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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 7

LUGLIO 2021


Cosa è la tanto discussa illuminazione e come si raggiunge
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Quante volte nella nostra vita marziale abbiamo sentito parlare di illuminazione? Ma certo, io si, e ho capito che l’illuminazione è per tutti coloro che pagano la bolletta dell’energia elettrica o che hanno un impianto fotovoltaico, non e’ questo il vero significato forse?… Ma no, abbiamo fatto una battuta scherzosa… Ovviamente pero’, stiamo parlando sicuramente di un altro tipo di illuminazione, altrettanto utile e utilizzabile senza spendere un euro di bolletta. Stiamo parlando dunque della vera illuminazione. Ma cos’è l’illuminazione? L’illuminazione è lo stato che si raggiunge e che ci fa’ capire chi siamo davvero.

Sembrerebbe una cosa semplice da raggiungere, e per certi versi lo è! Non esistono privilegiati o persone più o meno dotate degli altri nel raggiungere questo stato interiore. L’illuminazione è diventare consapevoli di chi si è. Essa rappresenta l’unico tempo per comprendere noi nel nostro presente, essa e’ il qui ed ora. Niente passato, niente futuro. Tutto ciò che hai, tutto ciò che hai sempre avuto, rappresentano il presente. Riflettiamo su questo punto: da quando siamo nati, quanti altri tempi siamo riusciti a vivere se non il nostro presente soltanto? Le dimensioni riguardanti lo spazio e il tempo, sono prodotti della nostra mente e servono per collocarci in un aleatorio quadro dove poter nascere, vivere, poterci muovere e morire. Ma l’unica realtà che trova conferma in questa fase, è quella dove ognuno di noi puo’ vivere ora, esattamente in questo preciso istante.

Nel qui e ora del tempo presente, tutte le cose cambiano rapidamente, ma il tempo presente rimane sempre il tempo presente. Ecco un punto di vista che forse potrebbe aiutarci a comprendere meglio: noi contiamo i minuti e li suddividiamo in sessanta secondi. Ma questo è solo il nostro modo di contare il tempo, nessun altro animale o forma diversa di vita differente alla nostra lo conta così per quanto ne’ sappiamo, nessun altro essere vivente conosciuto, tanto meno immaginario, lo puo’ contare nello stesso modo, nemmeno un individuo proveniente da un altro pianeta. Le mosche e altri insetti percepiscono il tempo in maniera molto più veloce della nostra, tant’è che noi per loro siamo lentissimi e facciamo fatica ad afferrarle. Avete mai fatto caso a questo particolare? Come possiamo osservare, la percezione del tempo muta da soggetto a soggetto. E chi ha detto che il modo giusto sia il nostro? E se i secondi, (se così possiamo chiamarli) dell’universo fossero scanditi in un altro modo? E se un secondo per l’universo fosse pari a 1000 anni del pianeta terra? Cerchiamo di Immaginare il pulsare dell’universo. Ogni suo battito, ogni secondo della sua esistenza, racchiude la nascita e la morte di miliardi e miliardi di persone. Per noi sono passate epoche, per lui un solo secondo. Un solo attimo… un eterno presente! Riuscire a spostarci dal nostro centro temporale e immaginarci immersi in un altro più lento, ci potrebbe essere molto utile per arrivare a comprendere con la nostra mente limitata chi siamo. Ci è utile per tornare a vivere il presente, proprio come quando facciamo qualcosa che ci piace, o quando meditiamo(scopriamo la tecnica per meditare in un attimo). La sensazione del tempo si annulla e ci ritroviamo a vivere e sentire pienamente il nostro presente, che in questo caso rappresenta l’intera nostra vita. La meditazione in se’ stessa, non è altro che la scoperta che la meta dell’esistenza è sempre raggiunta nell’istante presente (Alan Watts). Dato che avevamo cominciato a parlare di illuminazione e siamo finiti a parlare di meditazione, ora sarebbe possibile riprendere l’argomento che abbiamo proposto inizialmente.

CHIUDENDO GLI OCCHI, SIAMO CAPACI DI RIUSCIRE A SCORGERE LA NOSTRA GLORIA INFINITA!
Non abbiamo bisogno di chiedere a nessuno. Abbiamo già tutto quello che ci serve per comprendere chi siamo. Se cerchiamo all’esterno, o se invece cerchiamo risposte nei libri, nei testi sacri, allora in questo modo staremmo chiedendo delle particolari indicazioni. Ma per capire chi siamo davvero, non esistono mappe particolari di strade o altro, per il semplice fatto che noi non siamo una destinazione sconosciuta. Molti di noi esseri umani, non sanno e sconoscono che noi, Siamo sempre stati dove ci stiamo trovando ora, semplicemente abbiamo dato più attenzione a quello che accadeva fuori piuttosto che a quello che avveniva dentro di noi stessi. Ovvero ci siamo fidati di più di quello che ci veniva detto piuttosto che di quello che sentivamo dentro. Eravamo semplicemente distratti e con la mente stavamo vagando altrove non essendo cosi’ più presenti nel nostro presente. Quindi, a questo punto, cos’è l’illuminazione se non un modo d’essere, di sentire, di vivere, di essere presenti a se stessi, di essere vigili, di essere recettivi? Quando si cerca e si ascolta dentro noi stessi, quando riusciamo a farlo sempre piu’ frequentemente, allora possiamo dire con certezza di essere degli illuminati, mentre quando cerchiamo e ascoltiamo fuori, finiremo irreparabilmente per vagare nell’ombra. La realtà esterna può assumere infiniti significati, valenze, e può essere percepita in infiniti modi. Non esiste una realtà (esterna) assoluta, ne’ esistono infinite sfumature. La realtà interna invece è una sola. Lei stessa è Verità. Tu sei verità. Tu sei l’illuminazione, e anche se i nostri pensieri ci rendono diversi, il silenzio rappresenta per tutti noi lo stesso universo – Nesli.

Comprendiamo percio’ che è solo una questione di direzione. Io personalmente, dedico una gran parte dell’anno a leggere e a studiare migliaia di argomenti, non solo quelli che comprendono le arti che pratico ed insegno. Dedico la maggior parte del mio tempo a guardare fuori, a cercare, ad apprendere il piu’ possibile, di comprendere perfino me stesso, come fece anche Bruce Lee, e come lui ho bisogno di capire, di comprendere tutto alla perfezione se quello che voglio divulgare ed insegnare, deve essere perfezione, ed io assieme ad essa. Ma come fa un libro scritto magari da qualcuno che è già morto, a parlare di me che sono ancora vivo? La verità è che nessuno conosce se’ stesso meglio di se’ stesso. Sarebbe impensabile chiedere a chi non è in noi di parlarci di noi, eppure avviene molto spesso senza che noi stessi possiamo presagirlo. Non voglio assolutamente dire che non sia importante apprendere dall’esterno. Sto’ semplicemente dicendo che alla lunga c’è bisogno di convertirsi, ossia c’è bisogno di spostare l’attenzione su di noi stessi, di riuscire ad ascoltarci. Come ci ha cambiato tutto ciò che abbiamo appreso? Chi siamo diventati? Quali consapevolezze abbiamo maturato? Ma soprattutto, come le abbiamo metabolizzate tali consapevolezze? Ci hanno migliorato? Stiamo meglio con noi stessi e con gli altri? O tutti i progressi fatti, i cambiamenti in meglio, la maturazione spirituale raggiunta, ci serve solo per rinfacciare agli altri che siamo di gran lunga migliori di loro, e che noi pratichiamo e conosciamo una determinata arte, mentre gli altri non la praticano e non la conoscono? Siamo davvero cosi’ meschini? Ma allora tutta la nostra maturazione raggiunta, a cosa puo’ essere servita? E anche se quotidianamente dedichiamo del tempo solo a noi stessi, in modo egoistico, magari meditando, magari passeggiando o distraendoci con il nostro hobby preferito, non credo che questo riuscira’ a bastare per un reale e sincero confronto con altri individui, del tutto diversi da noi. Bruce Lee aveva compreso completamente l’intero significato dell’esistenza umana, il tutto non necessariamente inteso come arte marziale, ma come esistenza dell’individuo in se’ stesso, un individuo che non riuscendo a generare il vuoto in se’ stesso, rimaneva pieno della sua ignoranza primordiale, e tutto questo andava ad inficiare all’interno del suo cervello e del suo DNA. Il termine “Vacante”, e’ un termine che deriva dal latino, e vuol significare essere vuoto, essere libero. Ecco lo stesso Bruce da dove ha preso i concetti di vuoto e di liberta’ per il JKD, dal Taoismo di Lao Tzu. Lui non ha inventato proprio nulla, nulla vi era di davvero originale nel suo insegnamento marziale, e se vogliamo anche nel suo JKD. L’unico merito che ha avuto, semmai, e’ stato quello di tirar fuori tantissimo materiale riguardante tale filosofia e spiegarlo e farlo comprendere con le sue frasi e parole, con il suo personale modo di esprimersi. “L’autorealizzazione e’ la cosa piu’ importante, e il mio messaggio alla gente e’ il seguente: che essi riescano a realizzare se’ stessi, non una immagine di se’, che essi riescano a trovare dentro se’ stessi, il modo piu’ onesto per esprimersi. “Bruce Lee”.
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E indovinate un po’ cosa ripeteva Lao Tzu? L’utilità risiede nel vuoto! “Se non fate il vuoto dentro voi stessi, non potrete raggiungere mai il pieno”. Una tazza piena non puoi riempirla del tempo pieno di impegni, e del resto non puoi occuparlo con altro. Una mente piena di preconcetti, indottrinamenti e convinzioni, non potra’ mai ritenersi libera. Annullare tutto e osservare ciò che abbiamo sempre osservato con occhio nuovo, neutro, ci permettera’ di ottenere una nuova visuale della realtà. Di conseguenza riusciremo cosi finalmente, a scorgere tutto quello che fin’ora ci era sfuggito. Infine, Illuminazione significa tornare alla sorgente dalla quale siamo provenuti, per cui Come potremmo mai fare quindi ad arrivare dentro noi stessi chiedendo ad altri e fidandoci di tali individui? Il nostro essere è vita e nessuna scrittura può essere viva come lo siamo noi. Le dottrine sono cose morte, statiche, immobili. Gli stili creano cristallizzazione, e ci rendono schiavi di altri, delle loro critiche, del loro affermarsi migliori di noi, ma in realta’ non lo potranno essere mai. Quando un individuo e’ vivo, cambia, cresce e matura da se’, in base alle proprie esperienze accumulate. Si diventa l’universo in evoluzione. Se si continua sempre e solo a fare e sa studiare sempre le solite cose, insegnando a gli altri che sono le uniche cose da fare, ci appesantiremo e non raggiungeremo mai la meta prefissata di illuminazione. La nostra meta è alla sorgente. La meta non è davanti a noi, è dentro di noi. La meta non è qualcosa da raggiungere, ma qualcosa da riscoprire. La sorgente di tutto quindi è la meta da raggiungere, e la sorgente non è fuori di noi, ma dentro di noi. Noi siamo la meta. Per concludere, nessuno ha le risposte che cerchi, solo tu le hai. Un vero Maestro è colui che può aiutarti a raggiungere te stesso, che può aiutarti a guardare dentro. Questo è tutto. La chiave è lì, il tesoro è lì, ogni cosa si trova lì.