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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno III  Numero 11

NOVEMBRE 2018


La natura dell'acqua
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"Be water my friend's".Questa è una delle citazioni più famose di Bruce Lee; ma come è nata tale idea? In questo articolo condivideremo e discuteremo un saggio che Bruce da sempre ha tenuto nei suoi scritti, e del quale ha sempre parlato e discusso circa la sua natura. Quando Bruce ebbe la prima idea di descrivere le tecniche del suo Kung Fu paragonandole all'acqua, aveva gia' compiuto 18 anni, e tutta questa riflessione, lo segui e lo illumino' per il resto della sua vita. Bruce aveva 13 anni quando inizio' i suoi studi di Wing Chun Kung Fu nella scuola del suo primo ed unico maestro, Sifu Yip Man, e rimase nella sua scuola, sotto la sua guida fino all'eta' di 18 anni, nel 1958. Anche da adolescente, Bruce, si distinse subito rispetto ai suoi coetanei, per il fatto che fosse pieno di energia, e battendo sempre i suoi avversari, dimostro' di avere veramente dentro di se', l'ombra del drago. Durante il periodo del suo addestramento ad Hong Kong, Bruce fu' covinto dal suo insegnante Yip Man, a rimanere in sintonia con la natura, che rappresentava in pieno i suoi avversari, consigliandogi di riuscire a rimanere sempre concentrato sulla vittoria personale. La vittoria raggiunta da Bruce sulla vera natura dell'acqua, ha cambiato per sempre la sua prospettiva sia sul Kung Fu, che sulla sua personale vita. "Kung Fu, significava possedere delle speciali abilità, rappresentando un'arte vera piuttosto che un semplice esercizio fisico. Essa fu' un'arte molto sottile e piena di piccoli particolari, che fu' capace di abbinare l'essenza della mente con quella delle tecniche con cui ci si deve relazionare completamente. I principi presenti nel Kung Fu, non sono affatto delle cose che possono essere facilmente apprese, come se si trattasse di una scienza che lavora attraverso la ricerca dei fatti e della loro completezza. Essa deve crescere spontaneamente, come un fiore che sboccia in una mente libera da emozioni e limitazioni. Il nucleo di questo principio del Kung Fu è rappresentato dal Tao, che a sua volta ricopre il ruolo della spontaneità dell'universo. Dopo cinque anni di duro allenamento nell'arte dello stesso Kung Fu, Afferma Bruce Lee, ho iniziato a capire e percepire il principio della gentilezza, che si trova nella bravura di neutralizzare l'effetto dello sforzo dell'avversario e di ridurre al minimo il dispendio della sua energia. Tutti questi principi devono essere eseguiti con tutta calma e senza creare alcuno sforzo. Sembrava semplice al dirsi, ma di molto piu' di difficile applicazione eseguirli. Nel momento in cui ho affrontato in combattimento un vero avversario, la mia mente fu' completamente turbata e instabile, tanto che dopo una serie di scambi, fra' colpi e calci, tutta la mia teoria della gentilezza era completamente sparita. Il mio unico pensiero a questo punto, fu', in un modo o nell'altro, devo batterlo per vincere!" All'epoca il mio istruttore, il professor Yip Man, capo della scuola di Wing Chun Kung Fu di Hong Kong, veniva spesso da me e un giorno mi disse: "Allunga, rilassati e calma la tua mente. Dimentica te stesso e segui il movimento dell'avversario. Lascia che la tua mente, la realtà di base, faccia il contro-movimento senza alcuna deliberazione interferente. Soprattutto, impara l'arte del distacco. " "Per me fu' davvero così!" Pensavo: "Devo rilassarmi!" Tuttavia, proprio in quel momento avevo appena fatto qualcosa di contraddittorio contro la mia volontà. purtroppo pero', la richiesta di sforzo che pretendevo dal mio fisico, non fu' come speravo che dovesse essere, e cosi caddi nella piu' lampante contraddizione, cioe' creai rigidita' e non "Rilassamento". Quando la mia autocoscienza acuta crebbe fino a svilupparsi in modo completo, che poi e' quello che gli psicologi chiamano "doppio legame", il mio istruttore si avvicino' di nuovo a me e mi disse: "Bruce",preservati seguendo le vie naturali delle cose e non interferire mai con esse. Ricordati di non impadronirti mai della natura; non devi mai essere in contrapposizione a qualsiasi forma di problema, ma cerca di controllarlo oscillando assieme ad esso. Non praticare questa settimana. Fermati, torna a casa e riflettici bene sopra prima di ritornare ad allenarti. " La settimana seguente rimasi a casa come il mio Sifu mi aveva consigliato di fare. Dopo aver trascorso molte ore di meditazione e pratica, rinunciai e procurandomi una giunca, mi misi a navigare da solo. Sul momento stesso, mi misi a pensare a tutti i miei allenamenti passati e mi arrabbiai con me stesso scagliando un pugno a pelo d'acqua! Proprio in quel momento un pensiero mi assali' all'improvviso; questa acqua non era l'essenza stessa del Kung Fu? Questa acqua non mi aveva appena illustrato il principio del Kung Fu? La colpii piu' volte, ma non senti' proprio nulla, non provo' alcun dolore, alcuna emozione. Di nuovo la colpii, con tutte le mie forze, eppure non trovai su di essa alcuna traccia di ferita o tagli di alcun genere! Cercai cosi di raccoglierne una manciata, ma questo gesto mi si rivelo' impossibile. Quest'acqua, la sostanza più morbida e duttile del mondo, fu' ciò che poteva essere contenuto nel vaso più piccolo, apparendo molto debole ai miei occhi. In realtà, compresi immediatamenti che essa avrebbe potuto, alla lunga, perforare il materiale più duro e resistente del mondo. Fu' proprio così! A questo punto avrei voluto essere come l'acqua. All'improvviso un uccello volò creando un riflesso su di essa. Proprio mentre mi stavo assorbendo con la lezione dell'acqua, un altro senso mistico di significato nascosto mi si rivelò; non dovrebbero i miei pensieri e le emozioni essere come il riflesso creato da quell'uccello sull'acqua, nel momento in cui mi trovo di fronte al mio avversario? Questo era esattamente ciò che intendeva il Professor Yip Man quando mi consiglio' di controllare al massimo le mie emozioni, cercando di fare sempre in modo di distaccarmi da ogni cosa, essendo informe e vuoto come acqua, ma rimanendo ugualmente collegato e attaccato al mio mondo circostante, controllandomi, accettando la mia primordiale essenza e non andando contro natura. Ero sdraiato sulla barca e gia' sentivo di essere gia' un tutt'uno col Tao, con la natura. Mi sdraiai appena, e lasciai che la barca scivolasse liberamente secondo il suo naturale decorso, senza cercare di influenzarla in alcun modo. In quel preciso momento, raggiunsi una condizione di sentimento interiore, in cui l'opposizione fu' auto-esclusa, e in cui non ci fu' più alcun conflitto nella mia mente. Il mondo intero per me, era diventato come fosse una un'unica cosa."