HOME PAGE

                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 7

LUGLIO 2021


L’editoriale
________________________________________________________________________

Benvenuti cari lettori affezionati, nel nostro nuovo numero di questo mese di Luglio, dove sempre per voi, sono stati selezionati degli interessanti e nuovi articoli sulla vita, la missione, i pensieri, ma soprattutto, il lavoro incessante mai interrotto se non a causa della sua morte, del piu’ grande maestro di ogni tempo. La passione rende vita alla volonta’, la volonta’ rende vita alla costante ricerca ed applicazione di tutti i principi innovativi per rendere alla propria arte, un tocco ed un sapore mai visto prima d’ora, e alla quale viene donato un nonsoche’ di unico, trattandosi di un qualcosa che non aveva avuto mai precedenti nel nostro recente passato di praticanti e seguaci di questo immenso Si Jo’. L’arte e la sperimentazione, appartengono con forza ad ognuno di noi, e ciascuno di noi puo’ essere a sua volta in grado di sperimentare personalmente tutto quanto possa servire alla propria crescita, a patto pero’, che lo si faccia in piena liberta’ ed essendo coscienti delle proprie capacita’, sia mentali che fisiche. Tutto quello che oggi noi siamo diventati, lo dobbiamo solo ed esclusivamente all’instancabile opera di un solo uomo, che col suo grandissimo esempio, essendosi trovato solo contro tutti gli stili e i personaggi che ruotavano attorno a quel mondo marziale di allora, e’ riuscito a suo modo, a dar vita a qualcosa di inedito, di grandioso, forse mai visto prima. Tutto ruotava all’interno di un sistema che mai nessuno fino ad allora aveva avuto il coraggio di provare a cambiare, non solo nell’america del buon costume, delle tradizioni mai cambievoli e che da sempre avevano rappresentato il costume di quell’Epoca, ma anche nella Hong Kong di quegli anni di fuoco ruggenti, degli anni settanta, dove la comunita’ cinese presente anche a Los Angeles, creo non pochi problemi a quell’immenso ed instancabile artista marziale, che era diventato da li a poco un grandissimo attore, poeta, filosofo e sceneggiatore. Bruce Lee non si curo’ mai dell’opinione dei vari maestri tradizionali dell’epoca, ne’ della stampa di allora che a tratti, gli fu’ ostile. Bruce Lee, con un fare temerario e a dir poco menefreghista, riusci a far parlare di se’ ugualmente, dimostrando molto spesso, qualora ce ne fosse davvero bisogno di ricordarlo, la sua immensa superiorita’ rispetto tutti quegli stili, quei maestroni e quelle tradizioni che nulla o poco avevano a che fare con le vere arti marziali. La grandezza vera sta’ nel riuscire a scindere la finzione dalla realta’, e portando avanti il proprio progetto, a dimostrazione che per essere immensi, non si deve passare dalla mente degli altri, ma solo dalla propria instancabile originalita’, lasciando cosi’ un impronta destinata a rimanere tale nei secoli a venire. Bruce Lee, col suo instancabile impegno votato alla dimostrazione e alla fattibilita’ di tutte le cose possibili ed anche impossibili, dimostro’ a sue spese e sulla sua pelle, che nulla esisteva di impossibile, ma sarebbe bastato volere, soltanto volere. “Walk On”, fu’ la scritta che adotto’ su dei fogli di carta che lui stesso ritaglio’, scrisse ed affisse in ogni angolo della sua casa durante quel brutto infortunio alla schiena che lo tenne paralizzato per piu’ di sei mesi, e dove sembrava che ogni cosa, cioe’ tutto, per lui fosse finito. Invece grazie al suo carattere indomito ed instancabile, ritorno’ ad essere lo stesso Bruce Lee di sempre, tornando ad apparire al suo pubblico come un vero uomo d’acciaio invincibile, indomabile ed instancabile. Ma quando la grande Aquila dell’immensita’ aveva gia’ spiccato il suo volo altissimo nel cielo della celebrita’ e dell’immortalita’, ecco ripresentarsi davanti a lui un nuovo ed ultimo ostacolo, questa volta indomabile ed insormontabile anche per lui, nonostante le sue capacita’ e la sua forza e il suo coraggio inesauribile, che gli taglio’ per sempre le ali, facendolo cadere giu’, a picco, in una maniera irrimediabile: questa fu’ “La sua Morte”, l’unico avversario che nessun essere umano e’ mai riuscito a sconfiggere. Crediamo che di lui si parlera’ eternamente, perche’ quandanche non lo si volesse piu’ fare, quandanche non si volesse piu’ a lui dedicare due righe per ricordarlo in tutta la sua grandezza e bellezza statuaria, in tutta la sua intelligenza e creativita’, ci sara’ sempre qualcuno di noi esseri umani ed umili praticanti, che saranno costretti a ricordarlo, ma non perche’ qualcuno lo voglia imporre, no, ma perche’ il suo esempio e sacrificio, deve per forza di cose sviluppare all’interno della nostra anima, una grande ammirazione e un forte dovere nel saper apprezzare la grandezza, sotto ogni sua forma e sembianza. Tutti gli uomini sono destinati a morire prima o poi, e’ solo questione di tempo, ma sappiate una cosa, cari lettori, che quando un uomo muore per cause misteriose, o viene ucciso volontariamente per invidia o per qual si voglia sentimento umano, be’ allora questo e’ il massimo che a lui si possa fare, ma non basta ancora pero’, perche’ l’uomo che morendo muore per una giusta causa, in realta’ non e’ mai morto. Vi auguriamo una buona lettura.