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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno VII  Numero 01

GENNAIO 2022


L’avvento del moderno manichino di “Wing Chun”
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Descrizione del piu’ moderno e innovativo manichino, Seconda ed ultima parte:
Negli anni ’50, un certo numero di artisti marziali cinesi, fuggirono dalla morsa di potere dei comunisti sulla terraferma e si stabilirono ad Hong Kong. YIp Man, un importante istruttore di Wing Chun vissuto proprio a quel tempo, fu’ uno di questi. Nel 1952 desiderò reintrodurre l’insegnamento della forma all’uomo di legno nella sua scuola. Purtroppo viveva in un condominio a più piani, per cui gli era impossibile installare un Dai Jong, il tipico manichino piantato in terra. Dopo aver riflettuto sulla questione, chiese ad un suo caro amico, Fung Shek, un falegname di talento, di creare e ideare per lui, una struttura particolare per il suo manichino di legno, tale da consentirgli di utilizzare, nel modo piu’ pratico possibile, un sistema che gli potesse consentire il facile montaggio su di una parete. Fung ideò un sistema in cui quel manichino in particolare, potesse essere tenuto, in posizione verticale sospesa, da sottili doghe di legno che fungevano da molle naturali, e che a loro volta, fossero in grado di dare al manichino vitalità e movimento quando era colpito, ottenendo cosi’ un risultato che risulto’ di gran lunga superiore rispetto ai tradizionali manichini “piantati in terra”. Purtroppo pero’ Fung, non fu in grado di fornire alla scuola Wing Chun di Yip Man, molti manichini. Dopo aver realizzato meno di una dozzina di questi, suo figlio morì in un tragico incidente stradale. La maggior parte dei cittadini rispettabili di Hong Kong, negli anni Cinquanta, aveva una visione piuttosto negativa delle arti marziali, e le consideravano associate alla delinquenza criminale giovanile. Evidentemente Fung, si sentì in conflitto rispetto alla sua collaborazione con YIp Man e concluse che la morte del figlio doveva essere una punizione divina per aver creato dispositivi che avrebbero addestrato giovani uomini inaffidabili, a ferirsi gli uni con gli altri e a danneggiare tutti gli altri membri di quella comunità. Sebbene Fung mantenne il suo voto e non costrui mai più altri manichini, il suo progetto di base fu’ adottato da molti altri maestri e istruttori dell’epoca, mentre oggi viene prodotto su larga scala. Citiamo questa storia, non solo perche’ ci sembra molto interessante da far conoscere, ma anche perché illustra bene il carattere ambiguo che le arti marziali possiedono nella moderna società cinese. Nonostante tutto il lavoro fatto da riformatori delle arti cinesi quali Jingwu e Guoshu, le stesse arti marziali cinesi, ancora oggi, suscitano agli studenti occidentali un nonsoche’ di fascino e passione sfrenata, nel capirne i suoi segreti, nell’assimilarla appieno, nonostante abbiano in moltissimi presentato grandi limiti e difficolta’ nel comprenderla appieno. Tantissime volte abbiamo ammirato Yip Man, in foto o in video, da piu’ giovane e da piu’ anziano, al lavoro sul suo manichino di legno. Da notare le lamelle sottili a cui è appeso il manichino. Questo sistema di montaggio, ripetiamo, fu’ perfezionato da Fung. Qui la foto:


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Il nuovo sistema di montaggio di Fung, ebbe successo in quanto risulto’ ideale per gli ambienti urbani, quali case in comune e appartamenti. Era portatile e poteva essere facilmente installato anche nei condomini. Gli studenti risposero con entusiasmo al nuovo strumento di addestramento e alla possibilità di lavorare con i manichini in ambiente urbano. Come risultato, il manichino standard del Wing Chun, modellato su quello commissionato da YIp Man e prodotto da Fung, è ormai da moltissimi anni diventato il più comune attrezzo in legno osservabile in tutta la Cina meridionale, ma anche in tantissime scuole Italiane, fra’ le quali anche la nostra. Questo è il tipo di manichino da colpi che la maggior parte degli artisti marziali del nostro stile, ha da sempre immaginato di possedere, a meno che non se ne indichi specificamente una variante diversa. Inoltre, a causa della crescente passione per l’apprendimento del Wing Chun Kung Fu(grazie anche alla presenza mediatica di Bruce Lee e del suo insegnante YIp Man), ha portato moltissimi studenti di ogni stile e scuola ad iniziare a sperimentare diversi tipi di esercizi e tecniche che oggi chiamiamo “Free Stile”, all’uomo di legno. Il Free Stile, non e’ altro che un tipo di allenamento non contemplato nelle sezioni del manichino tradizionale, ma comprende tecniche prese qua’ e la’ dal sistema Wing Chun, da praticanti non addentrati nello stile, non avendolo mai studiato, ed adattando un po’ di tutto a casaccio e avvolte con colpi, fra’ calci e pugni, che non esistono nel sistema Wing Chun Kung Fu. Penso che possiamo tranquillamente dire che oggi ci sono molti più manichini di legno in uso nelle varie arti marziali cinesi rispetto al XIX secolo, oltre ad essere stati modificati e standardizzati nella loro dimensione, forma e funzione come mai era stato visto prima d’ora. In un’epoca sempre più dominata da equipaggiamenti e addestramenti moderni e scientifici, è interessante osservare la riscoperta, e persino la diffusione dei manichini di legno in nuove aree delle arti marziali tradizionali cinesi. Senza dubbio questo riflette la crescente influenza dell’esposizione mediatica sui vari artisti marziali moderni in Cina, ma anche in tutto l’occidente. Ma si parla anche della necessità di riconnettersi al passato, anche se si tratta di un passato immaginario appartenente al tempio meridionale di Shaolin e della sua stanza di manichini diabolici. Pensiamo che per molti praticanti cinesi ci sia uno strano aspetto, quasi auto-orientalizzante, in questa che e’ diventata una corsa alla riscoperta del manichino a tutti gli effetti. Naturalmente va da sé che per gli studenti principianti in Occidente, il manichino di legno è sempre stato, ed e’ ancora oggi, il pezzo di attrezzatura più esotico e intrigante delle sale di formazione di appartenenza. Addirittura in moltissime sale Italiane, e’ del tutto inesistente, perche’ i capi o i responsabili, facendo il lavaggio del cervello ai loro membri, gli inculcano fin da subito l’idea che il manichino di legno sia un attrezzo solo per maestri. Naturalmente tale affermazione e convinzione, e’ del tutto falsa. In altri articoli, ci sembra di aver gia’ dato il nostro parere in merito. Secondo noi, e non soltanto noi, il manichino di legno(il Moak chon Jong), e’ uno strumento del tutto necessario per la corretta crescita tecnica del praticante, e deve essere considerato come un attrezzo utile per l’allenamento come puo’ esserlo un focus Glove, un sacco per pugili o una spada di Jaido per coloro che ne fanno uso nel loro stile, etc. Molti capi scuola del Wing Chun, soprattutto non della corrente Yip Man, soprattutto in Italia, tengono completamente allo scuro i loro praticanti sull’uso genuino ed importante che puo’ ricoprire il manichino di legno, perche’ con esso altrimenti crescerebbero troppo, e poi ci sarebbe il rischio che i loro allievi li abbandonerebbero molto presto, e diventerebbero piu’ bravi ed esperti di loro stessi insegnanti. Queste tendenze, in verita’, ci mettono un po’ a disagio. Preferiremmo che i praticanti ricordassero il passato così com’era, invece di come spererebbero che fosse oggi. Eppure, come studente di arti marziali quale anch’io sono stato, posso affermare con forza, soprattutto oggi, che un buon manichino, è un’attrezzatura molto utile e che puo’ avere tantissimo da offrire a chiunque. Forse la sua adozione, nel modo più ampio del termine, finirà per migliorare la qualità della pratica in una varietà di piu’ stili, ma prima di tutto deve essere saputo praticare e poi a sua volta, essere saputo insegnare.