HOME PAGE

                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 10

OTTOBRE 2019


Il puglilato cio' che oggi chiamiamo Boxing
________________________________________________________________________

Il pugilato (in inglese boxing; in francese boxe) è uno dei più antichi e noti sport da combattimento. A livello competitivo esso si svolge all'interno di uno spazio quadrato chiamato ring, tra due atleti che si affrontano colpendosi con i pugni chiusi(protetti da appositi guantoni), allo scopo di indebolire e atterrare l'avversario. Questo sport è conosciuto, a partire dal XVIII secolo, anche come "la nobile arte", richiedendo ai suoi praticanti caratteristiche come coraggio, forza, intelligenza e velocità. La parola "pugilato" deriva dal latino pugilatus, la quale trae origine da pugil, che indica l'atleta che lotta con il pugnus, ovvero con il "pugno". Oggigiorno il termine "pugile" indica il praticante dello sport pugilistico, che sia un personaggio odierno o storico. Sebbene il termine sia utilizzato talora impropriamente dalla stampa in modo sensazionalistico, suscitando accese smentite da parte della Federazione, che rifiuta di vedere associato il termine a persone che non siano, né siano state, atleti agonisti FPI. Cio' che ancora oggi nessuno sa', e' che Il pugilato nasce come sport di difesa personale, e risulta essere il mezzo di difesa personale più antico al mondo, in quanto i pugni sono il primo istinto dell'uomo nel suo primordiale modo di tirare pugni allo scopo di proteggersi da attacchi che gli provengono da chi gli si oppone(opponente). Conosciuto sin dall'età del bronzo, era praticato nell'Antica Grecia e nell'Antica Roma; i pugni erano fasciati con lunghe strisce di cuoio per proteggere le nocche in cui a volte venivano inserite anche placche di metallo. Nell'antica Venezia, vi erano delle gare chiamte la Guerra dei Pugni, dove si organizzavano delle lotte sui ponti fra due fazioni cittadine avverse: i Castellani ed i Nicolotti(ossia artigiani vestiti di rosso, contro pescatori vestiti di nero). Si svolgevano in autunno, da settembre fino a Natale. I primi regolamenti sono datati 1292; divenute vieppiù cruente, col passare del tempo furono proibite e nel 1705 furono sostituite con le incruente Forze d'Ercole, da eseguirsi a Carnevale. Queste lotte si svolgevano in vari luoghi: Ponte dei Pugni, Ponte della Guerra, Ponte di Santa Fosca. Queste competizioni prevedevano la supervisione di giudici, e potevano svolgersi in tre modi differenti:
Duello di pugilato fra due avversari;
Frota, ossia rissa disordinata;
Guerra ordinata che consisteva nel conquistare il ponte, buttando a mare la fazione avversa.
Per gli occasionali tuffi il canale veniva ripulito, i ponti rinforzati, e gli spettatori potevano assistere dalle barche sulla laguna stessa.
Nel XVIII secolo si vollero dare delle regole al pugilato al fine di farlo diventare un'attività sportiva, diciamo pressappoco per come e' oggi. Nei primi anni del Settecento il pugile inglese James Figg(1695- 1740) concepì il pugilato come uno sport dove era più importante difendersi che attaccare. Lo stesso Figg fu il primo a definire il pugilato nobile arte. Nel 1719 vinse il campionato d'Inghilterra e si autoproclamò campione del mondo di pugilato dopo 15 incontri vinti consecutivi. La boxe del XVIII secolo era molto diversa da quella di oggi. Spesso capitava che i colpi venissero portati a "martello", dall'alto verso il basso, e il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell'incontro oppure si tracciava una semplice linea circolare per terra. I pugili si battevano senza mai fermarsi; quando uno di questi cadeva l'avversario lo cominciava a colpire appena si rialzava da terra. Il combattimento si svolgeva a pugni nudi e si proseguiva ad oltranza senza riprese. Quando un certo James Figg decise di ritirarsi, egli aveva gia' accumulato una discreta fortuna in denaro e con questi soldi fondò a Londra la prima Accademia della boxe e in seguito cominciò ad organizzare degli incontri in un anfiteatro sito ad Oxford Street. Grazie all'opera di Figg la boxe comincio' a trovare il suo naturale sviluppo. La sua accademia rappresenterà un importante serbatoio di idee e d'innovazioni che faranno imboccare a questo sport la strada che lo porterà verso la sua fase moderna, fino ad oggi. James Figg può essere ricordato come il padre della boxe. Fu egli che con la propria opera diffuse le esibizioni di pugilato e la sua iniziativa rese possibile l'apertura di molti altri anfiteatri in Inghilterra. Il pugilato ebbe un grande successo sia per il numero di praticanti che per il numero di sostenitori, tanto che l'Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui nacque la figura del pugile professionista. Raggiungere la vittoria nel titolo di campione di Inghilterra significava raccogliere un enorme prestigio e vincere concrete somme di denaro. Il titolo di campione di pugilato inglese dal 1700 fino alla prima metà del XIX secolo fece la storia di questo sport, e praticamente equivaleva al titolo di campione del mondo. Il suo successore fu George Taylor, uno dei migliori pugili che si allenavano nell'anfiteatro londinese, e già da tempo Figg lo aveva definito il suo pupillo. Non abbiamo molte prove concrete che ci forniscano un elenco delle vittorie di Taylor, comunque seguendo una logica moderna, Taylor può essere definito come il nuovo campione del mondo della boxe moderna. Dopo Taylor il titolo di campione d'Inghilterra fu vinto da Jack Broughton, rimasto famoso nella storia per aver formulato nel 1734 il primo codice di disciplina per i combattimenti di pugilato e per aver inventato i guantoni da combattimento. Broughton era più intelligente che forte. Capì che la boxe non era solo un combattimento violento e cieco, ma anche una precisa armonia tra difesa e attacco. Introdusse la tecnica del colpire e ritirarsi e del fermarsi e bloccare il colpo avversario. Broughton rimase famoso sia per le sue vittorie sia per la sua grande onestà, durante e dopo gli incontri. Il pugile inglese Jack Broughton, allievo di Figg, sconvolto dopo aver causato la morte del suo amico George Stevenson a seguito di ferite riportate in un incontro tra i due, definì, nel suo primo libro London Prize Ring Rules, pubblicato nel 1743, le prime regole per la boxe; da allora gli incontri furono organizzati secondo queste regole. Nel 1750 il titolo di campione passò a Jack Slack, il periodo in cui nello sport del pugilato si stavano infiltrando esempi di disonestà e affari loschi. Slack introdusse il colpo denominato CHOPPER, che possiamo definire come l'equivalente del moderno colpo del coniglio, cioè un colpo sferrato nella parte posteriore di testa o collo, e fu' anche una tecnica che Bruce Lee inseri nel suo personale bagaglio tecnico boxistico del Jeet Kune Do, che chiamo' Chopping Jab, che poi non sarebbe altro che un colpo a gancio che parte dall'alto verso il basso. Slack non fu' per nulla un pugile abile, e ancora oggi viene ricordato più come un pugile senza paura che per la sua tecnica. Il Duca di Cumberland divenne il suo protettore. Il 17 giugno 1760 si disputò l'incontro valido per il titolo inglese tra il detentore Slack e lo sfidante Bill Stevens, protetto dal Duca di York. Con molta sorpresa la sfida fu vinta da Stevens. Slack si ritirò dal pugilato attivo e divenne l'allenatore di George Meggs, un pugile che aspirava al titolo di campione. Nell'incontro tra Stevens e Meggs, la vittoria andò a quest'ultimo. Pare che molto probabilmente ci fosse stato un accordo sull'esito dell'incontro, dove Stevens permise all'avversario di vincere per intascare un cospicuo premio in denaro. Slack fu uno degli artefici dell'accordo e per questo ricevette una parte di denaro da Meggs. Dal 1761 al 1783 il titolo di campione passò da un pugile ad un altro in breve tempo. Meggs fu sconfitto da Baker Milsom, che poco dopo cedette il titolo a Tom Juchau. Il nuovo successore fu Bill Darts, che riuscì a mantenere il titolo per quasi cinque anni fino a che venne sconfitto da Lyons. Lyons lavorava come conduttore di battelli attraverso il Tamigi. La fama che lo ricoprì dopo la vittoria del titolo provocò in lui un grosso disagio, tanto che dopo due sole settimane dalla vittoria si ritirò dal pugilato. Con il ritiro di Lyons, Bill Darts riusci ad riacquisire il titolo, non per molto comunque perché da li a pochi giorni, in uno dei suoi tanti incontri, fu' messo al tappeto da un pugile irlandese, Peter Corcoran. Il 18 maggio 1771 all'Hyde Park si sfidarono per il titolo, lo sfidante Corcoran e il detentore Bill Darts. Corcoran vinse facilmente in un solo minuto di combattimento. Concoran sconfisse tutti i più forti pugili inglesi di quel periodo che tentavano di rimpossessarsi del titolo. Alcuni di questi incontri presentavano dei lati oscuri, visto che la corruzione era un fenomeno diffuso. Nel 1774 Concoran vinse contro Sam Peters a Birmingham, ma molti spettatori gridarono allo scandalo perché si diffuse la notizia di un probabile accordo tra i due pugili. La supremazia del detentore si spense il 10 ottobre 1776, quando venne sconfitto da Hurry Sellers, un pugile che proveniva dalla scuola di Jack Slack. I giornalisti dell'epoca affermarono che l'incontro era stato venduto da Concoran. Hurry Sellers mantenne il titolo per quattro anni, fu sconfitto da Duggan Fearns, un altro potente pugile irlandese. L'incontro tra i due durò poco più di un minuto: Sellers cadde a terra al primo pugno di Fearns e cosi si rifiutò di continuare l'incontro. Dal 1783 al 1791 il titolo rimase ininterrottamente nelle mani dell'inglese Thomas Jackling, uno dei pochi pugili dell'epoca riconosciuto come un combattente onesto e non incline ad accordi di sottobanco. Perse il titolo contro Benjamin Brain, nell'incontro disputato nel 1791. Jackling si ritirò al secondo round quando un potente pugno di Brain gli fratturò il naso. Lo stesso Brain rimase ferito, si ruppe il metacarpo e una falange della mano destra. La figura di Benjamin Brain rappresenta un punto di svolta nella storia della boxe inglese e mondiale. Da questo momento in avanti i campioni che si faranno strada nel pugilato si affronteranno con metodi completamente differenti dal passato. Si comincia cosi a parlare di combattimento secondo schemi e metodi scientifici. Non si pone più affidamento sulla forza e la violenza dei colpi, ma l'attenzione si focalizza sull'utilizzo di una strategia per sconfiggere l'avversario. Ecco quindi che fanno la loro comparsa e furono inserite nuove tecniche di combattimento. Difendersi dai pugni dell'avversario e attaccare diventano una cosa sola, il pugile si difende coprendosi e spostandosi con rapidi giochi di gambe, allo stesso tempo però la difesa è il punto di partenza per un successivo attacco. Questo periodo rispecchia fedelmente il modello della boxe cinese usata nell'arte marziale del Wing Chun Kung Fu, dove anche qui, uno dei primi principi importanti e fondamentale, e' la difesa simultanea all'attacco. Alla fine del XVIII secolo compare la figura dello "scienziato" della boxe Daniel Mendoza, detentore del titolo di campione dal 1792 al 1795. Daniel Mendoza perse il titolo a sua volta contro il "gentleman" John Jackson. Nel 1865, grazie ad uno studio svolto dal Marchese di Queensberry, vennero inserite delle regole che ancora attualmente, ricoprono il panorama del programma boxistico moderno. Purtoppo già da alcuni anni, attorno alla boxe ruotavano notevoli interessi economici, fatti di rilevanti scommesse e ingenti premi in denaro. Per questo motivo si sentì l'esigenza di regole più rigorose. Nel 1865 John Sholto Douglas scrisse, insieme all'atleta John Graham Chamber le regole del marchese di Queensberry, ovvero il codice della boxe scientifica che contiene i fondamenti principali comuni anche nella boxe odierna:
Prima regola:
Obligatorio l'uso dei guantoni.
Seconda regola:
Round: l'incontro è diviso in più riprese di tre minuti l'una con un intervallo di uno; non vi erano limiti prestabiliti nel numero di riprese, concordato prima fra i pugili, o a discrezione dell'arbitro.
Terza regola:
Ko: il pugile avrebbe perso se non si fosse rialzato entro 10 secondi, mentre il pugile avversario doveva aspettare il comando dell'arbitro per riprendere a colpire.
Quarta regola:
Categorie di peso: i pugili sono divisi in categorie di peso. Non possono avvenire incontri tra atleti di categorie differenti. lecategorie erano inizialmente soltanto tre: leggeri, medi e massimi.
Le nuove regole resero il pugilato meno violento e lo trasformavano in uno sport di abilità, destrezza e velocità. Per il momento non era ancora stato fissato un numero massimo di riprese, si procedeva quindi ad oltranza fino al KO o allo spossamento di uno dei due pugili. Le regole di Douglas vennero assorbite con molta lentezza. Ancora alla fine del XIX secolo in molti incontri i pugili si affrontavano secondo le vecchie regole del London Prize Ring Rules, nonostante numerose nazioni vietassero l'organizzazione di incontri in cui non era previsto l'uso dei guantoni protettivi. Dal momento in cui venne scritto il codice della boxe scientifica si fa coincidere la storia della boxe con la categoria dei pesi massimi.
Dal 1929, anno della grande crisi economica in America,dal 1933 il pugilato perse notorietà e importanza. Pochi avevano possibilità di seguire gli incontri e scommettere sul loro esito come avveniva nei primi anni del secolo. Nel 1933 comparve alla ribalta mondiale l'italiano Primo Carnera, che rimase campione del mondo solo per un anno ma raccolse la simpatia di molti. Carnera era un pugile imponente con i suoi 129 kg di peso e 1,97 m di altezza, allo stesso tempo velocissimo e con un'ottima tecnica. 1937 il titolo passanuovamente a un pugile di colore, Joe Louis, che strappò il titolo a James Braddock mandandolo KO all'ottava ripresa. Dal 1937 al 1947 ha detenuto la corona mondiale, che ha difeso vittoriosamente per 25 volte. Egli si ritirò nel 1949, quando il suo fisico rovinato dall'alcool e dalla droga non era più in grado di affrontare altri incontri. Il suo record parla di 63 vittorie e 3 sconfitte. Nel 1952 Rocky Marciano con le sue impareggiabili doti vinse il campionato del mondo e inanellò una serie di vittorie impressionante. Abbandonò la carriera professionistica, imbattuto, nel 1956, dopo aver vinto 49 incontri, 43 dei quali per knock out. Finalmente arriviamo all'epoca di Mohammad Ali'(Cassius Clay)che nel 1964, vinse il titolo. già vincitore della medaglia d'oro all'Olimpiade di Roma del 1960. Viene ricordato non solo per le sue versatili doti di pugile (mai nessun peso massimo era stato così rapido nei colpi né così mobile sui piedi dato il peso della categoria) ma anche per il suo impegno politico( fu arrestato per aver rifiutato il servizio militare della guerra in Vietnam per via della sua religione -il sunnismo- e perché non credeva in quella guerra ), per la sua giovanissima età e per i modi provocatori con cui si rivolgeva agli avversari. Con Cassius Clay la popolarità del pugilato diventa planetaria.

Nell'arte del Jeet Kune Do, Bruce Lee si ispiro' tantissimo a questo modello di guardia(Qui su' nella foto), solo nell'arte del Jeet Kuine Do, La posizione di guardia solita(On guard Position), e' praticamente e sistematicamente piazzata a destra e con il piede posteriore sinistro(Piede arretrato) sollevato. Questa e' la differenza tre' la normale postura boxistica che e' a sinistra, e la posizione che il comune praticante di JKD usa sempre. Bruce Lee era molto affascinato dal mondo della Boxe, soprattutto nella sua prima infanzia, ma anche da giovane. Bruce Guardava sempre tutti gli incontri del suo beniamino Ali', e ne copiava l'atteggiamento, i movimenti, ma soprattutto il modo di creare il gioco di gambe, che sia nella boxe come nel JKD, assume ancora oggi una fondamentale importanza.