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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 05

MAGGIO 2019


Gli stili della Cecità cosa Bruce Lee può insegnarci su tale cambiamento portato in un'unica comunità
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"Usa solo ciò che funziona e prendilo da qualsiasi posto tu possa trovarlo." - Bruce Lee.
Nella comunità delle arti marziali ci sono spesso discussioni su quale arte sia "migliore" di altre. IL Wing Chun è una tecnica migliore per l'autodifesa rispetto al Krav Maga? Un pugile del campionato vincerebbe un combattimento contro un maestro di Kung Fu? Questi tipi di domande hanno da sempre affrontato moltissimi argomenti e migliaia di forum sono stati aperti per coinvolgere tutti i tipi di pubblico, a rispondere a queste svariate domande, ma poi alla fine, tali forum e tali argomenti, sono da sempre stati abbandonati per mancanza di vere risposte. Molto dipende tanto dalla capacità del praticante quanto dal contesto in cui si e' trovato o si trova attualmente nel praticare. I pugili si allenano per combattere in un contesto specifico con regole specifiche. Così fanno Mixed Martial Arts-combattenti (MMA), ma con un diverso contesto e un insieme di regole . Le tecniche di ciascuna arte marziale sono ben sintonizzate su una serie specifica di circostanze che sono state affinate nel corso e col passere dei secoli. Tutto questo non significa che tali stii, si applicheranno perfettamente ai tuoi bisogni, e alle tue capacita' fisiche. Nel mondo del cambiamento di comunità abbiamo anche una fantastica tavolozza di approcci su cui attingere nel nostro lavoro: Impatto collettivo, Pensiero progettuale, Insight comportamentale, Social Labs, Microfinanza, Impresa sociale, ecc. Ognuno di tali approcci, contiene svariati argomenti da cui potremmo attingere per il nostro lavoro, ma i problemi si verificanoda sempre quando essi cercheranno di escludersi a vicenda. A volte i professionisti diventano dogmatici, valutando il loro approccio sopra ogni altra cosa senza esaminare piuttosto le loro lacune o mediocrita'. Quando ciò accade, si diventa letteralmente ciechi rispetto al valore che altri approcci potrebbero portare: le lacune che essi aiutano a colmare e le sfide che possono aiutarci a superare. Diventiamo ciechi di stile, incapaci di vedere oltre il nostro stile personale. Piuttosto che seguire una qualsiasi dottrina, l'approccio di Bruce Lee fu' quello di esplorare più stili, cercando in tutti i modi di trarre da ciascuno di essi ciò che sentiva piu' proprio al suo contesto e lasciandosi tutto il resto alle spalle. Questo suo approccio ha celebrato "la coltivazione e l'onesta autoespressione dell'individuo rispetto a qualsiasi tipo di stile organizzato." C'è una lezione importante qui per i changemakers della comunità che sperano di portare avanti la loro pratica. C'è sempre bisogno che gli specialisti avanzino e sfidino ogni approccio. Ma non è pratico né utile per la maggior parte dei changemakers diventare specialisti in un solo approccio. Il cambiamento della comunità è complesso ed e' tutt'oggi in continua evoluzione. Esso richiede un giudizio attento e un adattamento flessibile al nostro contesto in evoluzione. Piuttosto che cercare di diventare un pensatore unico per quella unica progettazione, o un ideatore di sistemi standard, o addirittura uno specialista dell'impresa sociale, cosa accadrebbe invece se potessimo scegliere degli elementi da ciascuno dei tre sistemi qui sopra elencati, per aiutare tutti, non solo noi stessi, a cercare di cambiare metodo nel nostro lavoro, basandoci sulla saggezza e sull'esperienza della nostra comunità, riuscendo poi a dare un giudizio su cosa puo' funzionare meglio? In altre parole, come possiamo andare oltre la cecità di stile, come la chiamava Bruce, per cercare di creare un diverso tipo di metodo, per poi finalmente riuscire a chiamarlo cambiamento?