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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno II  Numero 07

LUGLIO 2017


Jeet Kune Do. C´é un problema spinoso
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Jeet Kune Do: the way of intercepting fist, Or foot, aggiungerebbe Bruce Lee. A mio avviso, rimane da sempre uno dei migliori metodi di combattimento da strada e difesa personale, non lo affermo perche’ sono un praticante di questa filosofia, un insegnante e uno studioso ed un continuo ricercatore, ma perche’ la realta’ e’ questa e sfido chiunque a provare il contrario. Ora, basarsi sull´intercettare l´attacco del mio avversario piuttosto che bloccarlo con una parata, avvolte è decisamente piú conveniente perché risolve tre tipi di problemi:
1.    la forza: Se il mio avversario è molto piú forte di me, durante la mia parata, il mio braccio cadrá inevitabilmente sotto il suo. Visto che l´intercettazione è invece simultanea al suo colpo, quando andró a segno,esso probabilmente perderá la sua forza;
2.    2. Il tempo(Timing): In alcune arti limitate, una parata ha bisogno di un tempo: Lui colpisce e sferra primo colpo. Io paro, questo e’ secondo colpo. Cio’ vuol dire che per il mio avversario risultera’ più semplice, rispetto a me, appropriarsi del terzo colpo perché potrà prepararlo durante il mio secondo. Insomma: sarò sempre un tempo in ritardo. Intercettando il suo colpo, invece, io entro sul suo mezzo tempo rispetto al suo primo colpo, e creero’ un colpo utilizzando cosi il mezzo tempo. Praticamente lo colpisco un po´ prima di quando lui mi avrebbe colpito, cosi stiamo scoprendo che l’essenziale del Jeet Kune Do è intercettare perche’ alleniamo un principio che si chiama Timing, per cui, per riuscire ad intercettare, dobbiamo essere velocissimi, oserei dire addirittura esplosivi.
3.    3. Le finte. Se sono abbastanza veloce nel fare una finta, anche con un pak sao(mano che schiaffeggia),posso mettere fuori uso il braccio dell’avversario, ma questo lo si puo’ realizzare appieno solo quando, avendo studiato il mio avversario, ho constatato che i suoi pugni non sono velocissimi, per cui posso benissimo inserirmi all’interno della sua guardia con una forte parata, anche con un tan sao e schiacciandolo, riesco a devastargli la guardia e conseguentemente rompergli i denti, colpirlo forte in faccia, o addirittura atterrarlo e schiacciarlo con un DAN kick( calcio che schiaccia).
Cari lettori, voi lo sapete bene: stravedo per Jeet Kune Do, per il Wing Chun, e tutto il mondo che e’ appartenuto a Bruce Lee. Eppure, In moltissime dimostrazioni ed applicazioni dei principi dell’intercettazione, diamo ingenuamente per scontato che il combattimento sia manifesto: noi vediamo un tizio che parte verso di noi più o meno intenzionato a farci del male, lo intercettiamo ma poi il combattimento continua, e si svolgera’ pressappoco nella stessa maniera. Il problema è che questo, succede appunto nel combattimento per scambio tecnico in palestra, io ad esempio, questo tipo di visione del combattimento in qualsiasi gara o dimostrazione e il volersi misurare per forza di reazione, non e’ piu’ presente nel mio modo di vedere il JKD o il Wing Chun Kung Fu. Ma nella difesa personale è diffusissimo il concetto di aggressione, che è totalmente diverso dal concetto comune di combattimento per scambio tecnico, o che abbia il carattere della sportivita’, anche se si utilizzano vari tipi di protezione. Per fare un esempio, nella famosissima enciclopedia Treccani, ancora oggi si legge: che il termine aggressione significa <<Azione violenta di una o più persone nei confronti di altre persone, che può racchiudere gli elementi costitutivi di diverse figure di reato, a seconda del modo e dei mezzi con cui viene esercitata, dell’evento verificatosi o del fine cui è diretta (omicidio, lesioni personali, percosse, violenza privata, rapina, minacce, ecc.). Un’aggressione a mano armata, subire un’aggressione, restare vittima di un’aggressione. È termine del linguaggio corrente, non giuridico, usato anche in senso più ampio, per indicare in genere atti compiuti con spirito di aggressività o di sopraffazione. In diritto internazionale, violenza armata di uno stato contro un altro, fatta con forze preponderanti e senza preavviso; patto di non aggressione, accordo con cui due stati s’impegnano a non attaccarsi reciprocamente. In tali casi, quindi, il combattimento non è affatto manifesto. Immaginate di essere in giro con la vostra ragazza, o amica o moglie, e qualcuno per qualche ragione decide si saltare fuori all’improvviso da un vicolo cercando di sopraffarvi, picchiarvi per rapinarvi. Visto i tempi in cui stiamo vivendo, starete sempre sul chivala’, ma è molto improbabile che siate pronti ad intercettare il vostro aggressore, anche perché avete bisogno di un attimo per capire chi è e l’entità delle sue intenzioni dolose, specialmente se non si possiede un addestramento adeguato, e non e’ si abbastanza cattivi, diremo che per riuscire a fronteggiare un tale evento, bisogna essere per forza piu’ cattivi di chi ci sta’ aggredendo. Se un amico ad esempio sceglie di farci uno scherzo e sbuca all’improvviso da una traversa buia, per qualche istante si fara’ fatica a capire che si tratta di lui, per cui ci risultera’ difficile fermare il nostro colpo di intercettazione verso di lui, che e’ gia’ partito e difficilmente riusciremo ad arrestarlo, visto che nella nostra prima ed istintiva azione mentale, esiste soltanto il codice di colpire e basta. In pratica, che sia amico o no, sara’ molto probabile che i primi colpi che egli tirerà contro di noi, saranno da noi stessi:
1. incassati, ovvero andranno a segno se non avremo un addestramento adatto e corretto.
2. attenuati, ovvero si infrangeranno su una guardia pronta che e’ da sempre abituata istintivamente a stare in protezione e a reagire, qualora comunque, avremo un corretto addestramento.
3. non riusciremo a rispondere immediatamente e in modo preciso se siamo poco allenati e poco pratici e abituati al Jeet Kune Do.
C’è pero’ una possibile obiezione, Bruce Lee ci ha parlato di due tipi di intercettazione: una è quella che potremmo definire tecnica, l’altra è però quella emotiva: il nostro intuire che stiamo per essere colpiti, la spinta aggressiva del malintenzionato, la sua volontà lesiva. Il problema è che Bruce ha sottovalutato comunque il fatto che al giorno d’oggi si va in giro con una disposizione d’animo pacifica. Certo, se uno è un’ossessionato mentale, vedra’ cattivi e aggressori ovunque, magari i nostri stessi familiari in casa nostra, le nostre mogli i nostri fratelli, dovranno stare bene attenti e guardarsi bene dallo scherzare, attaccandoci alle spalle per scherzo, all’improvviso. Anche il Jeet Kune Do puo’ creare problemi a carattere di aggressivita’ assoluta nel momento in cui ci si difende, e questo fattore, chiunque si interessi di arti da difesa personale e combattimento da strada, potra’ capirlo benissimo, perche’ e’ stato studiato appositamente dal suo creatore per annientare completamente e in pochi secondi il proprio aggressore, non avendo quindi nulla a che vedere col carattere sportivo di una gara o di uno scambio amichevole, ma rappresentera’ sempre la nostra migliore filosofia di vita, rimanendo unico ed esclusivo nel suo genere.