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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 5

MAGGIO 2021


Esisterà mai un'altro Bruce Lee?
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Bruce Lee, artista, attore e filosofo, che è riuscito a diffondere le arti marziali nel mondo, come nessuno aveva fatto prima d'ora. Ancora oggi è ricordato come il numero uno delle arti marziali orientali Cinesi, e per le sue tecniche di combattimento, che ancora oggi, sono seguite da milioni e milioni di maestri di arti marziali in tutto il mondo. Uno dei contributi più interessanti per le arti marziali, è stata rappresentata senz’altro dalla sua padronanza di molte forme, ma allo stesso tempo per il rifiuto delle stesse nello stesso momento. Da giovane, Bruce venne coinvolto in qualche rissa da strada, così i suoi genitori decisero che era tempo per lui di imparare un po 'di auto-difesa. Il padre inizio’ all'allenamento Bruce, cercando in ogni modo di insegnargli il suo stile Tai-chi, ma alla fine Bruce opto’ per lo studio del Wing Chun in un ambiente formale. Purtroppo i combattimenti continuarono di brutto, e cosi Bruce Lee fu’ costretto da suo padre a partire per l’America, per imparare a vivere, responsabilizzarsi e farsi una famiglia sua propria. Inizio’ ad insegnare le arti marziali come lui le concepiva, e fu questo cammino di nascita e concepimento che lo portarono alla convinzione estrema che la lotta da strada non consiste mai nell’essere semplicemente una forma o qualcos’altro che gli somigli. Lo "stile come nessuno stile" è emerso, utilizzando combinazioni di formazione di diversi tipi di arti marziali, fra’ le quali le piu’ importanti e rappresentative per Bruce furono la scherma, il pugilato, il Kung Fu, la Boxe, il sollevamento pesi, la corsa ed infine, non meno importante, lo stretching. Questa forma smisurata e caotica di formazione, in um primo tempo, fu’ quella che Lee credeva sarebbe stata in grado di rendere perfetto in tutto un combattente da strada.. La rigidità delle diverse forme, avrebbe secondo la sua teoria, impeditoa chiunque di adattarsi agli imprevisti nella strada, quindi utilizzo’ un approccio molto più flessibile e semplice nel suo metodo di combattimento. Certamente questo gli diede una forte mano nel mondo del cinema. Fino a quell’epoca, nessun tipo di artista marziale aveva sviluppato un tale approccio cosi unico e originale, ma soprattutto innovativo, adattabile facilmente allo schermo, come lo stesso Bruce Lee riusci a fare. La lotta, in una sequenza di un film di Lee, sembrava molto naturale, semplice, spontanea e sincera, mentre troppi altri modi di interpretare di altri visti nel recente passato, sembrano orchestrati, inumiditi e artificiali. Semplicemente non c'è stato alcun film che nel 2015, ha potuto reggere il confronto con Enter the Dragon o con Fist of Fury, in gran parte perché Bruce ha insistito nel controllare ogni minima scena di combattimento. Forse con la rinascita delle arti marziali in televisione e nel cinema, gli artisti saranno motivati a cercare la purezza del genere Lee nelle loro arti marziali e la sua grande originalita’ ed espressione che lui stesso, anche inconsapevolmente, riusci a portare nel cinema. Attendiamo fino al prossimo futuro, e fino ad allora ci accontenteremo di degni tentativi di far rivivere la filosofia, la scala e il potere della vita di Bruce, nei nuovi film farsa, nei quali i suoi nuovi personaggi, impersonificheranno inevitabilmente lui e il suo nome, ma non saranno mai chiamati leggenda, perche’ la leggenda, si sa’, e’ una soltanto e portera’ per sempre il suo nome.