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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 10

OTTOBRE 2021


Bruce Lee, perche’ dal Wing Chun al Jeet Kune Do
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Si dice che i peccati dei padri ricadono sempre sui figli. La storia degli ultimi trent’anni, ha messo in luce e considerato le diverse varianti degli stili del Wing Chun, tra le sue proprie differenze tecniche o linguistiche, sia in forma che in sostanza. E se addirittura considerassimo il Wing Chun come il padre assoluto delle arti marziali Cinesi, dovremmo chiederci allora, in modo ovvio, chi sarà mai questo figlio che ne eredita, se non i peccati, quantomeno le sue valide abitudini? Ma naturalmente e’ ancora oggi Il Jeet Kune Do. Anche quest´ultimo è una delle arti marziali in cui imperversa la competizione ed il tipico atteggiamento di chi crede di praticare ed insegnre il vero Jeet Kune Do, rispetto a quello praticato da altri lignaggi e provenienze. Il guaio vero è che purtroppo, e’ stato il nostro stesso padre fondatore ad asserire con continuita’ e fermezza che il JKD non esiste, ma che e’ soltanto un nome, una barca che va’ utilizzata solo al momento della reale traversata, e che terminata tale traversata, non andra’, alla fine di tutto, caricata sulle spalle, ma lasciata nello stesso posto in cui si trovera’ all’arrivo. Quindi in conclusione, anche il praticante piu’ stupido, non potra’ far altro che adattarsi alla volonta’ forte di Sua Maestà Bruce Lee. Se dovessimo dire tutta la verità, il Wing Chun non gli fa’ proprio invidia in quanto ricco furiere di prestigio e nobilta’ d’arte. In questo ultimo periodo della nostra storia, abbiamo ricevuto diverse mail in cui molti praticanti e istruttori ci hanno tenuto a scriverci puntualizzando che il Wing Chun più puro, sarebbe quello che praticano loro, perche’ provenienti secondo loro da un lignaggio che e’ proveniente da Yip Man. La stessa cosa ci e’ stato scritto per il JKD. Noi da canto nostro abbiamo risposto a questi signori che nemmeno Yip Man aveva il vero Wing Chun, ma che e’ stato pero’ bravo a creare una grande realta’ ad Hong Kong avendo avuto piu’ maestri, essendo stato l’ultimo precursore rappresentante, nonche’ l’ultimo baluardo dello stile del Wing Chun. Yip Man ha ideato un suo nuovo stile di Wing Chun, dove ad esempio l’uso delle armi era visto solo e soprattutto per il rinforzo del corpo. Lo stesso abbiamo risposto per l’arte del JKD, dove Bruce Ha sempre insistito nel cercare e trovare il proprio modo personale di vedere e praticare il JKD, e per questo del resto e’ stato ideato e messo a punto. Il problema vero e’ che secondo l’opinione di tantissimi maestri italiani e stranieri, il vero Wing chun non esiste, come specialmente oggi, non molti hanno compreso il vero significato tecnico e spirituale del JKD, ma e’ il frutto di una esperienza infinita, nel corso dei secoli fino ad arrivare a Bruce Lee o all’ultimo padre del Wing Chun, Yip Man. Vi sono oggi addirittura molte e diverse altre scuole, che tra di loro presentano moltissime differenze, anche rispetto alla nostra, che riteniamo sia di carattere Tradizionale, che senza alcuno scrupolo ne’ preoccupazione alcuna, si sono auto-effigiate del titolo di ”autentico Wing Tsun”, o autentico JKD. Immagino cosa potrebbe succedere per il Jeet Kune Do, che nasce già dal suo esordio come uno stile non classico e libero, per stessa volonta’ del suo costruttore. Sappiamo, tanto per cominciare, che senza la volonta’ e il permesso di Bruce Lee, sono state create negli ultimi quarant’anni diverse fazioni e tipologie di JKD, che a nostro avviso, sono andate a complicare e di parecchio un discorso che era stato progettato e creato per assumere una connotazione di semplicita’ assoluta e dunque fatto apposta per restare tale e poi complicato maledettamente dalla maggior parte delle scuole e associazioni in giro per l’italia, l’europa e il mondo intero. Mentre in realta’, esistono pure moltissimi insegnanti, fra’ i quali il sottoscritto, che per correttezza e rispetto verso Si Jo’ Bruce, non si identificano in nessuna delle fazioni create apposta fin oggi per dividere, per creare confusione e rivalita’ fra’ scuole. Noi crediamo fermamente, come quei pochissimi rimasti, che esista un solo pensiero, una sola filosofia, una sola arte senza nome, il JKD. Non esiste un JKD Original o Concept, come non esiste il vero Wing Chun, quello autentico o quello non autentico, altrimenti si dovrebbe convenire con noi che se fosse stato cosi’, non sarebbero esistite tutte queste miriade di scuole, stili e provenienze. Del resto lo stesso Bruce diceva sempre: “Io non ho inventato alcuno stile, non ho modificato cio’ che si trova all’interno di distinte forme, nel mio metodo stesso o in un altro; al contrario, spero di liberare i miei seguaci, dall’aggrapparsi a stilli metodi e forme.” Un primo tipo di Jeet Kune Do è il cosiddetto famoso “Original“, che come suggerisce la parola stessa, dovrebbe significare autentico, unico, o meglio inimitabile se fatto con tutti i crismi ma con tutti i contenuti che lo stesso Bruce ha preparato per essere da lui stesso inserite in quel particolare contesto storico. Cosi come il Wing Chun “autentico”, dovrebbe essere quello che mise appunto YIp Man, il “vero” Jeet Kune Do dovrebbe essere quello della derivazione diretta di Bruce Lee. Quindi alla fine di tale discorso, dovremmo asserire che, gli allievi diretti di YIp Man insegnano il “vero” Wing Chun, mentre gli allievi diretti di Lee insegnano il “vero” Jeet Kune Do. Così come ad esempio original si fa’ chiamare spesso e volentieri il Jun Fan Jeet Kune Do, dove “Jun Fan” è uno dei nomi cantonesi di Bruce. Da lì poi ci si sbizzarrisce con slogan del tipo “gli eredi di Bruce Lee, Bruce Lee’s Legacy(L’eredita’ di Bruce Lee), Real Jeet Kune Do(quello vero, reale), etc. Il nome e il personaggio che comunque storicamente e’ il piu’ vicino di tutti a quello di Brue Lee, e’ senza ombra di dubbio il personaggio Dan Inosanto, colui che lo incarna nel piu’ profondo del termine stesso, e che ha addirittura partecipato ai film di Lee facendogli da partener. Inoltre foto e testimonianze storiche, provano senza ombra di dubbio che Inosanto, fu’ l’unico che apprese da Bruce proprio tutto, tutte le varie tecniche che insieme sperimentarono per rendere formidabile al massimo quell’arte che oggi chiamano bassamente original, sminimizzandone l’immenso significato spirituale e storico. Anche Inosanto, da canto suo, essendo amico strettissimo di Bruce, suo collaboratore a 360 gradi e allievo, a sua volta mostro’ e insegno’ tantissimo allo stesso Bruce. La scuola Jun Fan Kung Fu, ancora oggi, ha una certa avversione all’assimilazione dei doppi bastoni corti e dei movimenti del Kali filippino, e inoltre non nutre una particolare stima per Dan Inosanto. È invece innamorata della boxe occidentale, della kickboxing e della scherma europea. Se infatti il Wing Chun è la mamma del Jeet Kune Do, essa è in effetti una sorta di sintesi delle più efficaci arti e discipline da combattimento occidentali di quell’epoca. È una scuola di pensiero che si rifa’ molto pero’ alle reali tecniche del Wing Chun modificate e migliorate dallo stesso Bruce, che a suo avviso hanno avuto necessariamente bisogno di un certo contatto ravvicinato per poter mostrare un minimo di efficacia. Nell’idea di Bruce Lee dell’ultimo periodo invece, vale a dire nel combattimento sperimentato per il JKD, si comincio’ a notare il concetto importante della distanza e quando si arrivava a colpire l’avversario, allora di solito era gia’ troppo tardi per poter rimediare prime che si subissero dei danni importanti. Grande importanza hanno infatti le schivate, che non possono essere efficaci se non sulla base di una raffinatissima tecnica di passi chiamata footwork. Non ci stupisce affatto che Bruce nutrisse un grande amore per il muoversi pugilistico, un po’ come succedeva alla Alì, personaggio ammirato dallo stesso Bruce Lee. Il trapping viene studiato quasi per tradizione perché la strada non consente granché di possibilita’ per intrappolare le braccia di un qualsiasi aggressore, ne’ trova avvolte molto spazio per creare inserimenti di questo tipo. Meglio muoversi, schivare ed entrare con la struttura giusta, ma diciamo noi anche con la strategia giusta. Secondo la voce di moltissimi esperti, Inosanto dovrebbe ancora oggi rappresentare l’YIp Man” del Jeet Kune Do, che si basa su’ tutta un’altra filosofia. Inosanto è stato un altro allievo e collaboratore di Lee in vera simbiosi con quest’ultimo, con tanto di foto e testimoni. Non solo: il guerriero dai doppi bastoni corti e la fascia rossa sulla fronte che combatte contro il Bruce Lee della tutina gialla in the Game of Death, è proprio lui. E infatti molti dei personaggi del Concepts, adorano usare bastoni corti e coltelli del Kali, perche’ oltre alla boxe occidentale, amano anche il Panantukan che è il pugilato Filippino. Oltre a questo, non si accontentano di babbo Wing Chun e mamma boxe-scherma, ma si interessano di Brazilian Jujitsu, Muay Thai, MMA e qualsiasi altre disciplina che possa sembrare loro piu’ utile per combattere. I praticanti di original, muovono quindi una tipica critica ai praticanti di concept: non c’è ordine nel vostro allenamento, siete tuttologi, vi inventate le tecniche e se dite di saper fare tutto, vuol dire che non sapete fare bene nulla. Essi invece, (gli originalisti), dicono di limitarsi a fare solo quel che Bruce Lee lascio’ mentre era ancora in vita e quindi non mostrano alcun dubbio che sia proprio quello il vero Jeet Kune Do che Bruce approverebbe. La risposta dei Concettisti è di solito del genere: il Jeet Kune Do nasce come stile senza stile, ovvero approccio non classico all’arte marziale. Con la famosa citazione di Bruce che scrisse: Liberatevi dal Karate classico, intendendo con questo di non chiudersi a riccio nei sistemi, e affermano invece che il fondatore, se fosse ancora in vita, farebbe esattamente quello che fanno loro, cioe’ continuare a integrare il Jeet Kune Do con i metodi da lui ritenuti più efficaci. Proprio come fu per la boxe, la scherma, il Savate francese etc., se Lee fosse ancora vivo, avrebbe gia’ spaziato senza presentare alcun limite, ma anche queste sono delle mere supposizioni. Altri arrivano a dire addirittura che il Jeet Kune Do è il padre dell’MMA, che altro non è se non Arti marziali miste. Insomma, anche quelli delle MMA si pongono sotto la luce di Lee, e questo dà parecchio fastidio agli Originalisti del JKD, ma anche a quelli come noi, che credono fermamente che esista un solo tipo di JKD. Ai Concettisti comunque non da’ troppo fastidio questa realta’, tanto che molto spesso essi stessi si danno a praticare MMA. E poi ci sarebbe un’altra prova, a sostegno della visione Concepts: Inosanto insegnò i bastoni corti e i Nunchaku a Bruce Lee, che non disdegnò affatto di impararli e successivamente usarli. Lo vediamo bene nei suoi film. Quindi come si fa’ a sostenere che Bruce non pratico’ mai armi nella sua vita marziale? Per gli Originalisti, un film è solo un film, mica la realtà. IL vero problema e’ che i Concettisti, oltre ad essere specializzati nelle armi di vario genere, masticano qualche tecnica del JKD sperimentato da Bruce Lee, e si approcciano quindi senza particolare sdegno a cimentarsi anche sul trapping, avvolte senza neanche conoscerne la vera provenienza. Secondo loro, il Jeet Kune Do infatti, e’ proprio un sistema di concetti ben orchestrati e non una vera e propria arte marziale. Noi a questo punto evitiamo di schierarci a favore dell’una o dell’altra corrente, e apprezziamo i bravi maestri e praticanti, ma se ci leggete da un po’, saprete che abbiamo sempre raccontato la verita’ storica di come sono andati veramente i fatti, e anche in questo caso affermiamo che sarebbe giusto seguire la volonta’ del maestro Bruce Lee, accettando solo ed esclusivamente i suoi consigli, visto che l’arte e’ sua e di nessun altro. Inoltre noi ci siamo da sempre scagliati contro i falsi maestri e le false tradizioni, che non gioveranno mai alla crescita naturale di un individuo. Per ultimo possiamo affermare che la diatriba su chi siano gli eredi di Bruce Lee continua su chi tratta il vero JKD e chi no, e siamo consapevoli del fatto che questa sterile ed inutile polemica continuera’ per sempre, fino a quando esistera’ l’umanita’ marziale e il mondo a noi circostante.