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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VII  Numero 01

GENNAIO 2022


Capoeira, ma cosa e’ veramente
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Oggi si sta’ parlando pochissimo di questa disciplina, forse per nulla, ma cosa e’ veramente, e perche’ oggi, anche se sono in molti sono a praticarla, se ne parla cosi poco?
La capoeira Ŕ una disciplina nata e sviluppata durante il periodo della schiavit¨ in Brasile. ╚ una danza rituale, e’ come un gioco, e al tempo stesso un'arte marziale caratterizzata dall'uso funambolico dei calci. La sua nascita non Ŕ databile con precisione perchÚ, dopo il 1888, quando nelle colonie portoghesi fu’ abolita la schiavit¨, l'amministrazione coloniale distrusse tutti i documenti relativi al periodo precedente, specialmente quelli che riguardavano le pratiche schiavistiche. Le teorie sul significato del suo nome di appartenenza sono varie: capoeira in portoghese vuole dire "pollaio", mentre nell'idioma amerindio delle popolazioni Tupi Guarani, indica invece un bosco di basso ramaggio. Altri autori sostengono invece che il termine derivi dalla parola kipura, che nel dialetto africano kikongo significa "svolazzare", ma anche "combattere", tutto questo pero’ se e’ riferito ai galli da combattimento. Una delle teorie pi¨ accreditate sulle sue origini, la collega a un rito iniziatico africano riguardante i piu’ adolescenti che si accingevano ad entrare nella societÓ e quindi diventare adulti. Al fine di dare pubblica prova, di forza fisica ed astuzia che ne attestassero l'entrata nella virilitÓ, i ragazzi piu’ giovani si esibivano davanti alla comunitÓ scalciando e compiendo movimenti acrobatici zoomorfi, alla maniera di una zebra, da qui il nome che gli e’ stato affibbiato, 'danza della zebra', ma sempre attribuito al rito. In Brasile, dove le navi degli schiavisti provenienti dall'Angola approdavano direttamente sulla costa del Nord-Est, nel porto di Salvador de Bahia, le comunitÓ africane crearono questo gioco a due(dove entrambi i contendenti erano chiamati a dimostrare la propria abilitÓ fisica e tattica), fondendo cosi gli antichi riti guerrieri, i canti e le danze tribali con lo spirito di ribellione che nasceva dalla situazione coercitiva. Tale forma di autodifesa e di lotta si arricchý di tecniche pi¨ elaborate, quando verso la fine del 1600, gruppi di schiavi fuggiti dalle piantagioni, si rifugiarono sulle montagne dando vita a villaggi autonomi multietnici, detti Quilombos. La capoeira fu associata alla rivolta degli schiavi e dunque valutata pericolosa per l'ordine pubblico, per questo motivo la sua pratica fu vietata fino al 1888. Intorno al 1930, fu’ poi legalizzata e si fece conoscere come patrimonio folcloristico brasiliano. A tale riguardo va soprattutto ricordato il notevole apporto di due grandi maestri: Bimb (Manuel dos Reis Machado) e Pastinha(Vicente Joaquim Ferreira Pastinha). Ancora oggi la capoeira che viene insegnata, deriva dalla loro sistematizzazione. Essa rappresenta un gioco che nasce dalla lotta mimetizzata sotto forma di danza per ragioni di sopravvivenza che imponevano segretezza, un gioco fatto di astuzia e abilitÓ, dove l'agilitÓ non Ŕ tutto. Nata dalla ribellione verso una condizione di sfruttamento e sottomissione, si Ŕ sviluppata in una societÓ estremamente violenta. Proprio per questo Ŕ intrisa di valori lontanissimi da logiche di intrattenimento. Nella cultura della capoeira Ŕ presente una forte spinta alla competizione, e al tempo stesso conferisce il giusto riconoscimento verso chi si Ŕ battuto con coraggio e lealtÓ. Il suo valore centrale Ŕ l'amore, che nasce dalla sofferenza e dal rapporto con gli altri. La capoeira pu˛ essere praticata ovunque, su qualsiasi superficie, pi¨ o meno liscia o dura, all'interno di una struttura sportiva polivalente, oppure in vere e proprie 'accademie'. L'abbigliamento Ŕ bianco (il colore tradizionale), ma Ŕ possibile incontrare scuole che adottano altri colori. In ogni caso Ŕ costituito da una maglietta, un paio di pantaloni e da delle scarpe comode e leggere. L'attivitÓ si svolge al ritmo di musica con un rituale preciso, all'interno di una roda (ruota o cerchio)formata da un insieme di persone sedute in circolo per delimitare lo spazio di azione dei lottatori. Nel perimetro della roda, trova posto una batteria musicale composta da tre birimbao centrali (viola, medio, gunga) che determinano il ritmo; all'estrema destra del trio vi sono vari tipi di strumenti a percussione: pandeiro, agog˛, reco-reco. All'estrema sinistra altri pandeiro e congas (originariamente atabaque). In questa batteria il birimbao viene considerato uno strumento sacro: solitamente Ŕ il suonatore del birimbao centrale a intonare il canto(ladainha) che dÓ inizio alla lotta. Lo stesso strumento sarÓ quello che determinerÓ il ritmo della lotta, il tipo di canzone da cantare (saudašŃo, corrido, chula) e la fine della roda. L'abilitÓ del suonatore di birimbao Ŕ quella di dare energia alla batteria musicale e ai due lottatori. I capoeiristi esperti intonano spesso canzoni che hanno a che fare con quanto sta avvenendo fra i lottatori. Tutti comunque sono chiamati a partecipare sia con percussioni, sia con la sola voce, per dare energia (axŔ) alla roda stessa. Intanto i giocatori, a due a due, si affrontano all'interno del cerchio. Non esistono delle regole in particolare, ma c'Ŕ una disciplina che insegna a difendersi e contrattaccare attraverso sequenze, colpi, spostamenti, scherzi e naturalmente acrobazie. Non sono previsti movimenti obbligati: bisogna creare gioco con il proprio avversario combinando intelligenza e creativitÓ. Tuttavia, a differenza di molte altre arti marziali, non esistono parate ma solo accompagnamenti del movimento che colpisce. Il gioco pu˛ essere interrotto da uno dei due giocatori attraverso una chamada de angola: questa permette di prendere fiato, guadagnare tempo, cambiare gioco ed infine riequilibrare l'energia. La strategia per affrontare un avversario viene elaborata considerandone le proprie caratteristiche fisiche, le sue presumibili doti di potenza e lo spazio del gioco. Per questo ogni avversario corrisponde a un gioco diverso. Il suo passo base Ŕ la ginga da cui partono i colpi di difesa, di attacco e di contrattacco. Si tratta di un movimento continuo che coinvolge tutto il corpo: dallo sguardo, alle mani che difendono, ai piedi che scivolano mantenendo una base sempre solida ancorata alla terra. Tuttavia l'arte si pratica essenzialmente con calci. Gli arti superiori sono usati per eseguire ruote e verticali. Si possono praticare finte, schivate e scherzi per distrarre l'avversario. Ogni lezione Ŕ sempre diversa. La roda Ŕ il momento in cui si mette in pratica l'apprendimento. Le manifestazioni tipiche di capoeira solitamente vengono organizzate dai maestri in occasione della presentazione dei loro allievi. Questi eventi Chiamati batezados, sono occasioni di incontro fra le varie scuole esistenti. L'unico paese in cui la capoeira viene praticata a livello agonistico Ŕ il Brasile dove dal 1974 Ŕ stato riconosciuto il secondo sport nazionale, dopo il calcio. Le organizzazioni ufficiali di riferimento sono l'ABRAC (AssociašŃo brasileira de capoeira) e la FCDRJ (FederašŃo desportiva de capoeira de Rio de Janeiro). Non e’ mai esistita una Federazione internazionale, anche se questa disciplina Ŕ praticata in quasi tutto il mondo da alcuni milioni di persone. In Italia e’ operante l'Associazione italiana di capoeira che (dal 2003 Associazione italiana capoeira Angola), e’ stata fondata nel 1991 da Luiz Martins de Oliveira.