HOME PAGE

                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno III  Numero 03

MARZO 2018


Come venivano usate le armi dei Ninja
________________________________________________________________________

Il "Ninjato", era ed è una spada dalla lama dritta con una lunghezza media da 22 cm a 24 cm approssimativamente, ma ne esiste un tipo corto dalla misura di 20 cm, con la lama da una sola parte ("Mono Uchi"); avvolte, la lama era affilata da ambedue i lati, il che rendeva difficile al Samurai le prese della stessa arma nel combattimento corpo a corpo. La fodera, "Tsuba" è quadrata e più larga di quello che ci si aspetta da una spada di tali dimensioni. Le principali armi del Ninja nel confronto contro uno spadaccino, erano lo "Yari"(lancia) o lo "Sho-sohu" (lancia corta), la "Dai Natagamma" (falce lunga) o il "Hankyu" e le "Ya" (arco e frecce). Questo era davvero troppo per la maggior parte degli spadaccini. L'uso del Naginata è stato sviluppato dal Fuma Ryu e quello dello Shinobi Katana dai Ninja di Sanada. Nel nord del Giappone si produsse un lungo conflitto tra gli eserciti di Takeda e di Hojo, che ebbe luogo sia nei campi di battaglia che al di fuori di essi. In questa regione operavano molte scuole di Ninjutsu(Ryu)e non intervennero solo quelle di Iga o di Koga (Giappone centrale), ma anche quelle di Kanagawa(Fuma), Sanada(Shinano), Omi Ryu (principato di Omi) ed anche quelle più a nord, lungo la costa del cammino di Tokaido. Alcune venivano chiamate "Guardiani di Tokaido"; le applicazioni del loro Ninjutsu o Ninpo erano differenti da quelle delle sorelle del centro o del sud e lo erano anche i loro metodi. Erano Ninja che servivano solo un signore, come Fuma Kotaro(famiglia Hojo)e ultimamente a Yukimura Sanada (Hideoushi/Takeda). Potevano anche essere destinati all'esercito regolare come ufficiali esploratori, o servire come unità specializzate(Fuma Dokuro Tai), gli squadroni del teschio, i Naginata; questi gruppi erano utilizzati con straordinari effetti per tendere imboscate al nemico che fuggiva da una scaramuccia o alla fine del conflitto. Ai loro tempi, erano anche conosciuti come Suppa/Rappa(Fuma Ninja)o Kusa (esploratori Ninja di Takedai Sanada). Per affrontare l'esercito dei Samurai, i "Teisatsura"(esploratori), dovevano essere molto efficaci nel maneggio dell'arma, come lo Shinobi Katana, spada con "Sori"(lama curva)ed una varietà di strumenti segreti che si adattavano meglio all'abbigliamento leggero del Ninja. Ricordiamo che la spada del Bushi Samurai era più lunga del Ninjato, il che voleva dire che per affrontare un Samurai con un Ninjato era necessario avere una maggiore lunghezza delle braccia rispetto al rivale. Se non era così, il Samurai era, con molta probabilità, il vincitore. La prima norma del Ninja era portare a termine la missione che gli era stata assegnata, qualsiasi essa fosse, perciò era progettata dettagliatamente senza lasciare nulla al caso. Niente poteva essere preso alla leggera, il successo era l'unica cosa che contava. Se nel nostro mondo moderno una persona prende la decisione di comprare un'automobile, non è probabile che vada al negozio e torni con una barca a motore: allo stesso modo, se la sua missione era rubare o uccidere qualcuno, non era una buona idea partecipare a scaramucce o a risse durante il cammino, mettendo in pericolo tutta la spedizione. Alcuni gruppi segreti moderni, come il SAS/SEAL, possono anche dover portare a termine missioni speciali per ottenere informazioni; questo è il loro lavoro e anche se hanno la capacità di disfarsi di qualsiasi intrusione inattesa, il loro obiettivo principale rimane quello di portare le informazioni alla base delle operazioni, senza rischiare la missione con inutili risse o tafferugli. Ci si concentrava maggiormente sull'uso di "Ningu"(utensili)che sulla capacità di operare senz'armi, semplicemente perché si era sempre in svantaggio se l'avversario possedeva un'arma mentre l'altro era disarmato. Il Samurai Bushi possedeva SEMPRE un'arma, addirittura dormiva assieme alla sua fedele compagna: era parte del suo spirito. Il Samurai Bushi viveva secondo un rigoroso codice chiamato Bushido (II Cammino del Guerriero). Erano molti i Ninja che non si conformavano ai principi del Bushido. Il Ninja credeva sostanzialmente nella propria capacità ad adattarsi e a sopravvivere, mentre per il Samurai, in certe circostanze, vivere e morire con onore erano l'essenza della vita stessa. C'era una grande differenza di tradizione fra’ tutte le armi usate. Ad esempio, la Katana era l'ANIMA del Samurai; prestare una Katana ad un altro guerriero voleva dire morte istantanea se il capo di tutto il gruppo se ne fosse accorto in tempo, ma anche a distanza di tempo; puntare l'arma in direzione dell'Imperatore o dello Shogun significava la morte o l'esilio. La Katana rappresenta una delle tre icone della cultura giapponese. Per un Samurai, l'uso di un'arma non convenzionale era una cosa impensabile che andava contro tutto quello in cui credeva. Quando gli esplosivi (già utilizzati dai Ninja) e i "Tanagashima"(moschetti), entrarono nello scenario bellico mondiale, i Samurai cominciarono ad utilizzarli al posto delle tecniche di spada e di arco lungo("Tate-Yumi"), ma non prima che fossero accettate dal codice, e nonostante questo, non smisero mai di praticare l'uso delle loro armi tradizionali. A volte, i Ninja lavoravano come mercenari e rappresentavano alcune scuole o eserciti. Per la classe dirigente(Daimyo), erano un male necessario. I Ninja erano temuti ed odiati da tutti, erano esseri poco convenzionali in un mondo convenzionale. Ovviamente, alcuni istruttori non sapevano che s'impiegavano i Ninja, ma altri lo sapevano molto bene. In genere, il fatto di conoscere o meno l'identità del Ninja dipendeva dal Gashira(leader), che permetteva loro di imparare rapidamente la tecnica e l'armamento della battaglia; tutto cio’ aiutava a contrastare la sfiducia ed il risentimento dei loro istruttori, che li consideravano come "Ashiguru"(soldato a piedi)di casta inferiore, senza rendersi conto che erano Ninja, odiati ed addirittura temutissimi da tutti. Per le missioni segrete si utilizzava con frequenza la spada dritta e corta, "Ninjato", assieme allo "Sho-sohu" o lancia corta ed al "Kaito" (coltello di uso generale) avvelenato sulla punta. La spada "Ninjato" si utilizzava per infilzare più che per tagliare, ma alcune avevano la doppia lama per essere utilizzate nei confronti contro Aki Jutsu, anche se, in generale, se il Ninja la utilizzava come arma, era come ultima risorsa. Questa spada può essere descritta come una lama multiuso in versione medievale, che possedeva infatti molte applicazioni; la meno importante era proprio quella di infilzare l'avversario: esistevano armi molto più efficaci per uccidere rispetto a questa. Tuttavia, usata in locali chiusi, come nel corridoio di un castello nell'oscurità, era molto più pratica di una Katana. In uno spazio molto stretto, il Samurai non poteva brandire la sua spada e tagliare con la stessa facilità di un Ninja; d'altronde, i Samurai non erano molto abituati a muoversi nell'oscurità. Il "Ninjato" si portava nell' "Obi''(cintura)in vita, a tracolla sulla schiena, rivolta verso la spalla sinistra, o, quando si stava scalando una parete, sulla schiena incrociata da una spalla all'altra. Probabilmente, la forma più efficace era attraverso la spalla sinistra, in questo modo, con un semplice movimento, la piccola spada poteva inclinarsi sul davanti, ed essere sguainata e lanciata. Il suo utilizzo fu sviluppato dall'Ami Ryu e viene mostrata solo nelle sue forme di Kata.



Per il soldato medievale giapponese, il rituale era qualcosa di somma importanza, a tal punto che lo schienale del "Yorido" aveva un dispositivo per inserire una canna lunga alla quale si fissava uno stendardo oblungo, cosiddetto "Sashimono", con il "Mon" (insegna) del suo signore. Centinaia e migliaia di soldati portavano questi "Sashimono" durante la battaglia. Anche i Samurai a cavallo avevano il loro. Immaginatevi una miriade di formiche che trasportano delle foglie, o l'immagine di centinaia di mulini di carta dai brillanti colori che girano con il vento nelle fiere; questo era un esercito in movimento. Il Sashimono aveva molteplici usi: Fornire ed identificare il "Mon"(insegna)e la linea familiare, o Indicare al comandante del campo o capo militare, dove si trovavano le unità del suo vasto esercito o quali erano quelle che entravano in azione in un determinato momento della battaglia, o Indicare al comandante la "direzione" della battaglia; gli ondeggianti stendardi colorati e la loro velocità di movimento erano eccellenti indicatori per la strategia e per la facile identificazione. Molti praticanti di Arti Marziali sono coscienti della possibile interrelazione che esiste tra le differenti tecniche di arma all'interno delle loro rispettive arti e culture. Oltre ad accoltellare(non tagliare)o infilzare, per il Ninja del Fuma Ryu, quest'arma poteva essere utilizzato nei seguenti modi:
1) La fodera come gancio per aiutarsi nella scalata (uso del "Tsuba/Sageo").
2) La "Saya" (guaina) come tubo per respirare nelle immersioni in pozzi o corsi d'acqua poco profondi.
3) Laccio (per fermare l'emorragia delle ferite).
4) Dispositivo di segnali (fuoco o riflesso della luce del sole).
5) Specchio (per vedere alle spalle nel combattimento corpo a corpo).
6) Ancoraggio per l'"Hankyu" (arco e frecce).
7) Strumento per strangolare (la corda "Sageo" usato per applicare "Shime-waza").
8) Strumento per scavare.
9) Arma da lancio ("Tsuba" e "Hi" utilizzati come Shuriken). La "Tsuba" sembrava un "Namban Shuriken", stella da lancio a quattro punte.
10) Fukiya (cerbottana), la guaina dritta serviva da tubo.
11) Dispositivo per ascoltare (la guaina s'introduceva nelle aperture dei muri dei castelli).
12) Strumento per la sopravvivenza per accendere un fuoco (riflettendo il calore del sole).
13) Rasoio (tagliare il pelo della barba del corpo per travestirsi).
14) "Ningu" di equilibrio.
15) Corda accecante (muovendo il "Sageo" sulla testa con un "Shaken" (stella di metallo) attaccato sulla punta.
16) Per portare del veleno ("Doku"), il fondo della guaina poteva essere tolto e nascondervi all'interno dei veleni, delle pietre, delle erbe, dei messaggi e dei possibili "Tetsubishi" (cardi).
17) Nel Nito Ryu (scuola delle due spade) la guaina si utilizzava con una delle mani come arma, mentre nell'altra s'impugnava la spada.
18) Come strumento di misura (assieme a tecniche predeterminate di gamba): la guaina poteva essere usata come un semplice regolo per misurare.
19) Catapulta (la spada si estraeva assieme alla guaina e quest'ultima veniva lanciata o "proiettata" contro l'avversario, seguita da un "Tsuki" (attaccano a fondo) del "Ninjato").
20) "Sui Teppo" (arma d'acqua). La punta della guaina vuota ("Koijiri") permetteva di sparare un liquido dall'interno al volto dell'avversario. Questo liquido era generalmente avvelenato o aveva proprietà accecanti.
21) Strumento di pesca. Conosco altri sei tipici utilizzi della spada e della guaina e, senza dubbio, ce ne sono molti di più che sono stati persi nel passato o nelle traduzioni delle "Densho" (pergamene). Spero che il lettore abbia potuto apprezzare l'importanza del "Ninjato", un pratico strumento e non semplicemente un'arma. Il Ninjutsu, anche nella sua forma più basilare, è molto lontano da quello che ci ha sempre mostrato il cinema, o moltissimi tipi di cartoni animati giapponesi. È una cultura che si trova all’interno di un’altra cultura, una testimonianza vivente dell'ingegno dell'uomo guerriero e della sua enorme ed estrema capacità di sopravvivenza.