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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 05

LUGLIO 2020


I veri insegnamenti di Bruce Lee(seconda parte)
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Lo scopo dell’arte dovrebbe essere quello di proiettare nel mondo una profonda visione interiore, di fermare nella creazione estetica le più profonde esperienze personali di ogni essere umano praticante, e di renderle intelligibili e note a tutti nell’ ambito di un mondo ideale. L’arte rivela se stessa nella comprensione dell’essenza delle cose, e dà forma al rapporto fra l’uomo e il nulla, fra l’uomo e la natura dell’assoluto. L’arte è espressione della vita e trascende il tempo e lo spazio. Per dare una nuova forma e un nuovo significato alla natura, ci serviamo della nostra anima attraverso la nostra stessa arte. L’espressione di un artista è la sua anima reale resa visibile, e la sua capacità di evidenziarla con grande “freddezza”. Da ogni suo movimento traspare la musica della sua anima. Quando così non è, il suo movimento è vuoto, e si manifestera’ come una parola vuota, priva di significato. Lo stesso Bruce Lee, asserisce all’interno dei suoi scritti: sbarazzati delle idee “non chiare” e agisci attingendo alle tue radici. L’arte non è mai decorazione, abbellimento, ma opera di illuminazione. L’arte, in altri termini, è una tecnica per riconquistare la libertà perduta. L’arte esige la perfetta padronanza della tecnica, raggiunta mediante l’interiorizzazione. “Arte senza arte” è l’interiorizzazione del processo artistico, ed esso significa “arte dell’anima”. Tutti i vari movimenti di tutti gli strumenti che si hanno in possesso, sono un passo sulla via verso il mondo estetico assoluto dell’anima. La creazione in arte è espressione della personalità, che ha le sue radici nel nulla. Ha per effetto solo un approfondimento della dimensione personale dell’anima. L’arte senza arte è l’arte dell’anima in pace, tranquilla, come la luce della luna che si specchia sul fondo del lago. Il fine ultimo dell’artista e’ l’apprendimento dell’arte di vivere attraverso l’attività quotidiana. L’artista si propone di diventare un perfetto maestro di vita. Dovrebbero essere “maestri di vita” i cultori di tutte le branche dell’arte, perché è l’anima che crea ogni cosa. Per diventare maestro, l’allievo deve sbarazzarsi di tutte le nozioni vaghe. L’arte è la via che porta all’assoluto e all’essenza della vita umana. Scopo dell’arte non è la promozione unilaterale dello spirito, dell’anima e dei sensi, ma l’apertura al ritmo vitale del mondo della natura di tutte le facoltà umane: del pensiero, dei sentimenti e della volontà. Così potrà essere udita la voce senza voce, e l’io entrerà in armonia con essa. Quindi abilità artistica non significa perfezione artistica. Essa è un mezzo o il riflesso di una fase dell’evoluzione dell’arte, La cui perfezione non è reperibile nella forma ma deve irradiarsi dall’anima stessa. L’attività artistica non si esaurisce nell’arte in sé. Essa penetra in un mondo più profondo, nel quale confluiscono tutte le forme d’arte(di cose interiormente sperimentate)e nel quale si realizza l’armonia dell’anima e del cosmo nel nulla. Tale armonia diventa realtà. Perciò il processo artistico si identifica con la realtà, e la realtà è verità.
Percorso da compiere per raggiungere la verità:
1)Ricerca della verità
2)Coscienza della verità (e della sua esistenza)
3)Percezione della verità (della sua sostanza e direzione – come la percezione del movimento)
4)Comprensione della verità (un filosofo che si rispetti per capire la verità la pratica il TAO. Non parzialmente, ma nella sua totalità suo elemento fondamentale rivelatore e’ Krishnamurti)
5)Sperimentazione della verità
6)Dominio della verità
7)Oblio della verità
8)Oblio del veicolo della verità
9)Ritorno alla fonte prima nella quale la verità ha le sue origini
10)Riposa nel nulla.
Cosi’, per ragioni di sicurezza, la vita che non ha limiti viene trasformata in qualcosa di morto, in un modello che ha dei limiti. Per capire il Jeet Kune Do, getta alle ortiche tutti gli schemi, tutti gli stili e lo stesso concetto di ciò che è o non è ideale nel Jeet Kune Do. Sai definire una situazione senza darle un nome? Per il mio personale modo di concepire, definire, dare un nome, fa’ paura. Il Jeet Kune Do favorisce l’informalità per poter adottare tutte le forme, e non avendo un suo stile specifico può adottare tutti gli stili. Il Jeet Kune Do si serve di tutti i metodi e non è condizionato da nessuno di essi, si serve di tutte le tecniche (o mezzi) che sono utili al suo scopo. Affronta il Jeet Kune Do con l’idea di dominare la volontà. Non pensare di vincere o perdere, dimentica l’orgoglio e la sofferenza. Se il tuo avversario ti scalfisce la pelle, maciullagli la carne e fratturagli le ossa; se ti spezza le ossa, togligli la vita. Non pensare a salvarti poni la tua vita ai suoi piedi. Pensare all’esito del combattimento è un grosso sbaglio; non pensare a come finirà, se con la vittoria o la sconfitta. Lascia che la natura segua il suo corso e i tuoi strumenti colpiranno al momento giusto. Il Jeet Kune Do ci insegna a non guardare indietro. Una volta stabilita la rotta, non voltarti più. Per esso vita e morte sono la stessa cosa. Per cogliere l’essenza delle arti marziali occorrono intelligenza, lavoro assiduo e perfetta padronanza delle tecniche. Per dominare un’arte marziale non sono sufficienti un allenamento intensivo e l’uso della forza, e’ necessario “capire”. E’ presupposto della comprensione lo studio dello sviluppo del movimento naturale in tutti gli esseri viventi. Ma è utile anche osservare gli altri, i modi e la rapidità con cui agiscono e i loro lati deboli. Anzi, proprio la conoscenza di questi elementi ci consente di battere i nostri avversari. Nelle arti marziali la cosa principale è capire le tecniche. Per capire le tecniche è necessario tener presente che esse consistono di numerosi movimenti condensati. All’inizio essi possono apparire goffi, sgraziati, ma quando cominci ad apprenderli scopri che in realtà goffi non sono, perché una buona tecnica comprende rapidi cambiamenti, grande varietà e grande velocità. Può essere un sistema di alterne vicende paragonabile al concetto di Dio e del diavolo. Nel rapido susseguirsi degli eventi quale dei due avrà la meglio? Quello che si muove con la rapidità del fulmine? Secondo i Cinesi, si. Cogli l’essenza delle arti marziali e assorbila fino a farla diventare una seconda natura. Solo così puoi capirla a fondo e puoi avere uno stile tuo, libero, personale. Raggiungi questo traguardo, saprai che non esistono limiti. Guardati invece dalle tecniche fisiche. Alcune arti marziali sono molto popolari perché sono belle da vedere, caratterizzate da tecniche fluenti, scorrevoli. Ma attenzione! Sono come un vino che è stato annacquato. E il vino annacquato non è vero vino, non è un vino buono, un prodotto genuino. Altre fanno meno figura, però come sai hanno un non so che, un tocco di autenticità, il sapore della genuinità. Sono come le olive. Il loro sapore può essere aspro, dolce-amaro. Ma l’aroma persiste. E impari ad apprezzarle. Mentre nessuno ha mai apprezzato un vino annacquato. Inoltre alcuni individui possiedono sia il fisico adatto, sia il senso della velocità, sia la capacità di resistenza nel tempo, e’ una bella cosa! Ma nelle arti marziali tutto ciò che si apprende è acquisito. L’apprendimento di un’arte marziale è simile all’esperienza del buddismo. Entrambe vengono interiorizzate. Acquisti la certezza di possedere ciò di cui hai veramente bisogno. E quando ce l’ hai, sai che fa parte di te. Fin qui puoi arrivare. Non riesci a capire tutto, ma non ti arrendere. E man mano che progredirai conoscerai la vera natura della Via, nella sua semplicità. Sia che frequenti un tempio, sia che frequenti un kwoon, segui la semplice Via della natura, e vivrai una vita che non hai mai conosciuto.
“BRUCE LEE”, fondatore del Jeet Kune Do.