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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 09

NOVEMBRE 2020



Bruce Lee e la sua lettera alla Warner per i tre dell’operazione Drago
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Bruce Lee scrisse una lettera alla Warner Bross, resa nota da sua figlia Shannon, durante le riprese del film de I 3 dell'Operazione Drago. Tra l'attore e lo studio prese vita una vera e propria faida perché Lee voleva apportare numerose modifiche alla sceneggiatura originale del film. Era la prima metà gli anni settanta quando veniva prodotto I tre dell'operazione drago (Enter the dragon), film che vedeva protagonista Bruce Lee. La battaglia che vide contrapposti l'attore ed i produttori dell'opera è stata ben documentata nel corso degli anni ma quanto accaduto è stato di recente raccontato anche dal punto di vista della figlia di Bruce, Shannon Lee, nel suo nuovo libro "Be Water, My Friend: Gli insegnamenti di Bruce Lee".

Bruce Lee in una scena de I tre dell'Operazione Drago
Bruce Lee in una scena de I tre dell'Operazione Drago
Variety ha pubblicato un estratto dal libro in cui Shannon Lee racconta come suo padre abbia lottato duramente per modificare la sceneggiatura originale del film, con l'intento di "mostrare al mondo occidentale la gloria del gung fu cinese" ed "esprimere se stesso completamente in una vera rappresentazione sullo schermo di un uomo cinese". Lee ha anche esortato la Warner a sbarazzarsi dei titoli originali, "Blood and Steel" e "Han's Island", per usare "Enter the Dragon".

"La sceneggiatura originale non comprendeva nessuna delle scene iconiche che tutti ricordiamo ancora oggi", scrive Shannon Lee. "Non ci sarebbe stato il 'dito puntato verso la luna', niente 'arte di combattere senza combattere', nessuna scena filosofica con il monaco che discute la vera natura della maestria, e via dicendo". Non appena ebbe l'impressione che stesse ottenendo il controllo creativo sulla sceneggiatura, Bruce Lee iniziò "ad allenarsi come non si era mai allenato prima" per il progetto. In mezzo allo scontro relativo alla sceneggiatura, Lee inviò una lettera al presidente della Warner Bros., Ted Ashley, per esprimere il suo entusiasmo per il progetto e assicurare tutto il suo impegno per realizzare un grande film.

La lettera di Bruce Lee recita: "Sono sicuro che sei d'accordo con me sul fatto che la qualità, il duro lavoro estremo e la professionalità sono ciò di cui parla il cinema. La mia esperienza ventennale, sia nelle arti marziali che nella recitazione, ha portato ad un'armonia di esibizione ed espressione genuina, efficiente e artistica. In breve, si tratta di questo, e nessuno lo sa fare come lo so fare io. Perdonate la mia franchezza, ma sono io! La mia ossessione è fare, scusate l'espressione, il fottuto miglior film d'azione che sia mai stato realizzato. In conclusione, ti darò il mio cuore, ma per favore non darmi solo la tua testa. In cambio, io, Bruce Lee, proverò sempre il più profondo apprezzamento per l'intensità del tuo lavoro".

La lettera non ha risolto i problemi di Bruce Lee, che infatti rifiutò di presentarsi sul set il primo giorno di riprese dopo aver scoperto che i produttori non stavano apportando nessuna delle sue modifiche alla sceneggiatura. Ne è quindi seguita una situazione di stallo di due settimane tra Bruce Lee e la produzione. Shannon Lee scrive che i produttori "hanno creato storie di copertura su come mio padre fosse così nervoso all'idea di recitare in un film di Hollywood e di risultare come un fallito, da aver paura di presentarsi sul set". Lee si è rifiutato di cedere e alla fine la Warner Bros. ha chiesto ai produttori di utilizzare le modifiche alla sceneggiatura di Lee in modo che la produzione potesse riprendere.