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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 05

LUGLIO 2020


Quel combattimento duro' solo un minuto
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Era una notte di pioggia torrenziale ad hong kong la sera del mese di ottobre del 1959,anno in cui il padre di bruce lee,lo spedi’ di corsa in america per toglierlo dalle strade di quella hong kong,quella bella ma mal ridotta citta’,che nello stesso tempo,aveva donato alle persone indifese e a coloro che subivano da sempre soprusi quel personaggio che li aveva difesi piu’ e piu’ volte e che da li a qualche anno,sarebbe diventato il simbolo della homg kong moderna. Continuava a piovere,e fu’ proprio in quella notte che il padre di bruce,discutendo con quel figlio dal carattere terribile ed irruento,decise di mettergli in tasca tutti i soldi che possedeva e dentro una di quelle valige malandate,mise alcuni degli indumenti di ricambio che il figlio bruce avrebbe poi dovuto indossare giunto nella lontanissima america. Egli non parlo’ piu’ del necessario,capi’ che da adesso in poi non sarebbe piu’ stato tempo di parole,ma si sarebbe dovuto agire come si conviene ad un ragazzo rivoluzionario e pieno di speranza quale era il piccolo drago;giunto in america,fini’prima al’universita’ di Washington a studiare filosofia orientale,e poi capi’ che era giunto il momento di cambiare aria ed anche stato;grazie a suo zio james lee,approdo’ a seattle,una delle piu’ belle citta’ dell’america che si trova a sud del confine con il canada. Appena arrivato,non perde tempo nel farsi notare subito per la sua spacconeria e nello stesso tempo sicurezza dei suoi mezzi. Non passo’ molto tempo che era arrivato in quella citta’,dove si presento’ subito per lui l’occasione di mettere in mostra con il suo kung fu le sue qualita’ e capacita’tecniche nonche’ fisiche;incontro’ sulla sua strada un personaggio che poi divento’ uno dei suoi piu’ fedeli seguaci,un certo TACKY KIMURA,ancora oggi in vita,che all’epoca era un validissimo maestro di karate’; quando veniva nominato il termine karate’,bruce andava sempre su’ tutte le furie e non perdendo un solo attimo di tempo,provoco’ il maestro kimura fino a sfidarlo al combattimento,ripetendogli piu’ volte che il suo era un allenamento inutile e che questa finta arte non avesse nulla a che vedere col suo ottimo kung fu;il maestro kimura,indignato,accetto’ la sfida,asserendo che sarebbe stato bruce a finire malconcio e con la testa spaccata;fu’ cosi’ che bruce promise al maestro kimura che lo avrebbe battuto in un solo minuto. si fece un gran silenzio intorno ai due sfidanti e gli astanti,facevano fatica a capire se cio’ che era uscito dalla bocca di bruce fosse vero o invece qualcuno aveva capito male;niente affatto,bruce era deciso quanto energico nella sua decisione,perche’ si deve sapere che quando si jo’ bruce prometteva qualcosa,difficilmente sarebbe ritornato indietro e cambiato parere. con lo stesso silenzio in cui fu’ dichiarata guerra combattiva,lo stesso silenzio avvolse tutto l’ambiente e gli stessi spettatori quando i secondi di kimura arrivarono all’appuntamento con un cronometro in una mano e lo sguardo di chi avesse gia’ vinto e in modo facile quel combattimento;si serrarono le fila,i due protagonisti della sfida si fecero avanti,seguiti soltanto dai secondi di kimura e dall’unico allžievo di quel tempo che portava il nome di jesse glover….fu mostrato a tutti il cronometro e venne piu’ volte ripetuto a voce altissima che se il ragazzetto arrivato dalla cina non avesse posto fine al combattimento in un solo minuto,la vittoria sarebbe stata esclusivamente del maestro kimura. Fu dato il segnale e un fazzoletto fu’ lasciato cadere sul pavimento della strada dove in quel momento si stava consumando la sfida,per avvertire ognuno che il combattimento sarebbe iniziato immediatamente,e cosi’ fu’; bruce balzo’ con un salto alla sua destra con fare da felino e kimura si mise in guardia con modi di chi stesse aspettando un’aggressione fisica imminente;bruce si avvicino’ sempre piu’ a lui con passi da impostore,come se volesse ingannarlo di qualcosa,chimura si muoveva a destra e a sinistra mantenendo sempre la stessa guardia:fu’ cosi’ che i due rivali si scontrarono in modo improvviso,con kimura che sferro’ verso bruce ripetuti attacchi di calci alti e ben articolati all’altezza del suo viso,ma bruce non si fece beccare nemmeno una volta e contrattacco’ con una serie di pugni a catena alla faccia e allo sterno,e mentre kimura cadeva in terra come un sacco da boxe,in quel preciso istante bruce lo folgoro’ con un calcio al volto come di chi stesse calciando un pallone… l’incontro era terminato,ed il cronometro segno’ appena cinquattotto secondi…era finita ed il millantatore bruce riusci a mantenere la sua promessa;kimura fu’ curato e rianimato e fu’ cosi’ che chiese a bruce di diventare suo allievo per la vita;bruce dapprima tentenno’,non volendo insegnare mai la sua nobile arte ai giapponesi,ma poi lo accetto’,scrivendo da quell’istante una delle pagine piu’ leggendarie e mitiche nello stesso tempo,che mai autore e poeta avrebbe mai potuto descrivere con quella forza e quella naturalezza.