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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno II  Numero 07

LUGLIO 2017


La valorizzazione di se’ stessi
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Immagina un praticante di sanda, tanto per fare un’esempio, che si cimenti spesso in uno o piu’ combattimenti, incontrando naturalmente, sempre e comunque avversari diversi, magari in competizioni diverse. Per riuscire sempre e comunque ad avere la meglio nei suoi match diversi, dovrà per forza di cose mettere in campo le sue piu’ grandi qualità, cercando di utilizzare tecniche nelle quali si trovera’ meglio, cercando di trascinare il suo contendente sul suo migliore terreno. Ad esempio, se è bravo nelle proiezioni corpo a corpo, proverà a portare gli avversari sul corpo a corpo, cercando di sfruttare tale abilità. Così come se è bravo a tirare calci in ogni direzione, tenterà di sfruttare questa sua bravura tecnica con la distanza e più probabilmente lavorerà in lungo linea e molto meno nel corpo a corpo. In pratica, la sua strategia, sarà quella di attrarre il suo avversario sul suo terreno, dove lui si sente più sicuro e ritiene di aver più probabilità di successo. Allo stesso modo, un praticante di Kung Fu tradizionale abile nell’utilizzo delle armi lunghe, in caso di competizione sceglierà di eseguire la forma dell’arma che piu’ amera’, e con la quale si trva a meravilgia, ad esempio, quella del bastone lungo, il Lok Dim Boan koown. Generalmente, per dare il meglio di se, un praticante sceglie un contesto che possa dargli la possibilità di utilizzare le proprie armi migliori, quelle in cui Egli eccelle, cercando cosi di sfruttare al massimo i propri punti di forza. Come nel Kung Fu, anche nella vita quotidiana mettere in campo le proprie attitudini più efficaci è un’ottima strategia per raggiungere gli obbiettivi che ci si è preposti di raggiungere. Confrontarsi su terreni sconosciuti è una delle leggerezze più comuni e una delle cause di insuccesso più frequenti, oltre a rappresentare l’errore piu’ grande, visto che nessuno si cimenterebbe in una tecnica, o addirittura in un arte sconosciuta e che non potra’ assolutamente improvvisare in una serata. Penso a quante persone, ad esempio, intraprendono attività lavorative o imprenditoriali senza aver valutato attentamente lo scenario che si accingono a vivere, magari attirate dall’idea di guadagni semplici e veloci e soprattutto senza sapere di possedere le capacità che gli erano state richieste. Ognuno di noi ha dei talenti, ma non tutti riescono ad esprimerli, per fattori contingenti, per pura incapacita’ o per scelte personali. È invece importante cercare di essere sempre se’ stessi ,cercando sempre di fare ciò che piace davvero, che e’ molto corrisponde alla nostra natura, ossia in modo naturale e senza costrizioni, cercare di seguire le proprie passioni, sfruttare al massimo le nostre attitudini migliori, che solitamente sono corrispondenti nel praticare ciò che ci piace di piu’. Per cui nella mente di molti di noi, è invece radicata l’idea che ci debba essere prima il dovere e poi il piacere e che il dovere corrisponda a qualcosa che costi sacrificio perchè non ci piace affatto cio’ che stiamo facendo o praticando, ad esempio il nostro lavoro o addirittura il nostro passatempo. Se si fa sempre ciò che piace a noi stessi, che poi corrisponde sempre a cercare di essere semplicemente noi stessi, si riesce meglio nei nostri intenti e si raggiungeranno tutti gli obbiettivi, sentendosi cosi finalmente valorizzati dalle nostre azioni. La valorizzazione di se è un bisogno che ognuno di noi in un modo o nell’atro cerca ha nel suo Io, e cerchera’ a tutti i costi di soddisfarlo, e allora facciamolo, soddisfaciamolo almeno una volta nella vita, ma facciamolo con la convinzione e la certezza che nessuno ci stia costringendo a farlo, e lo faremo rilassandoci, impegnandoci e divertendoci.