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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 10

OTTOBRE 2021


Bruce Lee la sua nascita e la sua affermazione nel JKD
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27 novembre 1940: 80 anni fa nasceva Bruce Lee. 80 anni sono tanti, non male per un vecchietto, vero?. Si, va bene, è morto nel 1973 quindi nei vecchi video e nelle pellicole dell’epoca vediamo un un eterno 32 enne. Pero’ oggi, sarebbe un vecchietto niente male, ma evidentemente eternamente vivo e giovane in tutta la sua irrompente presenza nel mondo delle arti marziali, e non solo sullo schermo. Tutti lo vogliono: i "discendenti" del Jeet Kune Do se lo contendono tra Jeet Kune Do Concepts e Jeet Kune Do Original. Mica solo loro: quelli del Wing Chun – Wing Tzun – Ving Tsun che siano, dicono che il suo Jeet Kune Do era "solo" un´interpretazione di Bruce dello stile di Ip Man. Quelli del Kung Fu Tradizionale dicono che era "solo" un praticante di Kung Fu che non ha finito lo stile. Quelli dell´MMA dicono che era il "fondatore" dell´MMA. Sapete, dopo questo oceano di virgolette, credo di poter dire che è stato Bruce Lee a "fondare" la mia scuola di arti marziali. Recuperando un po´ di oggettivitá, in effetti, cosa ha realmente fondato Bruce Lee? Il Jeet Kune Do, si e’ vero, ma proprio qui, possiamo togliere le virgolette allo sfruttatissimo termine “fondare”. E invece no. Secondo la mia opinione, Bruce Lee non ha fondato proprio niente. Qualcuno penserá che si tratti di un´affermazione forte. Eppure io sono pienamente convinto che se fosse ancora in vita, non solo non sarebbe d´accordo, ma rabbrividirebbe nel sentirsi definire come il fondatore del Jeet Kune Do. Come Altresi’ sono ugualmente convinto che non si puó comprendere la vera essenza del Jeet Kune Do se ci si ostina a rimanere solo ed esclusivamente all’interno del suo aspetto tecnico. Insomma, abbiamo il dovere di scomodare anche e soprattutto l’aspetto filosofico. Ma attenzione: la filosofia è una cosa seria, proprio come lo è la cardiochirurgia per un chirurgo. Non vi improvvisate cardiochirurghi; se siete minimamente intelligenti, non andrete da un medico che opera un paziente a cuore aperto a dirgli "la vostra" su cosa si debba fare. Parimenti, se volete comprendere la filosofia del Jeet Kune Do e di Bruce Lee, sarete costretti a studiare tutti i suoi aspetti e caratteristiche a 360 gradi. Prima di tutto ricercare le fonti della provenienza di Bruce Lee, di cosa pensasse, dei suoi scritti e memorie, e poi cercare di immaginarne il significato piu’ profondo. Quindi non bastano piu’ quattro parole in croce di un testo di Krishnamurti, prese da un libro che vi ha consigliato tra un gancio e l´altro il vostro maestro o, ancora peggio, prese su qualche sito di aforismi. Non bastano per niente, perché Bruce Lee non era un tizio che fondo’ uno stile su qualche idea che gli è venuta in mente, anche se partendo dalle sue precedenti esperienze. Lee era un filosofo nel senso forte e serio del termine, amava fortemente esserlo, e avvolte capitava molto spesso che uscisse totalmente dall’orbita marziale, nel senso meccanico del termine. Non era uno che "dice la sua" come il vostro amico sognatore che usa romantiche parole per comprendere la vita il sabato sera al Sushi bar. Era uno come Kant, Hegel, Spinoza, Heidegger. Quale pensate sia la differenza fra’ lui e questi personaggi? Ancora la differenza la fanno le fonti da cui provengono. Il nostro amico ha come fonte soltanto la sua fantasia e le domande sulla sua esistenza. I filosofi, oltre a questo, possono contare sul fatto di aver studiato quello che già hanno detto gli altri prima di loro. E per ogni loro pensiero principale potete risalire alla sua fonte di studi. È per questo che mi ripeto: il Jeet Kune Do in quanto sistema di combattimento è stato fondato e ideato solo da lui, in stretta collaborazione con l’unico amico fidato della sua vita, un certo Dan Inosanto. Poi dopo la sua morte, altri istruttori piu’ o meno famosi si sono arrogati la pretesa di aver fatto parte della sua vita, della sua filosofia e della sua vita marziale. La riprova è incredibilmente sotto gli occhi di tutti: ognuno di essi, chiunque essi siano, hanno sempre portano avanti i loro concetti e hanno spiegato le tecniche in base al loro punto di vista e alla loro capacita’ fisica, e tutto questo, e’ stato fin oggi spacciato per JKD, o per volonta dello stesso Bruce Lee. Questo dovrebbe farci riflettere. La differenza va’ ben al di lá di quella che potete trovare nell´Hung Gar della famiglia Lam, o in quello della famiglia Chiu, tra il Wing Chun e il Wing Tsun o cose del genere. Bisogna che impariate a capire e ad accettare, che quand’anche ci si sia allenati con personaggi allievi stretti di Bruce Lee, e che con lui hanno avuto a che fare, piu’ o meno famosi che siano, non e’, e non sara’ mai l’arte di Bruce come la praticava lui, nel senso che lui era lui, e che anche se oggi io stesso abbia imparato da veri istruttori suoi e allievi di allievi, io ho imparato, come del resto tutti noi, da loro, dalle loro caratteristiche, e non dalle carattestiche di Bruce Lee. Per cui oggi dovremmo affermare che nessuno di noi oggi pratica e insegna il vero JKD, perche’ come e’ stato per Inosanto, per Wong, Peter Chin, Fong o altri, anche se hanno frequentato e imparato direttamente dallo stesso Bruce, essi presentano caratteristiche diverse fra’ loro, hanno modi di esprimersi e spiegare diversi da quelle che appartengono al maestro, per cui noi stiamo imparando un qualcosa che viene dalle caratteristiche di altri soggetti e non da Bruce Lee stesso. Quindi per questo il JKD acquisisce un carattere fortemente personale, proprio per la diversita’ dei soggetti in questione che lo insegnano, ma nel frattempo lo praticano pure. Vorremmo pero’ spezzare una lancia in favore dei vari praticanti di Jeet Kune Do sia di nome che sconosciuti, Jeet Kune Do inteso come arte marziale, e’ che e’ stato appesantito con una serie di regole e principi che hanno come obiettivo la difesa personale e il combattimento non regolamentato. Non e’ necessario essere grandi atleti o praticanti istruttori di nome per riuscire a capire cosa ci vorrebbe per essere efficaci in strada. Quindi ci sta che la loro arte marziale sia diversa da quella di altri praticanti in quanto essendo appunto stilisticamente ben diversa dalle altre, si presentera’ inevitabilmente con le precise caratteristiche di chi la sta’ mostrando. Voglio però citare lo stesso Lee per fargli dire personalmente come secondo lui, il Jeet Kune Do sia stato gestito e applicato in modo del tutto differente da come lui stesso lo aveva pensato e progettato. “Per capire il Jeet Kune Do, getta alle ortiche tutti gli schemi, tutti i modelli, tutti gli stili e lo stesso concetto di ciò che è o non è ideale nel Jeet Kune Do. L´arte del Jeet Kune Do consiste nel semplificare. È essere se stessi, ed essere se’ stessi rappresenta la realtá nella sua essenza; essenza significa libertà nel vero senso del termine; non lasciarti condizionare da vincoli, limitazioni, parzializzazioni, complessità; anzi, se vi dicono il Jeet Kune Do e questo, o e’ diverso da quello, non vi formalizzate, esso e’ soltanto un nome, una barca che deve servirvi lungo una traversata, e dopo aver compiuto la traversata, non va’ caricata sulle spalle, ma va abbandonata sul posto…..”Bruce Lee. Sono abbastanza chiare le parole di Bruce: non devi prenderlo come un sistema di regole per combattere, il JKD e’ tutt’altro. Esso coincide semplicemente con la tua libertá di esprimere te stesso piuttosto che prenderlo per un sistema preordinato e uguale per tutti. Poi c’è il discorso del semplificare, e qui di solito si dice che il Jeet Kune Do rifugge dal superfluo per andare al sodo, per andare al sodo bisogna necessariamente renderlo semplice e diretto, visto che come Bruce Lee stesso ha asserito un miliardo di volte, dicendo che la di stanza piu’ breve tra’ due punti e’ la semplicità. Ma qui non si tratta solo del semplificare un modo di combattere per renderlo più efficace e meno arzigogolato. Quando Lee dice semplificare, secondo me intende liberarsi da tutto ciò che viene imposto dall’esterno. La semplicità di Lee non è la semplicità del combattere efficace, ma è la semplicità dell’essere se’ stessi liberamente, senza dover dar conto ad un sistema preordinato di regole, ma soprattutto non dar conto a certa gente che ti giudica e ti dice che tu non fai JKD, mentre lui, non si sa’ come e perche’ lo faccia. Ed è qui, proprio su’ questo concetto che Bruce incontra il suo grande maestro Krishnamurti. “Questa sera capisco una cosa completamente nuova, e la mia mente ha gia’ percepito questa novità; ma domani, dopo domani e sempre, quando cercherò di richiamare a me questa stessa sensazione, non percepiro’ piu’ lo stesso senso di piacere, perche’ questa stessa esperienza, sara’ diventata meccanica”. Il Jeet Kune Do favorisce l´informalità, e pre questo può adottare tutte le forme; non avendo uno stile proprio utilizza tutti gli stili, si adegua a tutte le circostanze. Non devi respingere l´impostazione classica solo per reazione. Così facendo creeresti solo un altro modello e te ne renderesti schiavo. L´ultima frase descrive perfettamente il grande fraintendimento che hanno creato nel Jeet Kune Do, pure se inteso come arte marziale. È successo esattamente questo, che tutto quello che si esprimera’ in esso, non sara’ altro che il risultato della reazione all’impostazione metodistica e classica. Ma come ogni cosa, dopo essere stato novità a lungo, oggi lo hanno fatto diventare una gabbia meccanica. Quando si dice che il Jeet Kune Do è uno "stile non stile" e che può prendere tutte le forme, queste ultime non si riferiscono tanto agli stili di combattimento. Lee intende che esso si celi in ogni libera espressione individuale e sincera. Il Jeet Kune Do, non è un’arte che prende pezzi delle altre arti per adattarli al combattimento, ma piu’ correttamente e’ meglio dire che esso è ognuno di noi praticanti sinceri messi insieme, che hanno il coraggio di esprimersi al meglio delle loro capacita’, senza alcuna vergogna, e invece di ripetere meccanicamente tutti movimenti di uno stile, dovranno impiegare tutte le loro capacita’ senza vincoli. Cosi esistera’ un solo tipo di JKD, ma tante mentalita’ diverse quanti possono essere i praticanti sinceri. Il Jeet Kune Do è un’arte non fondata su tecniche e principi. È esattamente come è colui che la esercita. Ragazzi, ce lo sta’ dicendo Bruce da sempre e senza troppe storie: il Jeet Kune Do non è un’arte marziale. È il praticante stesso, nel momento in cui si esprime sinceramente e liberamente. E se per caso se sentite dire che il Jeet Kune Do è questo e quello lì invece che un’altra cosa, non ci badate troppo, perche’ non è quello il senso. E’ solo un nome, non significa che è solo un modo di chiamare un sistema. Anche Hung Gar, Ebmas e MMA sono solo modi di chiamare un sistema. Cosa credete che siano? Con solo un nome, Lee intende dire che in qualche modo bisognerà pure concettualizzare questo esprimersi liberamente per poter fruire di un percorso fattibile da tutti. Ognuno per sé, ognuno diverso dagli altri, ma inseriti in un viaggio del tutto personale ma peculiare. Il Jeet Kune Do oggi, e’ stato trasformato in sistema con un solo ed unico modello da seguire e a cui un insegnante cercherà di adeguare i suoi allievi. Il Jeet Kune Do ideato e realizzato da Lee, rappresenta invece ogni praticante che cerca di trovare e conoscere se’ stesso, più che un affannata ricerca di avere per forza l’esclusiva e cosi’ facendo, rendendolo uno stile. Non c’è un Jeet Kune Do, ma tanti quanti chi lo comprende. No esistono buone o cattive arti marziali, ma soltanto buoni o cattivi praticanti. “Bruce Lee”.