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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno II  Numero 06

GIUGNO 2017


LA FILOSOFIA DEL JEET KUNE DO SECONDO BRUCE LEE
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In cosa consiste la filosofia del JKD? Il JKD è il risultato del processo di sviluppo nelle Arti Marziali che Bruce Lee attraversò e raggiunse in tutta la sua intera vita marziale. Bruce Lee dichiarò che la sua idea non era "aggiungere" sempre più tecniche una dietro l'altra per formare un sistema, ma piuttosto considerare una vagliatura delle tecniche e attuarne una estrema semplificazione, allo scopo di elimanare e non creare mai, forme,stili e modelli ben precisi. La metafora di Lee, presa in prestito dal BUDDHISMO CHAN, era di riempire costantemente una tazza con dell'acqua, e poi svuotarla costantemente; essa fu’ usata per descrivere la filosofia di Lee di "mollare gli ormeggi e togliere ciò che è inutile". Usò la mentalità dello scultore che inizia con un pezzo di argilla per toglie via ciò che “non e’ essenziale"; il risultato finale fu quello di considerare solo gli elementi essenziali del combattimento nel JKD. La mano avanzata è la mano "guida" perché comporta una maggiore percentuale di lavoro nell'attacco, e risulta sempre molto piu’ pronta ed efficace. Lee sentiva che le proprietà dinamiche del JKD, avrebbero permesso ai praticanti di adattarsi ai nuovi e continui cambiamenti e alle fluttuazioni di un combattimento vivo. Credeva che queste tecniche, dovessero essere attuate nel contesto di un "combattimento reale", ed ambientale in cui un combattente avrebbe dovuto effettivamente utilizzarle, riuscendo a trovare sempre la soluzione tecnica, degna della situazione che in quel preciso momento si sarebbe presentata.
Quali sono i principi DEL JKD:
i principi che Bruce Lee incorporò nel Jeet Kune Do, furono considerate da lui le “verità universali”, ed erano cosi’ logiche ed evidenti, e che avrebbero portato ad un sicuro successo nel combattimento il praticante che le avrebbe sapute eseguire. La familiarità ottenuta con ciascuna delle "Tre Distanze fondamentali di Combattimento" , in modo particolare, furono pensate ed attuate per dare degli strumenti del tutto particolari e mai visti fino ad allora, ad un qualsiasi praticante per permettergli di diventare un artista marziale "completo". Il JKD insegna che il miglior momento per la difesa, è un efficace attacco, che fu’ da Bruce relizzato col famosissimo principio del "Pugno che intercetta". Se una persona vuole attaccarci dovra’ avvicinarsi al bersaglio, ed entrare cosi’ nel nostro “cerchio senza circonferenza”. Ciò offrira’ l'opportunità, alla persona attaccata di leggere immediatamente le intenzioni dell’avversario o aggressore, e poter cosi’ effettuare un movimento di contro-attacco che lo blocchera’ e lo annientera’ in pochi secondi, utilizzando il metodo di "intercettare". Il principio di intercettazione, può essere applicato contro più soggetti che si muoveranno nello stesso momento contro di noi, per cui, avendo allenato i principi e le tecniche fondamentali per un corretto ed esplosivo movimento fisico, saremo cosi’ in grado di bloccarli e scaraventarli a terra. Gli avversari, possono essere facilmente smascherati nel loro proponimento, leggendo nelle loro espressioni, segnali che possono assumere caratteristiche non verbali (sottili movimenti che un avversario mette in evidenza) per cui potranno essere percepiti e utilizzati per essere "intercettati",e quindi, essere utilizzati a proprio vantaggio.
Nei "Cinque Tipi di Attacco", vengono utilizzate delle Strategie che aiutano i praticanti di JKD ad organizzare e mettere in pratica il loro repertorio nel combattimento. Essi comprendono gli insegnamenti offensivi del JKD, i principi dei "Colpi di Arresto",(uno fra’ tutti e’ lo Stop Kick) e la Parata con Attacco Simultaneo(Pack Sao con aggiunta in contemporanea di calcio, spinta, punch sulla faccia, ecc), presi in prestito dai principi della Scherma e del Wing Chun Kung Fu, di movimenti fluidi singoli nell'attacco, mentre in Difesa, sono compresi gli insegnamenti difensivi del JKD, presi e adottati dal Ju’ Jitsu, Savate’, Boxe ed altre tecniche derivate da una miriade di arti diverse fra’ loro, come caratteristiche e stile di combattimento che lo stesso Bruce Adotto’ e studio’ da vari stili, per rendere la sua idea molto piu’ evoluta ed efficace. Questi principi nel tempo, furono modificati per fare in modo che il combattimento, potesse risultare piu’ immediato ed efficace, e ancora oggi, sono presenti nel repertorio tecnico del JKD, studiato e attuato dallo stesso Lee, per integrare tutti i vari principi per l’intercettazione, l’attacco, la difesa, l’atterramento spietato e l’abilita’ nel cambiare tecniche e marcia di velocita’ esecutiva, in qualsiasi momento del combattimento. “IL JKD si serve di tutti i metodi possibili ed immaginabili, ed ogni metodo puo’ funzionare, ma nello stesso tempo, non e’ schiavo di nessuno di essi”. Bruce Lee.