessero l’opportunità di sperimentare la “strada”, potrebbero godere appieno dei benefici dei due mondi. Accade come nella formazione scolastica, dove è giusto studiare i primi rudimenti e teorie in aula, ma si sa che si comincia davvero a imparare quando si pratica dentro il giusto posto di lavoro. Quindi, la risposta più onesta alla nostra domanda di partenza è che non c’è una risposta assoluta! Quindi non esiste nulla di assoluto o scontato per cui potremo dire , e’ questo e non e’ quello. Quindi questo e’ anche cio’ che avviene in ogni confronto, che in definitiva, tra un minimo di due partecipanti ed il soggetto asiste solo la logica per cui e’ avvenuto quello specifico scontro. Bruce Lee,amava sempre dire: anche nelle competizioni sportive, un “campione” è solo il campione del suo ultimo incontro. Un campione del mondo è soltanto campione del mondo fino a che non difende ancora una volta il titolo. Come artisti marziali, è importante essere onesti con noi stessi e affrontare la realtà vera, senza nasconderci dietro un dito. Noi non siamo invincibili, non importa quanto sia duro l’allenamento o con quale grado di approfondimento ci stiamo preparando. Piuttosto e’ importante notare, che la mia mentalità di sopravvivenza, non include l’accettazione letterale della sconfitta. Personalmente, non ho mai iniziato uno scontro senza avere prima la visione chiara che ne sarei uscito vittorioso, perché la logica della mia mente, sa che a un certo punto arrivero’ ad un limite, questo perché sono un essere umano, e di cio’ ne’ sono consapevole. Comprendere questo sarà una buona base per le premesse filosofiche che formano un artista marziale. La nostra prospettiva di “vittoria” deve essere molto più ampia rispetto alla vittoria conseguita dopo un incontro particolare, e va oltre la nostra stessa vita. Parte di questo è l’accettazione che tutti noi moriremo prima o poi, che sia in un combattimento o per cause molto meno drammatiche. Pertanto, è molto più importante capire come viviamo le nostre vite, come tocchiamo le vite delle persone intorno a noi, e il modo con il quale accettiamo e persino abbracciamo la nostra stessa mortalità. Questa è la vera “vittoria” del “vero artista marziale” e questo profondo pensiero di Bruce Lee, è stato piu’ volte ribadito in molte forme e culture in tutto il mondo. Così, anche se può essere interessante e anche un po’ divertente la discussione su “chi batterà chi”, la sostanza rimane sempre la stessa. E’ il modo nel cui conduciamo la nostra vita nel tempo assegnatoci qui che ha più importanza, non qualche confronto consequenziale né qualche battaglia particolare. Questa è la vera essenza delle arti marziali e dal modo in cui vivremo questi standard, solo in questo preciso modo, acquisiremo il potenziale per essere più che vincitori!