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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 9

SETTEMBRE 2021


Racconto di Wong Shun Leung sul primo “beimo” di Bruce Lee
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Wong Shun Leung:
Come tutti gli altri, Bruce Lee era un ragazzo molto intelligente, forse anche di piu’ rispetto alla media della Hong Kong di quegli anni, ma era molto cattivo. Aveva studiato al “La Salle College” di Hong Kong. Gli piaceva combattere e curava poco il lavoro scolastico. Infatti i suoi risultati accademici non erano soddisfacenti. Oltre all’inglese, non riusciva bene nelle altre materie. La sua matematica non era buona. Inoltre, scherzava sempre con i suoi compagni ed i suoi insegnanti, non riuscendo cosi’ a laurearsi. Più tardi si trasferì in un’altra scuola per migliorare i suoi studi. Ci conoscemmo in quel periodo. Un giorno non lontano, diremo circa una ventina di anni fa, io praticavo kung fu nella scuola del Maestro Yip, e nel frattempo, se mi era permesso, aiutavo i miei compagni e gli studenti ad andare avanti negli allenamenti. A quel tempo, Il giovanissimo William Cheung, portò alla scuola(di Wing Chun Kung Fu di Yip Man), un giovane che sembrava Elvis. Appena arrivato nel nostro kwoon, stavacon la mano destra al muro, mentre la sinistra, la teneva infilata nella tasca posteriore sinistra dei pantaloni. Il suo corpo si reggeva con una gamba sola e barcollava in continuazione. Le sue maniere erano molto frivole e presuntuose, come se pensasse di essere più intelligente degli altri. Il suo aspetto non mi piaceva. Quando andò via, Cheung stesso mi aveva riferito di non essere stato accettato nella nostra scuola. Pochi mesi dopo, si presento’ per la seconda volta. Questa volta, si vestì correttamente ed era più mite e gentile. Il Maestro Yip lo apprezzò per il suo elegante ed educato modo di fare e così lo fece diventare suo discepolo. All’improvviso si avvicinò e mi salutò, ma io non riuscii a capire. Da quel momento siamo diventati compagni di allenamento e ottimi amici. Da allora in poi, mi ha portato un sacco di guai. Quel giovane era Bruce Lee, la star di fama internazionale. In un primo momento, dopo aver imparato ad eseguire la prima forma fondamentale del Wing Chun Kung Fu(La Sil Lim Tao), sembrava avesse acquistato un senso di superbia e diffidenza. Era vero che la forma, per sua natura si presentava un po ‘asciutta e semplice, così sembrava non averne interesse. Tuttavia, egli aveva visto come Cheung, un ragazzo della stessa età, avesse battuto il suo avversario. Sapeva anche che lo stesso Cheung, non era da molto che praticava Wing Chun. Di conseguenza, cominciò ad avere più fiducia nello stile. Il padre di Cheung, a quel tempo, era un ispettore di polizia a Hong Kong e godeva di alcuni privilegi speciali, in fatti quando Bruce aveva dei problemi, e posso garantire che ne aveva frequentemente, il padre di Cheung glieli risolveva sempre. Così i due giovani rimasero sempre insieme. Due o tre mesi dopo, Bruce cominciò a comprendere molto piu’ profondamente i principi del Wing Chun Kung Fu e il suo interesse cresceva costantemente sempre di piu’. Poco dopo Cheung, parti’ per studiare in Australia. Voleva che insegnassi e praticassi con Bruce, così lo portò a casa mia. Questo perché a quel tempo la salute del Maestro Yip non era molto buona ed avevo cinque o sei anni più di Bruce. A quell’epoca la differenza di età era già molto evidente, e lui si fidò di me, tanto che ebbe a considerarmi come un suo secondo Sifu. Anche se era piccolo, era molto furbo. Mi ricordo un giorno in cui ci allenavamo, che mi disse, “Leung, voglio informarti che alcuni dei miei compagni di classe, Chiang e Ken, vorrebbero venire ad imparare da te. Vorrebbero venire a trovarti tra pochi giorni. Il mio consiglio, mi disse Bruce, e’ quello di non insegnargli nulla perché già impieghi molto tempo ad insegnare a me.” Io gli risposi che comunque questo non poteva rappresentare un grosso problema e che lui non si sarebbe dovuto affatto preoccupare, e che da me, avrebbe continuato regolarmente a ricevere lezioni. Dopo pochi giorni, Bruce stranamente venne a lezione prima. Aveva un suo piano. Qui capii che tipo fosse. Venne dieci minuti prima. Senza prendere fiato, mi disse che doveva uscire di nuovo, ma prima di andarsene, disse: “Leung, devo fare una cosa, ma tornerò subito. Aspettatemi! non uscire! ti prego, non farlo! Grazie mille!” Così si allontanò in fretta. Dopo circa dieci minuti, tornò. Questa volta era più rilassato. Quel giorno imparò e si applicò diligentemente. Pochi giorni dopo, seppi da un suo compagno di classe cosa fosse realmente accaduto. Era venuto prima per assicurarsi che i suoi compagni non fossero arrivati. Poi andò in fondo alla strada ad aspettarli. Appena li vide, gli disse che aveva appena lasciato casa mia, e che io ero appena uscito. Poi gli disse personalmente che non sapeva quando sarebbe rientrato. La sua famiglia ha detto che aveva qualcosa di importante da fare. Quindi, penso che lo si debba vedere un altro giorno.” Dopo di che, li costrinse a prendere un autobus e venne da me. Quando seppi quello che veramente era successo sorrisi e non mi arrabbiai con lui. Questo era Bruce Lee, competitivo e aggressivo. Se voleva qualcosa, se la prendeva a qualsiasi costo. Un’altra volta, voleva avere gli occhiali da sole del suo compagno di classe, Chen. Dapprima gli offrì di pagare un buon prezzo sperando che glieli avrebbe venduti. Chen, tuttavia, rifiutò. Bruce allora glieli prese con la forza. Più si allenava e meno problemi dava. Eppure, a volte ancora insultava i suoi compagni di scuola, e litigava spesso con loro. Però era più mite, così cercavo di mediare per lui. A volte lo convincevo a non mettersi nei guai.
In quei giorni, aveva visto come io tiravo pugni a breve distanza (era il pugno da un pollice che poi Bruce stesso modifico’ e dimostrò in America). Lui era affascinato da quel movimento di polso che effettuavo nel chiudere il pugno all’impatto, e dalla straordinaria potenza che ne fuoriusciva. Ha anche comprato due barre d’acciaio per migliorare la sua formazione. Per rafforzare la potenza dei suoi polsi, usò anche i dischi di sabbia. Circa nove mesi dopo essersi allenato duramente in questo principio, sembrava stesse superando anche me. Perciò, mi piaceva molto praticare con lui. Bruce Lee spesso mi chiedeva se poteva battere il signor X o il signor Y. Mi capitava spesso di analizzare i suoi punti di forza e di debolezza nel frattempo che immaginavo l’avversario adatto per lui, e di come potesse fare per batterlo. Poco dopo, mi chiese perfino quando sarebbe stato in grado di battere Cheung e me. Chiedeva troppo! Sentivo che era caduto in uno stato di esaltazione. Il suo carattere competitivo mi faceva preoccupare. Temevo che avrebbe perso il vero obiettivo dell’ apprendimento del Kung Fu. Gli dissi: “Battermi non è difficile. Sono una persona comune. La mia storia di apprendimento del Kung Fu, si trova a soli pochi anni dalla tua. Sarebbe bello che tu potessi battermi. Combatto con altre persone non per dimostrare il mio Kung Fu, ma perché non sono d’accordo con la formalità, l’alchimia e il mistero che aleggia intorno al Kung Fu Cinese. Io sono giovane, ho un ideale. Mi piacerebbe cambiare l’atteggiamento della gente verso le arti marziali cinesi. In realtà, se non si porra’ attenzione a determinate regole importanti della nostra comunita’, rischieremo presto o tardi di far diventare le nostre arti marziali solo e semplicemente un tipo di sport. Caro Bruce, Il tuo potenziale è migliore del mio. Un giorno mi batterai. Per quanto riguarda Cheung, non lo so’, dirlo adesso è difficile. Voi due avete la stessa età, ma il suo fisico e l’esperienza di combattimento è migliore della tua. Non sarà facile batterlo. Se riuscirai a batterlo, sara’ senz’altro dipeso molto dai tuoi progressi e dalla qualita’ del tuo allenamento. Anche il nostro maestro(Yip Man), non sarebbe in grado di rispondere a questa domanda. Per praticare il Kung Fu, abbiamo bisogno di avere una volontà ferma e di una spinta continua che servira’ a migliorarci. Dobbiamo vincere noi stessi. Ad esempio, se vuoi battere chiunque, e le sue condizioni sono più favorevoli delle tue ed avete lo stesso tipo di formazione, potresti anche non farcela. Ti sentiresti deluso? Oppure, supponiamo che non ci fosse nessun avversario, ti sentiresti solo? No. Perché sarai sempre davanti ad un avversario, e questo rappresentera’ te stesso”. Non sembrava capire il significato di cio’ che intendevo dirgli, ma più tardi compresi che aveva capito quello che gli avevo spiegato sulle sue teorie di combattimento. Tuttavia si poneva sempre la stessa domanda, anche quando era negli Stati Uniti, ed io gli rispondevo sempre con un’altra delle mie solite domande: “Senti Bruce, ma se domani vincerai più di oggi, per te sarà stato molto meglio?” Dopo circa un anno e mezzo di allenamento, arrivo’ il momento per degli incontri di boxe tra scuole, che si tennero presso la “KG5 School”. Mi chiese un parere su cpme lo avrei visto in questi incontri, se secondo me poteva essere pronto ad affrontarli. La mia opinione in risposta alle sue domande fu’ sempre la stessa: allenati sempre il piu’ possibile se vuoi superare vittoriosamente ogni ostacolo che ti si presenta. Con l’aiuto della mia limitata conoscenza della boxe occidentale, mi sono allenato con lui. Attraverso i suoi punti deboli lo portai a fare pieno uso dei suoi punti di forza. Dopo alcuni mesi di allenamento rappresentò la sua scuola nel match. Nel primo incontro utilizzò anche il Wing Chun Kung Fu. Molti studenti stranieri, maschi e femmine, si beffavano di lui, ma quando a poco a poco lo videro prendere il pieno controllo della situazione, l’atteggiamento degli spettatori cambiò. Il suo avversario fu’ il campione per diversi anni. Ma Bruce lo batte’ alla grande. Cominciò ad emergere. Il suo interesse per la pratica delle arti marziali era arrivato fino alla follia. Sotto l’influenza dei suoi compagni, Bruce sfidò due combattenti esperti nel Kung Fu, e li sfido’ ad affrontarlo sul tetto di un edificio in Kowloon. Bruce mi chiese di essere il suo allenatore. A causa della nostra stretta amicizia, accettai. Sulla strada verso il luogo stabilito, c’erano molti ficcanaso qua e là. L’atmosfera era molto tesa e pesante, come se stesse per scoppiare un temporale. Oltre a Bruce Lee e me, venne anche un amico di nome Chen. Chen praticò a lungo la boxe. Aveva anche praticato Wing Chun per alcuni mesi. Bruce era molto felice. Sentivo che era molto orgoglioso di se’ stesso. A quel tempo, molte persone non conoscevano Bruce Lee. Avevano solo sentito parlare di me. dicevano, “Quell’uomo è Wong Shun Leung. Ecco Wong Shun Leung. Avremo qualcosa da vedere.” In realtà, loro non sospettavano che non fossi io il protagonista di questo confronto, ma l’eroe vero era Bruce. La folla sembrava diventare sempre più grande. Ho avuto una strana sensazione, cosi ho chiesto a Bruce: “Come mai ci sono così tante persone? Gli hai detto di venire qui?” Bruce negò e disse: “Forse hanno appreso la notizia dall’altra parte.” Ben presto raggiungemmo il posto. Bruce voleva andare dritto fino al tetto, ma io lo fermai. A bassa voce, gli dissi di camminare. Bruce era un ragazzo intelligente. Aveva già capito il senso. volli distogliere l’attenzione di quei ficcanaso in modo che non si precipitassero fino al tetto dell’edificio. In primo luogo abbiamo girato l’angolo, poi tornammo verso l’ingresso del palazzo. salimmo le scale, ma non direttamente verso il tetto. Bruce aveva un amico che viveva lì. Siamo stati in casa sua per una decina di minuti prima di arrivare fino alla cima dell’edificio. Anche se aveva evitato molti dei ficcanaso, c’erano ancora 20 o 30 persone sul tetto. Alcuni seduti lungo il muro, altri seduti sul parapetto. Tutti venuti a vedere la lotta. Dopo circa cinque minuti, un altro gruppo di persone arrivarono. Bruce li salutò. Mi chiesero di essere il giudice del concorso. Informai l’altra parte quale fosse il mio vero ruolo, e che ero l’allenatore di Bruce, e che non potevo fare da giudice perche’ di parte. Ma uno di loro mi disse, “Mr. Wong, confidiamo in Te. Vogliamo che tu sia il nostro giudice”. Sapevano che ero esperto nel Kung Fu cinese, e che ero in grado di essere il giudice. Ho detto chiaramente che non ero solo l’allenatore di Bruce, ma che ero anche un membro importante della Scuola di Wing Chun di Hong Kong, e che per questo non sarebbe stato per loro conveniente nominarmi giudice. Eppure, l’altro lato insisteva sul fatto che dovevo essere il giudice. Questo era un problema per me. Non potevo fare entrambe le cose nello stesso incontro. Tuttavia, erano così sinceri che quasi non li potevo deludere. Inoltre, ero ancora giovane a quel tempo. Non sapevo molto della vita, così accettai. Se fosse accaduto oggi, avrei sicuramente rifiutato. Ho raccolto le due parti e dissi: “Un incontro deve seguire delle regole, anche se si tratta di una partita amichevole. Voi tutti siete giovani, non siete qui per rappresentare i vostri clan. E questo non è un duello. Abbiamo due turni. Non importa chi vince, il confronto si concluderà dopo due turni. Si tratta di una partita amichevole, tutti devono mirare a promuovere la vostra amicizia. Capite tutti quello che dico?” I due sfidati annuirono. Bruce accettò di seguire le mie istruzioni. Allora li invitai a riposarsi un po ‘prima di iniziare. Bruce poi all’improvviso disse: “Leung, è Chen che inizia per primo.” Chen è stato compagno di classe di Bruce, ed erano pure della stessa età. Rimasi scioccato. Chen è un nuovo studente. Come poteva combattere con queste persone? Così ho chiamato i due al mio fianco e ho detto: “Chen, non sai come combattere”? Chen disse che aveva imparato altri stili di Kung Fu. Lui e Chun appartengono allo stesso clan. Dissi: “Poiché appartenete allo stesso clan, sarà molto più conveniente per me essere il giudice. Vidi che il modo di combattere di Chen era molto confuso, e a volte sembrava boxe tradizionale, a volte sembrava Wing Chun. Choy utilizzava invece la forma tipica del clan. Entrambe le parti utilizzavano pugni corti mostrando le caratteristiche del proprio clan. Tuttavia, entrambe le parti utilizzavano il loro Kung Fu in modo confuso. Choy, si chiamava cosi uno dei due che Bruce aveva sfidato, era più coraggioso. Corse in avanti e colpì Chen. Choy combatteva con la sua “boxe lunga” perché Chen era più alto e dunque gli risultava molto utile questo tipo di tecnica. I pugni volavano in aria. Entrambe le parti si colpivano. Choy era più coraggioso e più esperto, Chen cominciava a cadere indietro. Eppure, come indietreggiava attaccava nuovamente. I suoi pugni erano più forti raggiungendo Choy al volto e facendolo sanguinare. Chen fu colpito solo al ventre ma superficialmente e sembrava essere a posto. Egli sembrava aver vinto il primo round. Dopo aver riposato per un minuto, la lotta continuò. Il modo in cui combattevano era lo stesso. Choy in questo round era più forte. Chen era davvero giovane. Aveva paura di lui, così lui si ritraeva spesso. Choy prese il comando ma riceveva più colpi. Era difficile dire avrebbe vinto. Cosi si concluse il primo incontro. Il secondo match è stato il momento culminante della partita. Gli eroi erano Bruce e Chun. Chun era un maestro assistente in un famoso club sportivo, mentre Bruce era una stella del cinema avendo recitato da bambino in un film cantonese. Tutto ciò rendeva il match molto affascinante. Ho raccolto i due e ripetuto le regole per la seconda volta. La zona del tetto era di circa 18 piedi per 18 piedi. Essi convenirono di lasciare a Chun il primo attacco. Chiesi a Bruce di stare vicino alla linea mediana. Poi segnalai loro di iniziare. La posizione di Bruce era dello stile Wing Chun. La sua mano sinistra era nella parte anteriore, mentre la destra era nella parte posteriore. La sua posizione leggermente inclinata a sinistra sul lato opposto. Chun accerchio’ Bruce nella speranza di trovare il varco giusto per poterlo attaccare. Non si sentiva un rumore. Alla fine, Chun partì con uno dei suoi pugni. Con un ruggito, volse il suo pugno contro la mascella inferiore di Bruce. Bruce si ritrasse un poco, poi usò la sua mano sinistra per spingere via il pugno. Tuttavia, egli non riuscì a reagire. Entrambi si ritrassero attendendo l’occasione per la seconda possibilità. Bruce si ferì. Era perplesso dentro e voleva ritirarsi dal match. Dopo un po’ Chun usò il suo pugno destro per attaccare l’occhio sinistro di Bruce. Vedendo questo, Bruce fece un passo indietro, poi tento’ di colpire al petto Chun con il suo pugno destro, ma il suo passo risulto’ un po ‘più lento. L’occhio sinistro di Chun fu colpito. Il suo volto era coperto di sangue. Bruce volle continuare a combattere. Subito si fece avanti attaccando con i nostri classici pugni a raffica. Chun pero’ ebbe abbastanza tempo per fare un passo indietro con calma. Entrambi si colpivano, tuttavia, poiché Bruce non era abbastanza calmo, i suoi pugni non colpivano con decisione. Inoltre, i suoi attacchi erano distratti e lasciavano aperti molti spazi per il suo avversario mettendolo cosi in condizione di attaccare, colpendo guance e naso. Mentre stavano lottando, il cronometrista esclamò che il tempo era terminato. Il primo turno era finito. Io andai in fretta a controllare l’occhio di Bruce. Lui mi chiese subito: “Leung! Il mio occhio è gonfio?” «Sì», gli dissi. “E ‘ammaccato. Il tuo naso sta sanguinando, ma pare che tutto sia OK”. “La mia prestazione di oggi non è buona. Se sto’ troppo male, mio padre se ne accorgerà. Penso che sia meglio prenderlo come un pareggio e terminare l’incontro”, mi disse Bruce. Io gli risposi: “Bruce, se non continui nel secondo turno, vuol dire che ti arrendi. Come può essere considerato un pareggio? Inoltre sei in grado di combattere. Il tuo avversario ha il respiro affannoso. Se ti ritiri, che dirai ai tuoi compagni? Te ne pentirai. E ‘un dato di fatto, se si vinci o no non è importante, ma è necessario che tu almeno dia l’impressione di aver fatto del tuo meglio “….. Il suo carattere competitivo lo spinse a continuare. Bruce mi chiese per la seconda volta: “secondo te posso vincere Leung?” “Sì”, risposi, “perché dovrei mentirti? Quando ci si sente confusi, si tratta solo di una lotta, non di una performance. Quando si è vicino all’avversario, intensifica i pugni al volto. Non importa se si è stati colpiti. Bisogna cercare di avvicinarsi, di attaccare e stare tranquilli”. Bruce fece un cenno con la testa per dimostrare che aveva capito la mia idea. Il cronometrista segnalo’ che il tempo per il riposo era finito. Abbiamo iniziato il secondo turno. Questa volta Bruce attaccò per primo, e Chun fu’pronto a combattere. La sua mano sinistra era piegata un po ‘ed era protesa in avanti. Le sue dita si trasformarono in un artiglio. Se ne stava in posizione bassa. Bruce era calmo. Allungò molto la mano sinistra mentre la destra era posta accanto al gomito sinistro. La potenza era concentrata sulla sua gamba posteriore. Attese la possibilità di attaccare. Dopo un attimo, improvvisamente, fece finta di attaccare. Chun immediatamente fece un salto indietro, ma Bruce non si mosse e stava ancora in piedi nella stessa posizione sorridendo. Ripeté questa azione per due o tre volte, e cosi’ Chun iniziò a perdere la sua difesa. Finalmente, Bruce che era ad un passo da Chung, fintò di nuovo, e allora Chun fece mezzo passo indietro, e al tempo stesso sferrò un destro. Bruce rapidamente contrattaccò e con Il suo pugno sinistro colpì pesantemente la mascella di Chun. Bruce fece un altro passo in avanti sferrando un destro e colpendo la bocca Chun. Il sangue sgorgava dalla bocca di Chun che non si ritrovo’più i suoi denti finti. I due erano troppo vicini e Chun tento’ di portare a segno i suoi pugni. Chun ricadde a terra nuovamente perche’ non si reggeva piu’ in piedi. Vedendo questa opportunità, Bruce si scagliò come una bestia feroce su’ Chun sferrandogli dei pugni pesanti al volto. Alla fine Chun cadde a terra vicino al serbatoio di acqua che stava sul tetto. I suoi amici si affrettarono ad interrompere l’incontro. Alcuni di loro si lamentavano del fatto che io avrei dovuto fermare il match molto prima. Cosi Bruce alzò le mani in aria ed esulto’ per la vittoria ottenuta. Dopo questo incontro alcune persone mi accusarono. Siccome ero un giudice, non avrei dovuto lasciare che l’emozione mi sopraffasse, per questo motivo non avrei dovuto spingere Bruce ad andare avanti nell’incontro. Ma all’epoca, ero troppo giovane e non pensavo mi avrebbero chiesto di fare il giudice. Inoltre, ero l’allenatore di Bruce. In effetti, ho davvero sperato che Bruce vincesse, per questo quando Bruce si voleva ritirare dopo il primo turno, non glielo permisi. Credevo che se si fosse ritirato, si sarebbe vergognato e la sua storia nelle arti marziali sarebbe finita. La sua vittoria al secondo turno avrebbe rafforzato la sua fiducia e il suo spirito combattivo. Questo gli insegno’ per sempre che se avesse voluto avere successo, avrebbe dovuto combattere. Di solito, il successo di un uomo è dovuto agli stimoli raccolti per essere criticato o per oltrepassare un momento difficile. Bruce era ancora giovane, e non volevo vederlo affranto. Non volevo che si abbattesse, così lo incoraggiai a combattere. Quando il Maestro Yip venne a sapere di quell’incontro e che Bruce aveva vinto, ne fu’ felice, e disse a Leung: Se un giorno Bruce otterrà qualsiasi cosa, sarà stato solo tuo, del tuo lavoro “. Anche Bruce una volta mi disse: “Tu sei la persona che mi ha influenzato di più. Se quel giorno, non mi fossi ritirato, penso che non sarei quello che sono oggi. Se hai bisogno del mio aiuto, farò qualsiasi cosa per te”. Quando mi disse questo io lo ringraziai, anche se non gli chiesi mai nulla.