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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 11

NOVEMBRE 2021


Bruce Lee, cosa si nascondeva dietro la sua efficienza fisica
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Bruce Lee si rese conto che diversi artisti marziali dell'epoca non impiegavano abbastanza tempo per lo sviluppo della propria condizione fisica. Al contrario egli incluse nel suo allenamento tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, cardiovascolare e flessibilità. Utilizzò le tecniche tradizionali del Body building per formare i suoi muscoli corposi e la sua massa. Tuttavia, fu’ sempre attento nel sottolineare quanto la preparazione mentale e spirituale fossero fondamentali per il successo nell’allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali. Nel suo libro, Tao of Jeet Kune Do, in Italiano e’ tradotto il libro segreto di Bruce Lee, scrisse: “L’allenamento è una delle fasi più trascurate dagli atleti. Troppo tempo è dedicato allo sviluppo della pratica, ma troppo poco tempo allo sviluppo della persona per la preparazione fisica. Jeet Kune Do sostanzialmente, non è una materia dalle tecniche banali, ma ben si di alto sviluppo mentale e fisico. Il programma di sollevamento pesi a cui Lee fece riferimento durante il suo soggiorno ad Hong Kong nel 1965, a soli 25 anni, diede molto vigore alle sue braccia. A quel tempo poteva sollevare con le sue braccia da 30 a 35 Kg per tre serie da otto ripetizioni, insieme ad altri tipi di esercizi, quali piegamenti, flessioni ed altri ancora. Le ripetizioni che effettuava a quel tempo erano da sei a dodici per esercizio. Nonostante lo scopo principale di quest'allenamento fosse aumentare la velocità della contrazione e della distensione muscolare, Lee per massimizzare la propria abilità fisica, praticò diverse tipologie di allenamenti ed esercizi, tra cui lo Skipping(saltare) che effettivamente servì al suo obiettivo di allenamento nel suo Body building. Bruce Lee credeva che i muscoli addominali, rappresentassero in modo specifico i più importanti gruppi muscolari per i praticanti di arti marziali, poiché quasi ogni movimento, secondo lui, avrebbe richiesto un certo grado di lavoro addominale. Per di più gli addominali, sono come un guscio che protegge le costole e gli organi vitali. Si allenava dunque ogni mattina dalle 7.00 alle 9.00, praticando esercizi addominali di flessibilità e sessioni di corsa, per poi riprendere dalle 11.00 alle 12.00. Lee allenava spesso la propria resistenza andando in bicicletta. Un tipico esercizio da lui frequentemente usato, era correre per una distanza da due a sei miglia in un tempo dai 15 ai 45 minuti, durante il quale variava la sua velocità e con intervalli da 3-5 minuti. Percorreva l’equivalente di 10 miglia in 45 minuti in bicicletta. Qualche volta, alternativamente, si esercitava a saltare sulla corda. Spesso faceva anche esercizi per temprare e rinforzare al massimo la pelle delle sue mani, spingendole con forza incontro a secchi colmi con pietre dure e ghiaia. Arrivava a fare circa cinquecento ripetizioni al giorno di questo esercizio. D’accordo con sua moglie Linda, poco dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, Bruce Lee iniziò a seguire un’alimentazione corretta e sviluppò un vivo interesse per i cibi sani, per le bevande ad alto contenuto proteico e per i supplementi vitaminici e minerali. Questo perché Bruce capi’ che per avere un corpo capace di fornire alte prestazioni, fosse fondamentale alimentarlo in modo corretto. Con una cattiva alimentazione, il corpo non sarebbe stato in grado di fornire il meglio di sé. Lee provava sempre a consumare una o due bevande proteiche al giorno, anche se successivamente, seguì il loro uso in modo più discontinuo. Linda ricorda che il giro vita di Bruce, oscillava tra i sessanta e i settanta centimetri. “Beveva anche il suo succo misto fatto di vegetali e frutta, insieme a mele, sedano, carote e così via, il tutto preparato in un frullatore elettrico”. Consumava una grande quantità di vegetali verdi, frutta e latte fresco tutti i giorni. Bruce ha sempre preferito mangiare cibo cinese o asiatico in genere perché amava la loro varietà. Bruce divenne inoltre, un forte sostenitore dei supplementi dietetici. Alcuni dei più conosciuti supplementi da lui usati sono:
vitamina C
granelli di lecitina
polline delle api
vitamina E
olio di germe di grano
pasticche con proteine naturali.

Con il suo continuo dedicarsi al fitness, Bruce riuscì ad avere un fisico che ben presto, fu’ ammirato da alcuni dei nomi più importanti della comunità del body-building. Addirittura Joe Weider, il fondatore di Mr. Olympia, parlò del fisico di Bruce come “del più definito che io abbia mai visto”. Alcuni importanti competitori di body-building, indicarono Bruce grande esempio di lavoro fatto su un corpo umano, inclusi Flex Wheeler, Shawn Ray, Rachel McClish, Lou Ferrigno, Lee Haney, Lenda Murray e il sei volte campione di Mr. Olympia, Dorian Yates. Anche Arnold Schwarzenegger fu influenzato da Bruce, tanto che ebbe a dire del suo corpo: “Bruce Lee aveva davvero un fisico molto definito. Presentava pochissimo grasso corporeo ed era asciutto e longilineo al massimo. “Voglio dire, probabilmente aveva uno dei fisici con meno grasso corporeo rispetto ad ogni altro atleta. E credo che è per questo che sembrava essere così incredibile.” Un dottore che una volta lo visito’, affermò che era “muscoloso come uno scoiattolo ed energico come un cavallo". È risaputo che Lee, nella sua vita, aveva collezionato più di centoquaranta libri sul body-building, pesi e fisiologia. Tutto questo, sarebbe servito per fare in modo da allenare specifici gruppi di muscoli piuttosto che altri. Egli creò anche parecchi progetti originali per le sue attrezzature di allenamento personale e il suo amico George Lee, glie li costruì con le apposite indicazioni. L’eccezionale preparazione fisica di Bruce, fece sì da renderlo capace di esibirsi in alcune sue eccezionali prestazioni fisiche. La lista seguente parla delle prestazioni che sono documentate e supportate da fonti affidabili. La velocità di Bruce nel colpire con le sue mani o con i suoi pugni, da un metro di distanza specialmente, raggiunse i cinque centesimi di secondo, e In alcune altre dimostrazioni, grazie al “pugno a un pollice”, poteva far volare all’indietro colui che veniva chiamato volontario nella sua dimostrazione, anche di molti metri all’indietro. Bruce riusciva a fare delle flessioni usando semplicemente i suoi due pollici, e mantenere un’elevata posizione a “v” per circa trenta minuti. Si esibì in alcune flessioni su’ un solo braccio usando solo il pollice e l’indice, e poteva rompere 5 tavolette per un totale di 15 cm di spessore solo con un suo calcio laterale. In un film che è stato doppiato “Dragon flag”, Bruce alzò le gambe con le sue sole spalle restando sul margine di una panchina e sospendendo le sue gambe e il suo torso perfettamente in orizzontale a mezz’aria. Bruce Lee cercò sempre di migliorarsi, sia dal punto di vista mentale che fisico. Si allenava sei giorni su sette, cercando ogni giorno di oltrepassare i propri limiti. Il 13 agosto 1970, però, a causa di un riscaldamento inadeguato, durante una seduta di sollevamento pesi che lui chiamava “Good Morning”, subì un grave infortunio dal quale pochissimi di noi oggi, ne’ sarebbero venuti fuori in cosi’ poco tempo. Gli esami clinici mostrarono un grave stiramento al quarto nervo sacrale della schiena, e precisamente nella sua parte inferiore. I medici consigliarono alla moglie Linda di persuaderlo a restare a letto tutto il giorno, e questo duro’ per un buon periodo di sei mesi. Inoltre, annunciarono fermamente che non sarebbe più riuscito a praticare arti marziali. Bruce restò solo qualche giorno a letto nel riposo più assoluto. Dopo un po’ di giorni pero’, decise di non lasciarsi abbattere. Se non avrebbe potuto allenare il suo corpo, allora avrebbe allenato la sua mente. Si preoccupò innanzitutto di trovare un approccio diverso rispetto a quello della sua grave situazione che lo stava attanagliando. Ad aiutarlo nella sua crescita mentale furono molti dei suoi libri, che per sua fortuna si trovavano belli e posteggiati nella sua bibblioteca personale: lui li riprese, e con molta attenzione e cura amorevole iniziò a fare cio’ che non aveva mai potuto fare prima, per mancanza di tempo, cioe’ iniziare a leggere con molta attenzione i numerosi saggi di filosofia e psicologia contenuti in molti di quei suoi manoscritti. Fondamentali per il suo recupero mentale, si rivelarono gli scritti di Jiddu Krishnamurti, suo importantissimo maestro e mentore contemporaneo, colui che segui in modo particolare nella sua filosofia e nel modo di vedere la marzialita’. Egli sosteneva che la verità si trovasse all’interno di ciascun individuo e che solo con la contemplazione di sé stessi sarebbe stato possibile trovare un motivo per andare avanti, e questa era proprio la fiducia in sé stessi, perche’ non esisteva aiuto, ma solo auto aiuto. Convintosi di poter superare l’ostacolo causato dall’infortunio, Bruce tornò a leggere anche numerosi altri libri sulle arti marziali. Dopo qualche tempo iniziò a sviluppare idee personali e a prendere appunti su di esse. La stessa moglie Linda ricorda: “Mi chiese di recarmi alla cartoleria piu’ vicina e acquistare diversi raccoglitori grandi, allargabili e neri. Riempì ciascuno di fogli bianchi e sui dorsi annotò gli argomenti che intendeva trattare”. I suoi scritti riempirono sette raccoglitori interi. Terminati i sei mesi di convalescenza, Bruce decise di riprendere gradualmente gli allenamenti. Era sua intenzione dimostrare ai medici che, con un corretto allenamento, sarebbe stato possibile ritornare in forma. Nell’arco dei successivi sei mesi, Lee riuscì a recuperare la sua agilità e la sua velocità, oltre alla sua potenza; nonostante ciò, il fastidio nella zona lesionata non l’avrebbe più abbandonato, e fu’ per questo motivo che il nostro Bruce dovette ricorrere ad una serie di allenamenti molto singolari oltre che pericolosi per la sua salute, quali ad esempio allenarsi a ricevere corrente in tutto il corpo e aumentando gradualmente l’invio di elettroni liberi in tutto il suo fisico, fino allo stremo della sopportazione. Tutto questo gli porto’ una drastica diminuzione del fastidio alla schiena, ma favori’ lentamente la distruzione dei suoi organi vitali piu’ importanti, quali il fegato, il cuore ed infine il danno irreversibile al cervello, che segno’ e causo’ la sua fine definitiva.