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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 11

NOVEMBRE 2021


KENPO, LA VIA DEL PUGNO
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Prima parte:
JAPAN-1.jpg (12056 byte) Il Kenpo è considerato da molti come la prima arte marziale veramente eclettica . " Kenpo " si traduce letteralmente come la " Via del Pugno " (o la "Legge del Pugno"). Ciò non significa che vengano utilizzate solo le mani. L'intero corpo diventa una potenziale arma, anche se la mente rimane la chiave più importante per auto difesa. Il Kenpo è un sistema di combattimento disarmato. La logica è applicata ad ogni fase della difesa e dell'offesa. Osservando il movimento umano in tutte le sue sottili distinzioni, le tecniche del Kenpo forniscono sia la massima efficienza(nessuna perdita di tempo, movimento o energia),sia la massima efficacia(velocità, potenza, concentrazione). Questo principio è noto come "economia del movimento" nella terminologia Kenpo su cui si basa il sistema. Il Kenpo è progettato per evolversi. Ed Parker, fu’ allievo di bruce Lee,(il fondatore del American Kenpo Karate) ha scartato i metodi tradizionali di pratica delle arti marziali che non erano realistici per l'applicazione su strada e ha aggiunto concetti e principi di movimento che non venivano impiegati da altri sistemi in quel momento. Per essere il più efficaci possibile in una situazione in cui gli attaccanti non obbediscono a determinate regole, le tecniche di Kenpo sono progettate per infliggere il massimo effetto nel più breve tempo possibile con un'esposizione minima del bersaglio(cioè colpire senza essere colpiti). L'arte enfatizza il movimento esplosivo continuo per sopraffare uno o più avversari mentre si concentra nello stesso tempo, sui colpi alle parti vulnerabili del corpo umano. Queste risposte possono poi essere opportunamente applicate alla situazione individuale. Il cuore del sistema sono le tecniche di autodifesa, progettate per insegnare i principi del movimento e sviluppare un immenso arsenale di abilità. L'addestramento al Kenpo, affronta un'ampia gamma di attacchi e scenari come: spinte, pugni, calci, prese di trattenuta, placcaggi, serrature e soffocamenti, posizioni a terra, armi e attacchi multipli. Il Kenpo è flessibile nel pensiero e nell'azione in modo da fondersi con gli incontri man mano che si verificano. L'arte è adattata a tutte le corporature, ambienti e situazioni. Il sistema consente a ciascun praticante di sviluppare gradualmente il proprio stile utilizzando le basi come base. Quando uno studente di Kenpo acquisira’ l’intera conoscenza dell'arte, sara’ proprio questa capacità di adattamento che ne costituira’ l'essenza. Dal momento che il Kenpo si adatta all'individuo, non ci sono due cinture nere uguali. Il Kenpo è un sistema di autodifesa evoluto per soddisfare le circostanze odierne. Continua ad evolversi da sempre, e sempre di piu’ con il trascorere degli anni. Le tecniche che lo costituiscono, vengono apprese in 3 fasi:
La prima fase: è una “fase ideale”, in cui l'attacco viene presentato in un modo prestabilito, facendo si che una risposta, possa essere praticata e familiarizzata.
La seconda fase: è una “fase what-if”, in cui vengono aggiunte variabili all'attacco ideale in modo che la tecnica possa essere applicata a diversi scenari. Questo prepara lo studente di Kenpo a ciò che l'aggressore è in grado di fare, non solo a ciò che pensa di fare.
La terza fase: e’ l’ultima fase, la “fase spontanea”, dove si risponde ad un attacco con tutti gli scenari "what-if" presi in considerazione. È in quest'ultimo stadio che l'autodifesa diventa un riflesso subconscio.
La seconda parte seguira’ nell’articolo del prossimo mese.