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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 05

LUGLIO 2020


KRISHNAMURTI nella filosofia e la vita di Bruce Lee
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Jiddu Krishnamurti nacque l`11 maggio 1895 a Madanapall, una cittadina nell’India del sud. Insieme a suo fratello Nitya, venne adottato da ragazzo da Annie Besant, allora presidente della Società Teosofica. La Besant e altri proclamarono che Krishnamurti sarebbe stato destinato a diventare un maestro per il mondo, la cui venuta era stata predetta dai teosofi. Per preparare il mondo a questo evento, fu creata un’organizzazione mondiale chiamata Ordine della Stella d’Oriente, e il giovane Krishnamurti ne’ fu messo a capo. Nel 1929, però, Krishnamurti rinunciò al ruolo che si pretendeva da lui, sciolse l’Ordine con tutto il suo enorme seguito, e restituì tutto il denaro e i beni che erano stati donati per quel dato scopo. Da allora, per circa sessant’anni, fino al momento della sua morte avvenuta il 17 febbraio 1986, Krishnamurti viaggiò per tutto il mondo parlando sia di fronte a un vasto pubblico che in incontri individuali, della necessità di un cambiamento radicale nell’umanità. Krishnamurti è universalmente considerato uno dei più grandi pensatori e maestri religiosi di tutti i tempi. Non predicò alcuna filosofia o religione, parlò invece di cose che riguardano la vita quotidiana di tutti noi, dei problemi del vivere nella società moderna, con la sua violenza e corruzione, della ricerca individuale di sicurezza e felicità, e della necessità che l’umanità sia libera dai fardelli interiori di paura, collera, ferite e dolori. Spiegò con grande precisione il sottile funzionamento della mente umana, e sottolineò la necessità di portare nella nostra vita quotidiana una profonda qualità meditativa e spirituale. Krishnamurti non appartenne ad alcuna organizzazione religiosa, setta o nazione, né aderì ad alcuna scuola di pensiero politico o ideologico. Al contrario, sostenne che proprio questi sono i fattori che dividono gli esseri umani e che producono conflitto e guerra, un po’ come succede oggi fra’ scuole di jkd, fatte di pensiero diverso, mentalita’ diversa e diverso modo di praticare e concepire lìerte del nostro maestro Bruce; egli prese moltissimo, direi quasi tutto della filosofia di Krishnamurti e speso ricordava continuamente a chi lo ascoltava che la distinzione fra’ arti e stili e una cosa abbietta e non dovrebbe esistere, che la sua arte era stata fatta apposta per unire i praticanti e non per dividere; che ognuno di noi doveva cercare di prendere il meglio e l’indispensabile da altre diverse arti, cercando possibilmente di trovare le differenze per avvicinarsi e non le uguaglianze; tanto e’ vero che Krishnamurti sosteneva che siamo prima di tutto esseri umani e non indù, musulmani o cristiani; che siamo uguali al resto dell’umanità, non siamo diversi l’uno dall’altro. Raccomandava di camminare con leggerezza su questa terra, senza distruggere noi stessi e l’ambiente. Comunicava sempre in chi lo ascoltava un profondo senso di rispetto per la natura. Il suo insegnamento trascende i credi inventati dall’uomo, i sentimenti nazionalistici e il settarismo. Nello stesso tempo infonde nuovo significato e direzione alla ricerca umana della verità. Il suo insegnamento è rilevante non soltanto per l’era moderna, ma è anche universale e senza tempo.
Krishnamurti non parlava come un guru ma come un amico e i suoi discorsi e dialoghi non si basavano su una conoscenza tradizionale, ma sulla sua comprensione profonda della mente umana e la sua visione del sacro; trasmetteva sempre un senso di freschezza e immediatezza, benché l’essenza del suo messaggio rimanesse inalterata nel tempo. Quando si rivolgeva a un grande pubblico, i presenti sentivano che Krishnamurti stesse parlando a ciascuno di loro personalmente, riferendosi ai loro problemi particolari. Nei colloqui privati era pieno di compassione e ascoltava attentamente le persone che andavano da lui con il loro dolore, e le incoraggiava a guarire se stesse attraverso la loro propria comprensione. Gli studiosi di religioni trovavano che le sue parole gettavano una nuova luce sui concetti tradizionali. Krishnamurti accettò la sfida di scienziati e psicologi moderni, discutendo insieme a loro le sue teorie passo per passo, dando loro il modo,talvolta di riconoscere i limiti di quelle teorie. Krishnamurti ci ha lasciato un grande bagaglio letterario sotto forma di discorsi, scritti, dialoghi con insegnanti e studenti, con scienziati e personalità religiose, conversazioni private, lettere e interviste radio e TV. Molto materiale è stato pubblicato in forma di libri e registrazioni audio e video, oggi sotto forma di youtube e Google; la stessa cosa fece il maestro Bruce Lee seguendone l’esempio e lasciandoci una marea di libri e scritti sul suo modo originalissimo di concepire l’arte, la filosofia, la scienza, la letteratura e tutto quanto puo’ portare un nuovo praticante ad essere liberato dalle tecniche stagne e senza significato, ad essere condotto alla estrema liberta’ tecnica individuale, poiche’ e’ l’individuo che fa’ l’arte marziale e non viceversa. “Bruce lee”.