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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 03

MARZO 2020


Storia e provenienza dell’antica arte del Kung Fu
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Origine e primo periodo(seconda parte)
La storia del Kung Fu e quella delle arti e delle scienze parallele che hanno contribuito al suo sviluppo, è un miscuglio confuso di realtà e fantasie. Come abbiamo già accennato nell’articolo precedente, pochi e rari sono i documenti storici delle più antiche dinastie cinesi che hanno resistito alle offese dei tempi. Molti testi classici importanti, cui spesso allude la tradizione popolare, sono andati persi o distrutti, o non sono disponibili per gli storici occidentali. Davanti a interpretazioni incongruenti e mancando la possibilità di fare ricerche approfondite nei meandri delle proposte alternative, si è giunti inevitabilmente alla scelta arbitraria e al compromesso. Il compendio storico che segue, è lontano dal voler essere definitivo, ci sono molte incertezze soprattutto nel campo discusso delle date. Studiosi e storici della Cina feudale non si accordano sul secolo, o addirittura sulla dinastia sotto al quale vennero combattute battaglie decisive, o furono scritti libri di una certa importanza. Sulle lontane origini del Kung Fu, antecedenti al primo documento storico risalente alla dinastia Chou (1100-250 a.C.), ci sono giunte molte ed affascinanti leggende. Fu-hi, uno dei tre leggendari "Augusti", vissuto intorno al 2.852 a.C, risulta un personaggio molto importante e rilevante per aver iniziato lo studio dei trigrammi del Pa-Kwa. Questi trigrammi, formati da una serie di linee intere e spezzate, ispirarono numerose manifestazioni spirituali della Cina e ancor oggi sono studiate nelle cosiddette "scuole interne" di Kung Fu. Essi vengono utilizzati per descrivere la circolazione del chi(energia interna)che si sviluppa all’interno del corpo. Secondo una di queste leggende, il Kung Fu discende dal chih yu-hsi, una lotta primitiva a colpi di testa, che ebbe luogo 4.000 anni fa o forse più, tra l'Imperatore Giallo (Hung Ti), considerato il progenitore del popolo cinese, e il mitico mostro cornuto Ch-ih Yu. L'imperatore giallo Hung Ti, nel 1274 a.C, sembra che abbia utilizzato, in una battaglia importante, un sistema rivoluzionario di tattica militare e di combattimento corpo a corpo di grande efficacia, chiamato il Chiao Ti, in cui i contendenti combattevano come tori caricandosi con la testa. Questa tecnica si valeva dell'insegnamento e dell'allenamento nell'uso delle armi e nell'impiego della forza. Bisogna notare tuttavia che a quei tempi i comuni cittadini avrebbero potuto difficilmente permettersi un simile allenamento, perchè in quel periodo della storia cinese, l'arte della guerra restava una prerogativa esclusiva dei nobili e della corte. Ma forse Huang Ti, diede un contributo fondamentale alle arti marziali. Allo stesso Huang Ti, viene attribuito il libro del Ching Su Wun o Classico della medicina interna, considerato la base teorica della medicina cinese. Oggi è pensiero comune collocare l’opera citata, nella tarda dinastia Han. Monaci studiosi del V secolo a.C., riferiscono che ancor prima del regno dell'Imperatore Giallo, esisteva un metodo di esercizi e tecniche di respirazione specifici per la salute del corpo, per la prontezza della morte e la tranquillità dello spirito. All’epoca della dinastia Shang (1766 - 1154 a.C.), i cinesi usavano sonde di pietra chiamate Bian Shih per stimolare le cavità che riguardavano la circolazione del chi ed alleviavano cosi il dolore. Questo segnò l’inizio dell’agopuntura Cinese. Si pensa addirittura, che prima di usare le sonde di pietra, i cinesi utilizzassero il massaggio con la pressione delle dita, quando la conoscenza degli effetti di un trattamento del genere crebbe, fu riconosciuto che gli attrezzi più appuntiti delle dita procuravano benefici maggiori. La nostra storia continua sulla base delle testimonianze storiche delle arti marziali, che risalgono ai classici cinesi della dinastia Chou (722 a.C. - 480) anche se non fanno menzione dettagliata delle arti marziali: gli annali della Primavera e dell'Autunno, i Poemi o Libro dei Canti e il Libro dei Riti. È detto per esempio nei Poemi (Shih Ching): "Un uomo e’ destinato agli infimi ranghi dell'esercito se non conosce la tecnica della boxe". Nel Libro dei Riti e negli Annali sono descritti vari tornei di tiro con l'arco, lotta, boxe e scherma. Esso mostra che dai periodi delle Primavera e dell’Autunno e degli Stati Guerrieri si sono evoluti metodi di respirazione più completi (770 - 221 a.C.). Verso il 600 a.C., appare sulla scena della grande spiritualita’ dell’impero, un certo Lao Tze, che con la sua opera "Tao te Ching", un classico sulla Via della virtù, raccoglie tutte le conoscenze del Tao, da cui in seguito il Kung Fu ne’ prenderà alcuni aspetti quali la meditazione, la medicina e l'alchimia. Il Tao è un'antica filosofia, che possiamo definire, in modo assai superficiale nel seguente modo: nel corpo umano, l'energia primordiale, o energia pre-natale, che nella sua forma naturale presiede alla conservazione della specie e dell'individuo, viene trasformata attraverso l'esercizio della meditazione in energia vitale, detta chi. Questa combinazione chiamata appunto chi(energia interna) e dell'i (volontà), rappresentano l'essenza della scuola interna di Kung Fu. Nel Tao Te Ching, Lao Tze descriveva le vere tecniche di respirazione che avevano lo scopo di aumentare la durata della vita di una persona. Questa è la prima testimonianza sopravvissuta sull’uso della respirazione per migliorare la circolazione del chi e la durata della vita. Saranno in seguito alcuni grandi taoisti a creare alcuni movimenti di difesa e in seguito a codificarli nello stile conosciuto con il nome di Tai chi chuan. Durante la Dinastia Chou visse anche Sun Tzu, il più famoso teorico cinese dell'arte bellica. Il suo celebre libro "L'arte della guerra" è stato letto, studiato ed applicato in Cina nel corso dei secoli fino all'epoca moderna. Anche se Sun Tzu si riferisce alla strategia ed alla tattica che un esercito deve adottare, i suoi suggerimenti si possono spesso applicare anche al combattimento singolo. Anche il venerabile filosofo cinese Confucio(551 - 479 a.C.) aveva certamente familiarità con le arti marziali di quell’epoca, e i suoi insegnamenti e scritti hanno profondamente influenzato la struttura etico morale della vita cinese per più di 2.000 anni. I principi meditativi e gli esercizi che fiorirono sotto il Taoismo, ebbero un ruolo determinante nello sviluppo delle scuole interne o morbide del Kung Fu, anche se, a prima vista la "passività" filosofica di questa disciplina sembra aver poco a che fare con la boxe e il combattimento senza armi. Un altro grande filosofo taoista Chuang Tzu, nel IV secolo d.C., sviluppò ulteriormente i principi della respirazione contenuti negli esercizi taoisti e descrisse il legame tra la respirazione e la salute nel suo Nan Hua Ching. Quest’opera spiega che: “gli uomini di una volta, respiravano completamente, fino ai piedi ...” Successivamente Mencio, pose l'accento nell'assoluta necessità di sviluppare la volontà. Torniamo alla nostra storia. Dal quinto al terzo secolo avanti Cristo, dopo la sparizione dei feudi minori sopraffatti dai maggiori, la Cina era suddivisa in vari stati in continua lotta fra di loro. E' la cosiddetta epoca degli "Stati Combattenti". Durante questo turbolento periodo (405 - 240 a.C.), gente del popolo è stata certamente usata sul campo di battaglia; sul finire della dinastia Chou si constata che un gran numero di contadini e di civili vennero addestrati ad alto livello anche all'uso di armi sofisticate. In questo periodo furono scritti i primi trattati sulle Arti Marziali, e molti maestri iniziarono ad essere conosciuti per la loro abilità; tra’ essi, particolare interessante, vi erano moltissime donne. Secondo il grande storico Ssu Ma Chien, vissuto durante la dinastia Han, il Chi-chi era sviluppato in particolar modo nello stato di Chi i cui abitanti erano abilissimi nel combattimento a corpo a corpo. Questa è anche l'epoca degli Yu Hsíeh o cavalieri erranti, militari di professione e quindi esperti di arti marziali, che si mettevano a disposizione di chiunque era disposto a sostenere la spesa dei loro servizi. Ssu Ma Chien, nei suoi Documenti Storici, così descrive i cavalieri erranti: le loro parole erano sempre sincere e degne di fiducia, le loro azioni sempre rapide e decise. Compivano ciò che avevano promesso e senza badare a sè stessi si gettavano nei pericoli che minacciavano gli altri. Nel regno della dinastia Chin, ovvero nel 221 a. C., il principe di Chín, sconfisse gli altri Stati combattenti, e unificando la Cina, assunse il nome di Shíh Huang Ti o Primo Augusto Imperatore. Despota geniale e crudele, Shíh Huang Ti, instaurò una politica di assolutismo e centralismo monarchico spazzando via ogni traccia di feudalesimo. Fece costruire la Grande Muraglia, unificò i pesi, le misure, le monete e la scrittura, ma nello stesso tempo perseguitò gli intellettuali e rìtenendo che la fedeltà alle tradizioni del passato poteva creare ostilità al suo sistema politico, ordinò di far bruciare tutti i libri tranne quelli di medicina, di agricoltura e di divinazione (I Ching). Nel rogo andarono senza dubbio distrutti anche i libri di arti marziali e questo spiega forse la scarsità di notizie pervenuteci sull'argomento. Dopo la morte dell'imperatore si scatenò una rivolta contadina che portò al potere Liu Flang fondatore della dinastia Han (206 a. C. 220 d. C.). IL regno della dinastia Han, fu’ caratterizzato da prosperità, pace e sviluppo culturale. In questo periodo si modellò in modo quasi definitivo la struttura politica, economica e culturale che l'impero conservò sino all'inizio del nostro secolo. Per questo motivo i cinesi si definiscono ancor oggi "figli di Han". L'arte marziale ebbe un grande sviluppo sotto le dinastie Han Inferiore e Superiore, nel corso di un periodo di oltre 400 anni(206 a.C. - 220 d.C.). La Cina acquista in questo periodo unità etnica, morale, politica economica e culturale. Proprio In questo periodo, iniziò a praticarsi il Go-ti, combattimento in cui i lottatori si affrontavano indossando elmi sormontati da corna affilate. Queste forme di lotta vennero praticate anche come spettacoli o danze, generando nel tempo le prime cosiddette serie prestabilite o promesse, in cui i combattenti si affrontavano a mani nude o armati, eseguendo movimenti già precedentemente concordati e preparati. Vennero composti in questa epoca numerose opere relative al chi kung. Con la dinastia Han Inferiore (25 - 220 d.C.), si ha un fase di transizione, in cui inizia in Cina una lenta reazione alla tirannia di un feudalesimo assoluto. Durante la dinastia Han, il combattimento a mani nude era assai popolare e veniva chiamato Chi Ch'iao, che significa "abilità e talento", oppure Shou Po ossia "mano che colpisce a pugno". Si suppone che il primo moderno stile di combattimento di Kung Fu si sia sviluppato al termine delle dinastie Han o forse durante i Tre Regni (220 a.C. - 280 d.C.). Nel periodo dei Tre Regni (Wei, Shu e Wu) viene prima rovesciata la dinastia Han e fondata la dinastia Hsin, ma il malcontento popolare sfocia in una rivolta quella dei "Turbanti Gialli", guidata da una società segreta a sfondo taoista. Tale rivolta si protrasse per alcuni anni sconvolgendo il paese e fu infine ferocemente repressa da alcuni capi militari tra i quali, poco dopo, cominciò la lotta per il dominio dell'impero. Viene così fondata la dinastia Wei, ma sorgono altri due stati, i Shu e i Wu. Sono di questo periodo notizie sullo stile del combattimento denominato Ch’ang Shou, cioè “Lunga Mano” (Boxe lunga), attribuito al famoso maestro Kwok Yee, che alcuni considerano il diretto progenitore dello Shaolin.. Esso era apprezzabile per il suo concetto di combattimento a distanza, che veniva preferito al corpo a corpo avvinto, sviluppato dal Go-ti e dal Ch'ih Yu-Shi. Kwok Yee, inaugurò uno stile che divenne rapidamente popolare tra i suoi contemporanei, anticipando l'avversario che si avvicinava colpendolo duramente alla distanza di un braccio. Pur essendo una tattica difensiva, la lunga mano, venne perfezionata e migliorata fino al VI secolo d.C. tanto che un abile praticante era ritenuto in grado di battere avversari pesantemente armati usando solo mani e piedi nudi. Pan Ku, un famoso storico vissuto anch'egli nel primo secolo dopo Cristo, descrisse dettagliatamente nella sua "Storia degli Han" le tecniche marziali allora in voga, nonchè le strategie che venivano utilizzate in combattimento. L'epoca che va dalla repressione della rivolta dei Turbanti Gialli alla fine del periodo dei tre regni è forse la più interessante della storia cinese dal punto di vista delle imprese eroiche. Le arti marziali in generale, le fortificazioni e le macchine belliche, furono notevolmente perfezionate. Le coraggiose gesta dei guerrieri e degli eroi di quel tempo furono immortalate in un famoso romanzo, in numerose novelle e drammi storici. Uno degli eroi più popolari, la vera personificazione del coraggio, della lealtà e della dedizione, era Kuan Yú, il quale durante la dinastia Ming, fu’ addirittura divinizzato e considerato dio della guerra. In suo onore furono eretti in Cina numerosi templi. Kuan Yú, conosciuto anche col nome di Kuan Kung (Kung è un titolo nobiliare), maneggiava in maniera inimitabile l'alabarda che da allora, in suo ricordo, si chiama Kuan Tao. Essa è una delle armi fondamentali dello Shaolin.

Durante gli ultimi anni della dinastia Han e l'inizio del periodo dei tre regni, visse anche il famoso chirurgo taoista Hua To (190 - 265 d.C.). Egli ideò un certo numero di esercizi ispirati ai cinque animali: l'orso, il cervo, la scimmia, la gru e la tigre. Questi esercizi, benchè modificati e perfezionati dai successivi innovatori del Kung Fu, formano ancora la base dell'odierna ginnastica del Kung Fu. Essi potrebbero aver ispirato la divisione dei sistemi di combattimento in forme animali, attribuita al tempio di Shaolin alcuni secoli più tardi. Hua To affermava che la pratica regolare di questi esercizi, una forma di wei dan(wei chia), che definiva "i giochi dei cinque animali", avrebbe "... guarito le malattie, rafforzato le gambe e assicurato la salute". Anche se molte voci autorevoli lo contraddicono, è credenza popolare che Hua To abbia sviluppato, se non scoperto, l'anestesia medica: egli usava l’agopuntura come anestesia nella chirurgia. IL medico e filosofo taoista Ge Hong (284 - 364 d.C.) integrò poi il Kung Fu con esercizi per lo sviluppo del "chi" tecniche respiratorie denominate genericamente "chi kung". Tao Hung-Gin, compilò il suo Yang Shen Yen Mong Lu, in cui registrava molti metodi di chi kung per aumentare la salute. E’ uno stile di Kung Fu costituito da una serie di movimenti abbastanza complessi eseguiti su di un tracciato circolare. Le forme si sviluppano su più cerchi in maniera sempre più articolata. Lao Tze sottolineò il concetto “il tenero vince il duro” e in seguito molti taoisti svilupparono il suo pensiero nel Tai Chi Chuan e nella meditazione. I suoi scritti, sono coerenti in tutto e per tutto con le idee del suo grande predecessore Lao Tze, il cui pensiero viene espresso in maniera più vasta e più chiara. Secondo il Periodo degli Stati combattenti, è compreso tra il 480 e il 221 a.C, mentre il secondo, che e’ quello della dinastia Han, viene catalogato tra’ il 207 – 195 a.C. da Liu Pang.(Fine seconda parte).