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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 05

LUGLIO 2020


Il pugno verticale e diretto: cose importanti da sapere
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Il pugno è l’elemento fondamentale del Kung Fu e delle arti marziali in genere. Tutto comincia col pugno. Tuttavia, per quanto semplice possa sembrare tirare un pugno in modo corretto ed efficace, in realtà non è mai così scontata e sono molte le persone che si fanno male nell’esecuzione di questo “semplice gesto”, creandosi dei danni o delle abbrasioni sulle mani. Dovete sapere che nelle corrette arti marziali ,non esiste un solo tipo di pugno, così come non esiste un solo modo per sferrare un pugno. La tecnica varia, ad esempio, a seconda dell’arte che si pratica. Dalla boxe (diretti, montante, gancio), al wing chun, fino alle forme del Kung Fu Tradizionale, fino ad arrivare al Jeet Kune Do, la metodica cambia. Le differenze sono dovute a diversi fattori, fisici, storici e filosofici. La posizione del corpo, la storia dell’arte stessa, la situazione in cui ci si ritrova, ecc. Così un pugile che combatte sul ring, a causa della presenza dei guantoni avrebbe difficoltà ad eseguire dei pugni a catena sulla linea centrale, che sono propri del wing chun Kung Fu, oppure nel Kung Fu Tradizionale difficilmente si trova un gancio eseguito in stile boxistico. Tuttavia, indipendentemente dalla tecnica o modalità e situazione, ci sono due elementi da tenere in considerazione per tirare correttamente un pugno: la prima riguarda il gomito. Qualunque tipo di pugno è governato dal gomito, chaimato fisso, sia che si parli di gancio, o di pugni a catena, o di montanti, etc. Una corretta posizione del gomito, caratterizza la tecnica, ed e’ importantissimo allenarlo come si deve. Non a caso succede spesso che gli allievi alle prime armi si facciano male negli esercizi di pugni a vuoto a causa del gomito tenuto verso l’esterno, o perche’ non hanno fatto ancora l’abitudine nel tirarea vuoto. Questo fatto e’ dovuto in gran misura alla contrazione muscolare che puo’ derivarne. L’idea che stringendo forte i pugni si ottenga una tecnica più potente e veloce, e’ ingannevole e non veritiera. L’eccessiva contrazione muscolare rende i movimenti più lenti e la tecnica risultera’ meno efficace ed istantanea. Per quale motivo? Per il semplice fatto che muscoli protagonisti non devono mai andare in conflitto con muscoli antagonisti. La potenza è data dalla forza moltiplicata per la velocità. A parità di forza, un pugno risultera’ molto piu’ veloce e potente rispetto ad un pugno tirato in modo orizzontale. Un corpo più esile può comunque sferrare un pugno potente aumentando la propria velocità. Eseguire una tecnica di pugno in modo scorretto può risultare decisamente deleterio, con conseguente sicura probabilità di farsi del male. Sia nel campo della competizione sportiva (boxe, sanda’, Kick,MMA), sia nel campo della difesa personale(Arte Marziale), il pugno è l’ago della bilancia e la sua esecuzione va’ allenata nei minimi dettagli, perchè come già detto prima, non è così scontato per chiunque saper tirare un pugno. Basti sapere che molte volte, tantissimi individui spacconi, che si cimentano nel tirare pugni per dare spettacolo, sia al Luna Park che in altri luoghi di ritrovo dove li possa osservare tanta gente, non lo sa’ fare o sconosce come si tira un vero pugno micidiale. Il pugno e’ il frutto della nostra intenzione di far male sul serio, con in piu’ un modello di esecuzione che deve presentare tutte le caratteristiche di un proiettile, utilizzando spalla e gomito nello stesso tempo; esso per essere considerato un pugno potente, deve essere tirato col corpo e l’intero braccio completamente disteso e rilassato e presentare le caratteristiche di gomito e spalla nello stesso tempo. Esso deve assomigliare ad una catapulta e assumere una caratteristica molto frustata ma perforante nello stesso tempo. Considerando che con la rigidita’ e’ la madre della prevedibilita’, non sara’ possibile per nessuno sferrare un pugno decente, che abbia degli effetti devastanti. I praticanti di Wing Chun Kung Fu tradizionale o di JKD, dovranno rispettare tali caratteristiche biomeccaniche e trasmetterle al praticante neofita insegnandogli ed adattarsi al proprio corpo in modo proporzionato e graduale, rimando sempre e comunque molto rilassati, mantenendo la massima tensione nello sferrare il pugno e tornando ad essere completamente rilassati e lasciando il pugno in una condizione di guardia morbida e pronta ad un nuovo attacco. Per capire alla perfezione tali principi, occorre che siano provati e riprovati in un allenamento costante, al fine di riuscire a raggiungere quell’obbiettivo che ci si e’ prefissatidi raggiungere. Tutto questo portera’ il praticante a tirare pugni in serie, in modo corretto, pratico e funzionale, ma soprattutto in modo imprevedibile, che poi e’ quello che interessa imparare di piu’ al neo praticante.