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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 9

SETTEMBRE 2021


Malisa Longo una star della Cina e dell’Europa
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È la prima ed unica attrice europea ad aver recitato con il mitico Bruce Lee, quello che menava fendenti a destra e a manca, svolazzando agilmente con l’uso delle sue strabilianti tecniche. Attrice, scrittrice, pittrice, scenografa e giornalista. Lei è Malisa Longo, 68 anni a luglio, veneziana. Fu’ chiamata da Bruce per una particina nel suo film girato a Roma nel 1972 , il glorioso L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente, che l'ha consacrata a livello mondiale. Quando Bruce Lee mi vide per la prima volta, rimase totalmente folgorato, ha dichiarato in una intervista di qualche anno fa’. Rimane ancora oggi, l’attrice piu’ pregiata e gettonata dopo La famosissima Nora Miao. Per questo, solo pochi mesi fa, Malisa, battezzata the Italian Beauty, è stata premiata alla prima edizione del Festival Interculturale di Roma proprio per il suo particolarissimo e prestigiosissimo primato di bellezza, guadagnato nell'Urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente. Poi continuando a parlare nell’intervista, ha spiegato: «È incredibile come quella piccola parte mi abbia dato così tanta celebrità nel mondo malgrado gli altri miei 70 film tra cui non pochi con registi importanti come Fellini e perfino Tinto Brass, racconta Malisa, che e’ diventata per tutti Marialuisa. Per tutti ero diventata l'«italian beauty», la Cina impazziva per me, mi cercavano in continuazione; e pensare che non volevo nemmeno recitarla quella parte, poi lo stesso Bruce mi convinse e io non riuscii a resistere al suo fascino di grandissimo uomo marziale e grande regista e attore. Ero nel pieno della mia carriera, il mio fidanzato che poi divenne mio marito, Riccardo Billi, ricevette la proposta di curare la produzione delle scene che si dovevano girare qui a Roma. Io ero da poco diventata Miss Cinema a Miss Italia. Bruce Lee mi vide e chiese conoscermi per capire se potevo accettare quella piccola parte. Ad un certo punto dissi a mio marito: Riccardo ma dai, che mi fai fare, una comparsata in un film di uno che non conosce nessuno? Cosi mi ero rivolta a Riccardo appena me lo disse. Alla fine accettai. Anche se non mi aspettavo le conseguenze che mi avrebbe portato, soprattutto a livello di celebrità dentro e fuori dall'Italia». Una panchina in piazza Navona, un ammiccamento a Bruce Lee, poi i due che si appartano in una stanza d'albergo. Lui che prova alcune mosse allo specchio e Malisa che esce dal bagno in tutta la sua bellezza sconvolgente anche per Bruce Lee che, congelato dall'imbarazzo, apre la porta e fugge dalle scale dell'hotel. Questa fu’ la scena in cui Malisa ha conquistato la Cina, ma che purtroppo nelle video cassette del film e piu’ in seguito nei DVD, fu proprio una di quelle che fu’ tagliata dalla censura italiana. «Fu’ un'esperienza incredibile, racconta Malisa, per tutto ciò che ho visto e vissuto anche al di fuori del set. Seguii tutte le scene girate a Roma. Ricordo addirittura che il combattimento non fu’ permesso all'interno del Colosseo, tanto e’ vero che non venne mai girato in Italia, ma e’ rimasto per sempre il più grande match di arti marziali mai girato, con Bruce Lee e Chuck Norris». Il giorno dopo «andammo in un ristorante vicino a Piazza Navona, dove tra l'altro abitavo pure io. Ad un certo punto mi alzai per avviarmi a comprare una bottiglia di whisky, subito dopo aver invitato Bruce Lee e Chuck Norris, e assieme a pochi altri, li invitai a bere qualcosa a casa mia e di Riccardo. Indossavo un paio di pantaloncini corti, quelli che oggi tutti conoscono come gli short che evidenziavano bene il fondoschiena. Mentre camminavo qualcuno fece degli apprezzamenti. Io ero abituata e non ci facevo nemmeno più caso. Ma i complimenti un po' pesanti li sentirono anche mio marito e altri. Ne uscì fuori una rissa nella quale, però, stranamente, non partecipò Bruce Lee. Lui appena vide che le cose si stavano mettendo male se ne andò via. Non era nel suo credo e nella sua filosofia l'uso delle arti marziali senza alcun motivo valido per lui, o comunque impicciarsi in un qualcosa che non lo riguardasse personalmente. Lo ritrovammo più tardi in hotel». Marialuisa e il cinema della commedia all'italiana in cui lei, bellissima e dal fisico prorompente, era diventata una sorta di sex symbol. A 17 anni si mise a viaggiare in autostop fermandosi prima a Milano per fare la go go girl (la cubista di oggi) in una discoteca, poi a Roma dove ballò al Piper. Siamo nel 1967, e nella capitale Malisa, muove i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo: fa la modella, l'indossatrice, attirando su’ se’ stessa parecchia pubblicità. Il suo fisico prorompente, i suoi meravigliosi occhi azzurri, intensi, dal taglio malizioso e aggressivo e lo sguardo felino, ne fanno una presenza interessante che il cinema non si lascia sfuggire. «Nessuna caccia alle streghe che se ne possa dire. Io recitavo, mi divertivo, mi piaceva quello che facevo. Dapprima venni chiamata soltanto in parti piccole, ma poi piu’ in seguito da protagonista, ma mi cercavano. 70 film non sono pochi, con registi come Fellini e soprattutto l'amico Tinto Brass. Lo vado spesso a trovare, abita qui fuori Roma. Sono riuscita a girare perfino 6 film con lui. Ma debbo dire e lo affermero’ per sempre, che se ancora oggi sono quella che sono, questo lo debbo soltanto al mio grande Mito Bruce Lee.