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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 05

LUGLIO 2020


Terzo periodo: Il Taoismo(quarta parte)
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Pare la popolarità dello stile Shaolin abbia cominciato a declinare nel giro di un secolo e mezzo. Tale processo venne maggiormente accelerato dall’influenza del monaco e maestro Taoista Chang San Feng[1] . Egli era un profondo conoscitore di tutte le antiche forme di saggezza, I Ching, Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo [3]; visse nella bassa dinastia Sung meridionale (1127 – 1279 d.C.), anche se fonti autorevoli lo pongono talvolta sia nella Bassa sia nella Media Dinastia Ming del XV secolo

Chang San FengChang San Feng raggiunse un importante grado nella magistrature del distretto di Chuangsan ed è tradizionalmente riconosciuto come fondatore del moderno T’ai Ch’i Chuan (il più popolare stile delle scuole Interne di Kung Fu oggi esistente) .

Il T'ai Chi Ch'úan, il più famoso degli stili interni, è caratterizzato da tecniche morbide, movimenti fluidi, continui, circolari. L'esercizio fondamentale viene eseguito in totale decontrazione e molto lentamente per imparare a far fluire nel corpo l'energia interna. Il nome di T'ai Chi (Polo Supremo o Princípio Primo) si riferisce all'unione di Yin con Yang, i due principi base dell'universo.

Sempre secondo la leggenda il maestro taoista in cammino verso la provincia di Sse-tch’uan, approdò al tempio di Shaolin [8] e vi rimase per circa 10 anni avendo così modo di imparare gli esrcizi dello Shaolin: scoraggiato però dalla vilenza e dall’aggressività degli stili praticati nel tempio, egli comincò ad abbozzare un metodo di difesa personale che si armonizzasse con la filosofia di vita taoista ed in particolare con la filosofia del Tai Chi. Egli accentuò l’importanza della respirazione del del controllo interiore [7].

“Sotto il cielo non vi è cosa più morbida e cedevole dell’acqua, e nulla è meglio di essa per attaccare ciò che è solido e forte, nulla la eguaglia. Il debole può superare il forte, il morbido può superare il duro”.

Chan San Feng modificò le forme di Shaolin in uno stile più morbido e meno offensivo che denominò Nei – Chia, o Sistema Interno. Egli aggiunse alle forme dello Shaolin la teoria dell’I Ching (libro dei Mutamenti) e le tecniche di respirazione taoiste del Chi Kung.

Nel libro Wutang Ch’uan Shu Mi Chueh, pubblicato nel 1928, l’autore Chin I-Ming afferma che esistono tuttora gran parte degli scritti originali di Chang San Feng e definisce nel suo libro le principali differenze tra i due sistemi Interno ed Esterno.

Quello Esterno Insiste sulla regolazione del respiro, la formazione delle ossa e dei muscoli, l’abilità dello spostarsi avanti e indietro e l’unità del morbido e del duro.

Quello Interno sottopone ossa e muscoli agli esercizi di Chi Kung, la calma piuttosto che l’aggressività con lo scopo di scoraggiare il nemico al momento dell’attacco.

[1] In [1] viene narrato: “Chang San Feng nacque alla mezzanotte del 9 aprile del 1247. Egli nacque con l’aspetto di un saggio, avendo la schiena arcuata della tartaruga e la figura della gru. I suoi grandi occhi ritondi erano considerati simbolo di intelligenza e longevità. Visse per un totale di 200 anni.”
Anche in [2] si riportano antichi scritti in cui si dice che Chang San Feng sia vissuto per più di 200 anni: “era alto, imponente, presentava i segni classici della longevità, cioè i segni della tartaruga e della gru.”