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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 01

GENNAIO 2020


PERCHÉ GLI SCRITTI DI BRUCE LEE E LA SUA ARTE VANNO PRESERVATI
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Questo articolo è stato adattato per illustrarvi la presentazione del tanto acclamato libro di Tommy Gong, Bruce Lee: The Evolution of a Martial Artist . Il termine Jun Fan jeet kune do è stato adottato per la prima volta nel gennaio 1996, durante un incontro al vertice di riferimento a Seattle con Linda Lee Cadwell e Shannon Lee, insieme a molti studenti della prima generazione di Bruce. Questo incontro è stato il precursore della formazione della JFJKD Nucleus / Bruce Lee Educational Foundation. In realtà, è stato il suggerimento di Shannon Lee di unire i due termini (Jun Fan Gung Fu e Jeet Kune Do) per descrivere il viaggio completo di suo padre nelle arti marziali, e tutti coloro che erano presenti, all'unanimità concordarono. Jun Fan Jeet Kune do funge da case study definitivo per Jun Fan gung fu e jeet kune Do perché si sforza di fornire un quadro chiaro e accurato dell'eredità di Bruce Lee alle arti marziali, sia fisicamente, scientificamente che filosoficamente. In quella precisa riunione, Linda Lee Cadwell parafrasò una dichiarazione rilasciata da Pete Jacobs (uno studente di Bruce Lee a Los Angeles) durante il Seminario inaugurale JFJKD tenutosi nel 1997 a San Francisco: "Non possiamo prevedere in modo preciso Bruce cosa avrebbe potuto ancora fare o cambiare, ma la maggior parte di noi, crede che probabilmente Bruce, avrebbe continuato ad andare avanti evolvendosi sempre piu’, e allargando sempre di piu’ la sua gia’ larga idea sul concetto di estreme liberta’ nelle arti marziali. "In questo modo, il JFJKD servira’ sia da riferimento storico per ciò che Bruce Lee ha praticato, e per gli appunti che in seguito ha lasciato, sia su’ cio’ in cui si e’ addestrato durante la sua vita, e anche l'enorme ispirazione avuta, che fa’ da catalizzatore che incoraggia tutti i suoi seguaci veri, a non seguire ciecamente istruttori, sifu(insegnante)o stili in genere, ma li si invita a ricercare e a scoprire la verità da soli, come ha saputo fare il nostro maestro Bruce Lee. Sebbene il messaggio negli scritti di Bruce Lee sia chiaro e prescriva di non avere limiti quando si sarebbe dovuto migliorare le proprie arti marziali, diventa sempre più importante e logico documentare ciò che si e’ insegnato e praticato, così che le generazioni future potranno avere la possibilità di sperimentare ciò che gli stessi studenti diretti di Bruce Lee, hanno potuto avere modo di vedere e curare quando si trovavano con lui. Di conseguenza, l'arte del Jeet Kune Do di Jun Fan, mette in mostra il terreno comune che gli studenti di prima generazione condividono rimanendo i puri testimoni, in modo da preservare il riferimento storico e il contesto della sua evoluzione pratica nelle arti marziali durante la sua vita. Esaminando le note e le lettere personali di Lee e ascoltando i ricordi dei suoi studenti, si possono scoprire tantissimi altri segreti e informazioni, mai messi in luce sul Jeet Kune Do. In questo modo, il lavoro di Lee, verra’ conosciuto partendo dai suoi principi di base. Un punto di vista molto interessante infatti è, che sappiamo per certo che esistono grosse differenze tra le arti marziali di Bruce quando si trovava a Seattle, mentre a Oakland e a Los Angeles, Egli arriva tramite la sua enorme esperienza dell’evoluzione, a praticare e curare delle diverse esperienze marziali, che lui arriva a soprannominare “Arti di tipo scientifico”. Cosicche’ ebbe inizio una marcata delineazione nel suo sviluppo evolutivo di quelle arti, tanto da arrivare al suo traguardo supremo, che lui stesso chiamo’ Jeet Kune Do. Bruce Lee ha sviluppato il suo JKD durante il periodo di permanenza in America. Tutto cio’ non fu’ affatto un processo regolare e graduale, ma per lui si rivelo’ un cambiamento avvenuto per pura necessità. Il suo processo fu’ simile alla moderna teoria dell'evoluzione secondo la quale in milioni di anni, tutte le specie avevano mantenuto un'esistenza relativamente stabile, adesso avrebbero dovuto cambiare e sovvertire il loro naturale modo modo di essere. Infatti come tutti sappiamo, ogni cambiamento che si verifichera’ all’interno della mente e del fisico di ognuno di noi, si rivelera’ rapido e brusco, non liscio e graduale. L'equilibrio punteggiato sembra descrivere perfettamente i metodi di Bruce Lee perché era noto per essere stato ispirato da qualcosa di veramente nuovo e mai visto fin dall’inizio della sua percorrenza nella strada delle arti marziali. In seguito fu’ addirittura criticato e boicottato per le sue idee e i suoi metodi. Man mano che si illuminava studiando vari argomenti come la kinesiologia (la scienza del movimento), arrivò a comprendere appieno come utilizzare certi principi fondamentali durante il combattimento e quindi modificò il suo metodo e lo rese molto piu’ semplice e funzionale di conseguenza. Inoltre, quando avvenne che lo sfidarono ad Oakland e dovette accettare per dimostrare chi fosse davvero, ebbene pur vincendo battendo di gran lunga il suo ben che valido avversario, Bruce si rese conto che mancasse ancora qualcosa di importante nella sua gia’ ottima preparazione, e tutto cio’ provocò un brusco cambiamento nel suo approccio alle arti marziali. Bruce, dopo il combattimento, si rese conto e concluse che quell'incontro fosse durato troppo a lungo a causa della sua stretta concomitanza col suo precedente modo di vedere l’arte e l’allenamento, per cui concluse che la sua precedente preparazione non fosse piu’ sufficiente per il suo modo di vedere l’arte, cosi’ immediatamente si mise al lavoro per ricercare e mettere a punto dei nuovi metodi, molto piu’ efficenti per tenere in modo molto piu’ ottimale un combattimento. Per esempio, arrivò a comprendere appieno come fare ad usare in modo perfetto il fiato e l’energia, sapendola ben distribuire per tutto il periodo della contesa, cosi’ modificò e adotto’ tali metodi di conseguenza. Cio’ che lo aiuto’ tantisimo e lo ispiro’ in modo definitivo, ad esempio, fu’ la boxe occidentale e la scherma, che furono adottate nei primi anni di esperienza ad Oakland. Molto piu’ in seguito a questa sua nuova esperienza, tecniche simili furono insegnate in tutte e tre le sue scuole, mentre alcune altre tecniche diverse, che lo stesso Bruce trovo’ utili durante la sua continua evoluzione, si sono riflesse nella sua pratica privata e nella sua definitiva formazione. Anche se secondo noi potrebbe essere molto utile fare una cronaca dello sviluppo di Lee passando dai suoi tre periodi, cioe’ Seattle, Oakland e Los Angeles, esiste molta sovrapposizione tra le "epoche", nel senso che lui continuo’ ad avere contatti e a divulgare le sue continue novita’, agli studenti di tutti e tre le scuole e i periodi. In effetti, ogni epoca poteva essere ritenuta uguale ad un'altra, se si tiene conto dei moltissimi studenti che aveva. Tuttavia, le tre epoche forniscono al lettore punti di riferimento per collocare date, eventi e sviluppo del personaggio Bruce Lee in un unico contesto, in modo che ogni scuola, sia precedente che conseguente, potesse offrire al nuovo studente, uno stesso uguale percorso evolutivo. Bisogna rendersi conto che Lee studio’fisica, biomeccanica, teoria della nutrizione e dell'allenamento e ha usato la metodologia scientifica per convalidare ciò che stava facendo. Effettuo’ delle ricerche su ciò che non sapeva, sviluppando ipotesi, testando le sue teorie usando se stesso come soggetto del test e solo cosi’ avrebbe potuto dare delle corrette conclusioni sul loro funzionamento. Oggi si potrebbe dire benissimo che Lee uso’ e mise definitivamente a punto la scienza del combattimento quando comincio’ a costruire il suo personale stile chiamandolo poi "nessuno stile". Non si trattava semplicemente di scegliere ciò che gli piacesse o preferisse, ma piuttosto ciò che gli si sarebbe rivelato più efficace. Solo In questo modo, il "cosa" e il "come" furono appresi, ma anche il "perché". Forse la necessità di capire "perché" si rivelo’ la lezione più importante che ci ha lasciato. Wing Chun, Jun Fan Gung Fu, Jeet Kune Do, concetti JKD, JKD ultimo periodo, ecc. Durante la metà degli anni '80, ci fu’ grande dissenso all'interno della famiglia del JKD, sulla purezza dell'arte contro la nuova introduzione di diverse arti marziali basate sul proprio personale viaggio. Oggi l'attenzione si è spostata sul come e quanto il Wing Chun sia stato fatto a Seattle, Oakland o Los Angeles, ma le stesse critiche negative continuano ancora, nonostante siano di chiara inutilita’. Il libro Bruce Lee, chiamato The Evolution of a Martial Artist colloca i vari elementi dell'allenamento precedente e successivo di Lee nel contesto della sequenza temporale del JFJKD. Sebbene le vecchie tecniche di trapping, in seguito furono da lui stesso cambiate e inserite di diverse nel suo nuovo JKD, questo fu’ un tema centrale che fece discutere e non poco, i suoi seguaci nell'arte marziale di Lee soprattutto dopo la sua morte. Durante il periodo precedente e persino intermedio del suo sviluppo, esse servirono come base preziosa per Lee, che le riadotto’, trovando meritevole posto come parte valida nel suo JKD. Posizionare tecniche come il Pak Sao, fu’ per Bruce Lee una pura necessita’, perche’ lui diceva che il Pak Sao, non fosse altro che la massima espressione del JKD in ogni tecnica. Il calcio frontale e laterale invece con i suoi passi di accompagnamento lungo la linea temporale di JFJKD, dovrebbero aiutare il lettore a vedere le cose da un contesto migliore. Dalla morte di Bruce Lee nel 1973, abbiamo avuto la fortuna di ricevere degli insegnamenti dai tanti allievi dello stesso Bruce, molti dei quali oggi non ci sono piu’. Quelli a cui ha insegnato per primi e quelli che sono arrivati dopo, hanno condiviso i suoi insegnamenti con studenti di tutto il mondo. Negli ultimi anni, i loro insegnamenti sono diventati ancora più preziosi perché molti di loro sono morti. Negli ultimi due anni dall'inizio del lavoro su questo libro, alcuni degli studenti più stretti di Lee ci hanno lasciato, tra cui Jesse Glover, il primo studente di Lee a Seattle e Ted Wong, uno degli ultimi studenti di Lee a Los Angeles. Questi studenti ci hanno lasciato con una ricca storia che ci ha permesso di capire meglio il personaggio Bruce Lee e la sua creazione. Gli studenti di prima generazione di Bruce Lee, hanno condiviso molto fra’ loro, quindi dove si potevano trovare differenze, si poteva benissimo affermare che essi facevano parte del Tao, dove sono presenti due opposti. Sebbene a Lee non piacesse riferirsi al Jeet Kune Do come uno stile o un sistema, i suoi movimenti nella sua arte marziale, mostravano un carattere o un sapore distinti. Quindi cio’ che si deve fare adesso, non è il dimenticare il suo messaggio di liberazione e libertà, ma proprio adesso e’ il momento di tirarlo fuori e farlo conoscere ai nuovi praticanti di JKD che hanno appena iniziato. Nello spirito di non essere né "per" né "contro", il JKD, il Jun Fan Jeet Kune Do, dovra’ fungere da due metà di un intero, proprio come lo e’ lo yin yang, unendo cosi perfettamente, l’eredita’ di Bruce lasciata nelle arti marziali, dai principi fisici, tecnici e scientifici ai principi filosofici, eliminando la nozione di sé e dell'ego, essendo come l'acqua e adattandosi a tutto "ciò che è".