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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 03

MARZO 2020


IL Pugilato del Nord contro quello del Sud
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“Per imparare l'arte della boxe cinese nel nord, basta rendere omaggio all’insegnante capo di quella scuola, lui a sua volta rendera’ omaggio al suo studente con una cerimonia particolare, anche con la Bai-Si(cerimonia del te’ cinese), cosi avendo fatto cio’, lo studente si sara’ guadagnato la fiducia del suo Sifu, e potra’ vivere insieme a lui, ed imparare da lui stesso la sua arte per un periodo indefinito di tempo. A loro volta, gli studenti che si mostrano devoti, potranno coinvolgere l’interessamento del loro insegnante, che permettera’ loro di vivere nella sua e dopo un lunghissimo periodo di permanenza in quella casa, potranno senz’altro dichiararsi figli adottivi del loro Sifu. Si dovra’ mettere in conto, per imparare almeno le tecniche fondamentali, che dovra’ trascorrere un periodo di apprendimento che andra’ dai tre a cinque anni, per una formazione continua è abbastanza dettagliata. Il discorso nel sud della cina, è spesso più limitato. Si puo’ chiedere a un insegnante di vivere nella sua casa e nel frattempo riuscire ad imparare cio’ che viene dato, ma in uno spazio qualsiasi, o all’interno di un magazzino, tenendo uno o piu’ allievi con se’, ma in un lasso di tempo che non sia superiore ai 50 giorni. Una volta scaduto questo determinato tempo, tutti gli studenti vanno via ognuno per la propria strada e se qualcuno di essi, dopo un certo periodo di tempo volesse tornare dal proprio insegnante per continuare la loro formazione, sara’ necessario che l’insegnante li inviti ad allenarsi in un posto nuovo, e diverso dal precednte. Gli studenti quindi entrano in quel nuovo spazio riservato dal loro insegnante il primo giorno, andranno via e si disperderanno l'ultimo giorno, ma nel frattempo dovranno allenarsi duramente, giorno e notte con l'obiettivo di riuscire ad applicare l'arte una volta abbondonato l'edificio e il loro insegnante. Dopo aver attraversato due o tre di queste sessioni di magazzino, potrebbe capitare che gli studenti preposti, non saranno ancora in grado di affrontare i diversi contentendenti e sfidanti, perche’ potrebbero non essere ancora pronti ad utilizzare cio’ che hanno appena imparato da quell’arte, ed in questo caso anche il loro insegnante cadrà in discredito. Nel caso del Taiji Boxing, non è davvero possibile calcolare quanti giorni ci vorranno per ottenere risultati. Per altre arti della boxe con principi altamente raffinati e tecniche molto dettagliate, è altrettanto difficile completare tutte le tecniche fondamentali entro un centinaio di giorni. Accade sempre che tra i praticanti dell’arte della boxe, molti di loro siano individui rozzi e di mentalita’ completamente ottusa. Se dopo due o tre sessioni di addestramento in magazzino, non sono ancora in grado di sconfiggere i loro avversari, il problema sara’ da ricercare soprattutto nel livello di abilità dell'insegnante che non è abbastanza alto, oppure si dovra’ supporre che la causa piu’ certa, sara’ che il loro insegnante avra’ trattenuto per se’ le sue tecniche migliori, e non avra’ quindi trasmesso a sufficienza tuto cio’ che altrimenti sarebbe servito ai suoi studenti per applicare una ottima difesa personale. Quando gli insegnanti si aspettano che i loro studenti ottengano risultati secondo un suo preciso programma, l'arte genuina viene messa da parte a favore di alcune tecniche gia’ selezionate, quindi viene distorta nei movimenti superficiali degli artisti itineranti, fino a quando non verra’ creato un set solista che è intriso delle tradizioni superstiziose dei loro antenati. Quando le posture sono semplici e facili da applicare, le persone con una buona attitudine alle tecniche, possono impararla in poco più di una settimana. Dopo solo mezzo mese di istruzione, lasceranno il magazzino con ciò che avranno appreso e sono sorpresi dalla loro capacità di sconfiggere aggressori agguerriti, di conseguenza la fama del loro insegnante aumentera’ e continueranno d esercitarsi per un altro numero discreto di giorni. Coloro che si stancano facilmente di eseguire sempre e solo le solite tecniche, saranno scontenti e chiederanno a loro volta delle tecniche nuove, ma il loro insegnante non approvera’ tale richiesta, ed essi bloccheranno la loro formazione abbandonando il loro insegnante, rinunciando a tutti i sacrifici profusi per arrivare fino allo stadio dove si trovano, ma cercheranno di essere riammessi, se ci sara’ la possibilita’ che gli vengano propinati dei nuovi argomenti degni di essere seguiti ed allenati." E’ giunta fino a noi, la testimonianza di un praticante che ha scritto la seguente testimonianza: “Quando fu aperto l'Istituto di arti marziali di Nanchino, mi trovavo a Hankou(nell'Hubei orientale), dove notai su un giornale che si stavano dividendo il loro spazio, due scuole, quali il Wudang e lo Shaolin, avendo gia’, in ciascuna scuola, l’insegnante specializzato per ciascuono dei due stili. Per il "Wudang", essere isolato in questo modo nella promozione delle nostre arti marziali non è davvero una buona idea, e quindi ho inviato una lettera a un amico che all’epoca si trovava a Nanchino, e che lavorava in quell’Istituto, e ho approfittato per chiedergli ragguagli sulla differenza tecnica e di efficacia fra’ le due arti. Mentre non ho nulla contro la divisione delle abilità, poiché le divisioni creano competizione e la competizione produce progressi, questo non è sempre vero nel caso delle arti marziali tradizionali. Indipendentemente dalle arti marziali di cui si sta’ trattando, sono state modificate ed inventate troppe tecniche, che col passar del tempo, sono passate da sitemi e maestri sempre differenti, mettendo sempre piu’ in difficolta’ i vari studenti che si sono avvicinati per la prima volta a queste arti.

Alcuni stili sono stati tramandati da certe persone, ma così tanto tempo fa’ che non si potra’ mai mai verificare la loro vera origina e autenticita’, e non esiste un arte fra’ le tante, in cui non si sia creata una confusione unica e immane. La categorizzazione dei due rami come Wudang e Shaolin, è stata fatta sulla base dell'ignorare l’inmfiltrazione di altre arti marziali, che nulla avevano a che fare con tali stili. Ma se ciò che e’ stato diffuso in questi ultimi secoli può effettivamente essere classificato come Wudang o Shaolin, come potrebbero questi due rami essere in grado di comprendere tutte le arti marziali cinesi, comprese quelle che sono state trasmesse da artisti itineranti o artisti marziali che hanno insegnato le loro abilità per farsiconoscere durante la loro intera vita?. Al fine di soddisfare l’antica abitudine degli antichi di venerare i loro padri defunti, abbiamo arbitrariamente trascinato fuori antiche figure conosciute da tutti, anche da donne e bambini,

come nella Cina del sud, dove ancora oggi c'è il Qi Family Boxing, che si dice sia tramandato dal "Sage Equal to Heaven" [Qi Tian Dasheng - uno dei nomi di Sun Wukong, il mitico re delle scimmie]. C'è anche un Maitreya Boxing, che si dice sia stato tramandato dal Buddha Maitreya in persona. Queste sono affermazioni molto più ridicole di quelle di Shaolin tramandate da Damo. Quando le persone hanno ricevuto la loro conoscenza attraverso l'istruzione reale e non la stanno usando come mezzo per guadagnarsi da vivere attraverso l'esecuzione o l'insegnamento, il loro grande rispetto per la loro arte non è irragionevole. Ciò che è riprovevole è quando le persone impegnano litigiosamente le loro vite nella loro "tradizione", poiché in questo modo si creera’ inimicizia e invidia, e tutti gli stili e le suole diventano gelosi gli uni degli altri e si odieranno a vicenda. Dopo mille secoli, non sappiamo noi stessi quanti guai sarebbero stati causati da un simile comportamento o o modo di pensare, e quante vite sarebbero state rovinate da tale condotta. Queste persone hanno una conoscenza limitata, ed essendo così, avranno una mentalità ottusa ed egoista, fino al punto di sfruttare il nome dei loro antenati per pubblicizzare se stessi, un comportamento che deve essere per forza condannato. E possiamo solo incolpare tali signori e maestri signori come per avere avuto l'ambizione di promuovere le arti marziali senza prima eliminare l’orgoglio e la presunzione, un vizio molto comune, presente nelle scuole del passato e del presente.