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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VI  Numero 7

LUGLIO 2021


Un chiarimento definitivo sui periodi classico e non classico di Bruce Lee
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In questo articolo cercheremo di fare piu’ chiarezza possibile su’ quale possa essere la vera differenza che passa tra’ l’idea di arte in tutto il suo piu’ profondo significato, e quella di possedere un sistema che e’ stato studiato in automatico, vale a dire studiato e progettato per essere applicato per come si trova. Tuttavia l’ultima affermazione, non ha trovato piu’ riscontro pratico e reale nell’arte da strada e filosofia applicata ad essa da parte di SI JO’ Bruce Lee, che da canto suo, e’ riuscito a passare da un sistema classico poi modificato, ad un idea completamente differente rispetto a quelle precedenti nel modo letteralmente opposto di interpretare un arte, sia nei suoi contenuti che nelle sue applicazioni reali. Negli ultimi anni se ne’ era parlato tanto con gli esponenti piu’ importanti del mondo Bruce Lee, con Sifu Inosanto e Sifu Taky Kimura, mondo “tra’ virgolette”, essendo stata tutta la sua vita dedicata interamente allo studio, ricerca e applicazione ad un qualcosa di profondamente personale e che riusci’ ad assumere in modo totale e completo, il carattere forte ed intraprendente del suo grande creatore. Sifu Inosanto , insieme a Sifu Kimura e altri, già nel 2005, 2006, avevano dedotto che dovremmo prima capire la differenza che esiste, ed e’ enorme, tra "arte" e "sistema". Un sistema, secondo anche il nostro punto di vista, è un qualcosa racchiuso all’interno dei suoi propri limiti, come in una cornice, ed è morta, e puo’ riuscire a donare e trasmettere solo vecchi metodi e vecchie tradizioni, poiché e’ stata tramandata in questa maniera ed e’ cosi’ che deve essere concepita, soprattutto questo e’ il modo di intenderla dal mondo marziale cinese. Ogni pittore ha tratto ispirazione da atri quadri dipinti da artisti famosi nel passato, cosi come qualsiasi altro scrittore o giornalista, si esprime, scrive e pensa, ispirandosi ai suoi predecessori. L’arte invece, intesa come un qualcosa di proprio che viene partorita da una esperienza personale diretta, è invece qualcosa che possiede una filosofia mentale d'azione, che non si attacca alle cose solo materiali, che non segue esempi e direttive altrui, che non possiede dei principi specifici da seguire ad ogni costo ed è in continua evoluzione pur mantenendo il suo IO interno identificato come la vera essenza dello “stile non stile”. Per cui, avendo noi potuto avere la possibilita’ di studiare, analizzare e approfondire in modo serio e accurato l'evoluzione di Sijo Bruce,(non tutti gli allievi di Bruce del suo tempo hanno accettato questa innovazione),possiamo dedurre con fiera certezza, che lo stesso Bruce abbia da sempre, voluto con sua fermezza, decisione e volonta’ ferrea, evolvere e migliorare ogni giorno sempre di piu’ la sua idea di arte filosofica, da prima modificandola sempre di piu’, e poi arricchendola a piu’ non posso di tecniche diverse, prese da altri stili, con mosse e idee filosofiche tutte uscite dalla sua geniale mente di artista marziale colto e intelligente(Questo riguarda il suo secondo periodo, Hoakland). Poi invece, nel suo ultimo periodo(Quello in riferimento tra’ Los Angeles e Hong Kong), e’ riuscito a cambiare radicalmente la sua mentalita’, avendo per questo motivo assunto definitivamente un suo nuovo e personale “metodo non metodo” per riuscire a vedere e concepire un nuovo approccio mentale e fisico alla sua arte marziale, schematica se pur diretta e classica, sostituendo il tutto con un modello di arte completamente opposta, cioe’ di tipo semplice, diretto e assolutamente non classico. Molti dei suoi personali istruttori della sua epoca, oggi non ci sono piu’, e ancora oggi quelli che sono in vita, e che ancora insegnano pur essendo gia’ molto anziani, sono tutti concordi nell’affermare che l’arte di Bruce Lee, intesa come arte insegnata e fatta conoscere da lui in modo complessivo, sia suddivisa in tre sistemi di approccio alla pratica, sia di gruppo che individuale. Questo non vuol significare che ciascuno di noi sia obbligato ad imparare tutto cio’ che lui ha previsto nei suoi tre periodi di esperienza e sperimentazione, ma secondo noi, e’ anche chiaro e lampante che solo con una semplice e striminzita esperienza, non si puo’ mai essere colti, ferrati ed esperti come lui stesso avrebbe voluto che si dovesse essere. In sostanza, anche solo praticando JKD, non si conosce in modo completo la sua esperienza tecnica del Jun Fan Kung Fu, il suo Kung Fu modificato del periodo di Hoakland, come non si e’ al massimo conoscendo e applicando solo il sistema Wing Chun del periodo di Seattle. Bruce stesso, nell’ultimo periodo della sua vita, ci ha lasciato moltissimi scritti e diari sulla sua interpretazione persoanle, secondo la quale, il modello di praticante corretto, e’ quello dell’ultra completo, in termini di tecnica ed esperienza marziale intesa a 360 gradi. La sua esperienza acquisita negli anni riguardanti lo studio dei vari stili di Kung Fu, ha avuto un solo significato: quello di possedere una mentalita’ apertissima ai vari stili e filosofie, aprendosi completamente ad altri modelli ed approcci mentali nuovi, fino ad allora per lui totalmente sconosciuti. Bruce ha collezionato esperienze uniche in tutta l’America prima, e ad Hong Kong verso la fine della sua vita piu’ avanti. Dopo essere passato da un suo modo del tutto personale ed unico di interpretare l’arte classica, la sua nuova idea di allenamento, del tutto diversa e innovativa, lo ha portato ad adottare e ad inserire nella sua nuova idea marziale, un sistema di allenamento che dovesse includere la Boxe, la Scherma, il Savate, il Grappling, il Ju’ Jitsu, e tantissime altre tecniche prese da altrettanti modelli, compreso il modello modificato Wing Chun, del quale mantiene e usa fino alla fine, le tecniche piu’ utili ed importanti, quali il Pak Sao, il Tan Sao e tutto il pacchetto delle tecniche tradizionali, ora diventate innovative per il suo Trapping. Ma la domanda che oggi ci sorge spontanea, e’ la seguente:

1) Ha insegnato tutto questo a tutti i suoi allievi? la risposta certamente è no! Infatti non tutti i suoi assistenti istruttori e semplici allievi, oggi nomi di spicco dell’arte del JKD, anche deceduti, conoscevano il suo vero Kung Fu e le sue tecniche importantissime, che al suo interno erano contenute. Hanno preferito imparare ed allenarsi solo sull’ultima fase del lavoro di ricerca di Bruce Lee, avendo tralasciato le tecniche che a nostro avviso sono molto importanti riguardanti il Wing Chun, arte che fu’ per Bruce il suo cavallo di battaglia, per lo meno nei suoi primi due periodi. Altri, nonostante abbiano studiato e allenato qualcosa, tanto per capire cosa Bruce faceva nei periodi precedenti, ma anche perche’ furbescamente hanno voluto dare senz’altro molta piu’ qualita’ alla loro destrezza di quanta ne avessero prima col semplice JKD, hanno fatto finta di nulla, e si sono messi a predicare nei loro stage in giro per il mondo, che bastava solo l’ultima sperimentazione di Bruce Lee, e che non sarebbe valsa la pena imparare altre cose non riguardanti il periodo ultimo del JKD. Naturalmente mentivano sapendo di mentire. Ma come, Bruce Lee si e’ ammazzato tanto a ricercare, accumulare e acquisire il massimo della qualita’ possibile, tanto che e’ morto per aver troppo esagerato con gli allenamenti fisici e tecnici, e questi qui ci vorrebbero far capire che la conoscenza in fondo non e’ la prima cosa, ci basta gia’ quello che conosciamo? Non e’ mai stato nel carattere di Bruce, ne’ nelle sue intenzioni fermarsi ad una sola ed ultima sperimentazione, visto che lui stesso ci ha raccomandato vivamente di non guardare mai e poi mai la sua arte da un punto di vista soltanto, ma da tutti i punti di vista possibili, poiche’ il JKD non e’ schiavo di un solo metodo, ma si serve di tutti i metodi possibili ed esistenti.
2) Bruce era in grado di praticare il Kung fu in qualsiasi momento della sua vita? La risposta è si! Questo ci aiuta anche a classificare meglio la differenza dei suoi sistemi Jun Fan Gung Fu - Tao of Chinese Gung Fu e Jeet Kune Do.
Sebbene sia solo un'arte che si evolve in un sistema personale di Sijo Bruce, possiamo dedurre e affermare con molta tranquillita’ che Bruce stesso, in certi periodi, era più concentrato sull'insegnamento di alcune cose e in altri si e’ dedicato più ai suoi personali metodi di pratica piuttosto che preferirne altri ancora, ma il suo personale approccio alle arti marziali in genere, aveva assunto in modo definitivo, un metodo completo ed efficace di pratica, quale nessun altro cultore marziale del suo tempo aveva posseduto. Inoltre possiamo affermare che tutto cio’ che viene detto oggi sui metodi di Bruce Lee, cioe’ che tutto cio’ che Bruce aveva sperimentato e praticato precedentemente nel suo passato marziale, oggi non vale piu’ nulla, ma vale solo il JKD in se’ stesso, ebbene questa secondo il nostro punto di vista e’ un affermazione completamente errata e che non trova alcun fondamento storico al riguardo, visto che lo stesso Bruce ha dato diversi esempi, sia come filosofia di insegnamento orale che come prova storica scritta tramandataci da lui stesso su diari e appunti, hanno portato oggi alla nostra attenzione, una vera base storica di tutto cio’ che lui stesso avrebbe meglio voluto ed interpretato riguardo al suo approccio personale riguardante il suo, diciamo cosi’, modello di arti marziali, oggi grandemente esaustivo e completo. Se nel 1973 avessimo chiesto a Sijo Bruce di esibire una forma tradizionale di Kung Fu o chi sao, cosa che succedeva spesso sul set dei suoi film, sarebbe stato eccellente come infatti lo e’ sempre stato, in quel periodo come negli anni passati. E se nello stesso periodo, gli avessero chiesto di eseguire una dimostrazione di pugilato per mettere a fuoco il guantone o il calcio o il bloccaggio in se’ stesso, sarebbe stato sempre unico e ottimo anche in questo. Quindi etichettare validi, in base al periodo, i metodi di allenamento di Sijo Bruce, ci sembra troppo riduttivo e mancante di rispetto per un personaggio unico come lo e’ stato lui nel suo campo. Ma se si usa tutta la sua esperienza, in tutti i periodi della sua vita, ebbene tutto questo può solo servire a capire meglio la sua pratica ed evoluzione, ma in realtà è l'evoluzione di un solo uomo. Se oggi nell’anno 2021, avessimo l'opportunità di chiedere a Sijo Bruce di dimostrare la sua esperienza nelle arti tradizionali o nei suoi nuovi sistemi innovativi personali incorporati nel suo Jeet Kune Do, avrebbe sicuramente fatto altrettanto e forse anche meglio nel dimostrare tutto ciò che ha imparato in passato e probabilmente avrebbe mostrato molte altre cose, secondo noi del tutto diverse, oggi. Probabilmente avrebbe cambiato di nuovo il nome della sua arte filosofia, poiché Jeet Kune Do era ed ancor piu’ e’ oggi, in realtà, solo un nome. In definitiva credo che l'arte in se’ stessa non sia morta suo fondatore, ma crediamo che possa vivere per sempre con chi l’ha compresa veramente e la pratica in rispetto a lui, a cio’ che e’ stato e a cio’ che lui avrebbe voluto al giorno d’oggi. Del resto, Anche il professor Tackett, nei suoi libri, parla di puzzle, del quale ognuno di noi possiede un pezzo importante, ma non li possiede tutti per riuscire a renderlo completo. Allora per questo motivo si debbono scambiare le proprie esperienze con altri praticanti, come Bruce ha sempre voluto, per imparare ad apprendere cio’ che non abbiamo, cosi come altri potranno acquisire imparando cio’ che noi abbiamo e che loro non hanno. Il tutto sta’ alla mentalità di ogni praticante, del riuscire da parte sua a dare vita ad un qualcosa di veramente nuovo, anche un piccolo pezzo di innovazione non facente parte dell'arte di Bruce Lee, come lui voleva da sempre. Solo questo onorerà sempre il nostro Sijo Bruce Lee. “Disfati di cio’ che non ti serve, mantieni quello che hai, aggiungi puramente cio’ che e’ tuo.” Bruce Lee.