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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 11

NOVEMBRE 2019


William Cheung e quell'ultimo incontro con Bruce Lee
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Articolo tratto da Wing Chun News,del 3 agosto 2018.
Il Gran master William Cheung era un amico d'infanzia di Bruce Lee e merito suo se Bruce Lee riusci ad entrare nella scuola del gran maestro Yip Man e a far parte dello stile di Wing Chun Kung Fu; il resto come si dice sempre, e’ storia. Il Gran master Cheung parla candidamente dell'incontro con il Piccolo Drago per la prima volta, nonché dell'influenza che il giovane Bruce Lee ha avuto su di lui. Per non parlare della superstizione che la famiglia Lee ebbe sui figli maschi della famiglia! Il Gran Master ci racconta:
Ho incontrato Bruce Lee per il suo compleanno, ma non abbiamo avuto alcun contatto amichevole per le prime vlte, perché la sua famiglia era molto superstiziosa. Prima della morte di Bruce, uno dei suoi fratelli maggiori morì da bambino, cosi tutti in famiglia pensarono che il demone avrebbe preso l’ultimo nato della famiglia. Così diedero a Bruce un nome femminile, Little Phoenix, che in cinese e’ tradotto in Lee shun loon(la fenice intelligente). A quel tempo, ebbi molti problemi con mio fratello maggiore, la cui distanza di eta’ era di cinque anni. Io Fui una delle tante vittime del bullismo dell’epoca, perche’ mio fratello. In realta’ era mio fratellastro, mi picchiava continuamente, ma io riuscivo sempre non piangere, perché pensavo che fosse da uomini deboli piangere. Ma in realtà tutto questo mi sconvolse. Quindi decisi di eleggere Bruce Lee a mio personale eroe, anche perché lo vedevo nei suoi film vincere sempre contro i bulli e i provocatori.
Cosi’ si dimostro’ un bersaglio facile per le Triadi che volevano ricattarlo per estorcergli del denaro, denaro che comincio’ a guadagnare in abbondanza appena divenne una famosa stella del cinema americano. Cosi’ la triade, decise di fargli delle proposte per farlo lavorare per loro, così da poter attrarre più gente al loro seguito. Questi ultimi, avrebbero dovuto convincere anche i ragazzini a fare del lavoro sporco per loro. Così deciso di occuparmi di Bruce e di aiutarlo per quanto mi fosse possibile. Cosi’ riusci ad aprire la sua nuova scuola nel quartiere di San Francesco Saverio, solo ad una cerchia ristretta di gente. Per cui io, quando avevo del tempo libero, andavo a trovarlo e lo portavo in giro con me, visto che da quando ando’ via da Hong Kong, non ci vedevamo piu’ spesso come prima. Cosi mi presi la briga di divenire la sua guardia del corpo e fu’ cosi che diventammo dei veri amici, perche’ Bruce capi in un attimo che stavo cercando di prendermi cura di lui. Quando da ragazzini ci frequentavamo ad Hong Kong, Sì era gia’ pensato al fatto che Bruce ed io non potevamo combattere da soli contro delinquenti e bulli adulti cosi pensai di portarlo ad imparare il Wing Chun Kung Fu. Lui ne fu’ entusiasta subito, cosi’ mi chiese di fargli incontrare il capo della scuola, il gran master Yip Man. Ma Bruce non aveva ancora ottenuto il permesso dalla sua famiglia. Gli ci vollero mesi per ottenere il permesso. Cosi’ finalmente lo presentai ed iniziò ad addestrarsi nel Wing Chun da allora in poi, cioe’ dal 1953, fino alla meta’ del 1958, anno in cui suo padre lo spedi’ a Washington a studiare filosofia. Quando Bruce tornò ad Hong Kong nel 1964 fu’in occasione della morte del padre. Mentre si trovava ad Hong Kong, iniziò a vagare con il popolo di Wing Chun, in giro per la citta’. Quindi visto che eravamo in giro, decidemmo di andare a fare una visita a Sifu Yip Man e quando ci videro entrare, a momenti non credettero ai loro occhi, voglio dire che rimasero di stucco a vedere me con Bruce. Bruce era già arrivato ad altissimi livelli grazie ai suoi feroci allenamenti nelle arti marziali, riuscendo a sfoggiare con molta eleganza, tutta la sua massima velocità e potenza. Così decisero di fargli fare un po 'di Chi Sao con il suo vecchio compagno e per un brevissimo tempo insegnante, Wong Shun Leung. In realtà si noto’ subito la supeirorita’ di Bruce in quell’esercizio, tanto da dare a Wong Sheung Leung del filo da torcere e tantissima difficolta’ nell’assorbire e reagire. La maggior parte degli artisti marziali oggi, vorrebbero imparare in un paio d'ore. Vorrebbero imparare l'intero sistema in un anno. Ma Bruce non fu’ mai di questo avviso! Bruce avrebbe continuato a fare una tecnica per giorni e settimane, sempre la stessa. Bruce continuo’ a non dare tregua a Leung, e allora vedendo cosi’ disse a Bruce che aveva da mostrargli qualcosa di nuovo, ma Bruce rifiuto’ imponendogli di continuare e continuare sempre fino allo sfinimento. Terminero’ solo quando ti dominero’, gli disse e tutti ascoltavano attoniti, cosi’ vedendolo fare in quel modo, in effetti mi impressiono’ parecchio, influenzandomi. Bruce mi diede la giusta ispirazione. Quando ci siamo riallenati, mi convince che il Kung Fu, era un qualcosa di molto semplice, molto semplice. Allora ci accorgemmo che le nostre basi erano buone, le tecniche fondamentali dovevano per forza essere buone, così in seguito si pote’ continuare alla grande. Grazie ai consigli di Bruce, riuscii a migliorare anche la mia coordinazione, i riflessi, l'equilibrio, tutto insomma. Yip Man mi risulto’ un insegnante riluttante. In effetti, pubblicamente, tutti i vecchi suoi allievi maestri non si dimostrarono affatto molto disponibili nello scambiare con noi e a mostrarci cose nuove. E anche nel Wing Chun esiste una regola speciale, ogni generazione può trasmettere il Wing Chun tradizionale solo ad una persona. Una persona che sia selezionata. Quindi Yip Man ha imparato da due maestri differenti, Chan Wah-shun e Leung Bik. Quando apprese da Chan Wah-shun, Egli imparo’ solo la versione modificata. Quindi, quando insegnava, insegnava solo la versione modificata. Ma forse psicologicamente io sono convinto che non fosse felice di farlo. Ma anche avendo in seguito imparato da Leung Bik il vero tradizionale, siamo del tutto convinti che non lo trasmise a chiunque, ma soltanto a quei pochi allievi che orbitavano nel suo mondo e nella sua scuola, dimostrando cosi di insegnare cose diverse a persone diverse in epoche diverse.