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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 01

GENNAIO 2020


Il piu’ grande intendimento di Bruce Lee
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In questo ennesimo articolo, illustreremo cio’ che Bruce Lee ha creato, ha tramandato e cercato di trasmettere ad ogni costo, nonostante le fandonie e le fantasie che si raccontano ancora oggi sulla sua arte e sul suo conto. La sua riluttanza nei confronti di qualunque sistema e di ogni rigida schematizzazione, lo condussero a creare un proprio stile di arte marziale, il Jeet Kune Do (Via del pugno che intercetta), che è un'integrazione di stili diversi e per Bruce stesso, ha sempre avuto le caratteristiche di un qualcosa sempre aperto a modificazioni e miglioramenti. "Spesso la gente mi chiede: 'Bruce, sei davvero così bravo?'. E io rispondo: 'Beh, se ti dico che sono bravo, probabilmente penserai che mi stia vantando, e se ti dico che non lo sono, penserai che mento'. lo ho l'assoluta certezza di non essere un numero due, ma ho anche abbastanza buon senso per realizzare che non può esistere nessun numero uno". Oggi per milioni di persone nel mondo, Bruce Lee è un vero e proprio mito, nato soprattutto dopo l'uscita dei suoi ultimi film: Il furore della Cina colpisce ancora (1971), Dalla Cina con furore (1972), L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente (1972) e I 3 dell'operazione Drago (1973). Dopo lo strepitoso successo di questi suoi film, Bruce Lee muore, a soli 32 anni e mezzo, a causa di un'edema cerebrale. Alcuni anni prima aveva affermato: "Non so’ quale sia il significato della morte, ma non ho paura di morire e continuo senza fermarmi, ad andare avanti. Anche se io, Bruce Lee, un giorno dovessi morire senza aver realizzato tutte le mie ambizioni, non potro’ mai avere rimpianti. Ho fatto ciò che ho voluto e l'ho fatto con sincerità e al meglio delle mie capacità. Non posso chiedere di più alla vita". E inoltre: "Io sono un uomo fortunato, e non perché I miei film hanno battuto tutti i record d'incassi in varie parti del mondo, ma sono fortunato perché ho Linda, una buona moglie che non ha eguali. Perché dico questo? In primo luogo, credo che all'interno di una coppia debba maturare una sorta di amicizia, e Linda e io abbiamo questo rapporto, ci comprendiamo reciprocamente come due vecchi amici e quindi il tempo che trascorriamo insieme è sempre felice. Mia moglie è la cosa più bella che mi sia mai capitata, mia moglie, non Il furore della Cina colpisce ancora". Nel libro “Pensieri che colpiscono”, uscito in italia nel 2009, sono raccolti tutti gli aforismi più interessanti di Bruce Lee, sui più svariati argomenti: la vita, la mente, la saggezza, le arti marziali, ecc., in cui il "Piccolo Drago" integra in maniera personale le sue conoscenze della filosofia occidentale, del Taoismo e del Buddhismo Zen. Chi, conoscendolo superficialmente, pensa che Bruce Lee sia stato soltanto un bravo artista marziale prestato al cinema, o un bravissimo attore inspirato alle arti marziali, ha sbagliato di gran lunga il bersaglio. Leggendo le riflessioni riportate qui di seguito(e soprattutto leggendo i suoi libri pubblicati postumi), resterà sicuramente sorpreso nello scoprire che Bruce, fosse un pensatore di grande profondità e una persona autentica, soprattutto marzialmente come poche. Come presentazione di questa raccolta, riportiamo alcune parole che lo stesso Bruce Lee scrisse alla fine di un suo testo: "Nella migliore delle ipotesi, queste poche riflessioni non sono altro che "il dito puntato verso la luna": non prendete il dito per la luna, e non fissate intensamente il dito, perché perdereste di vista la maestà del cielo. Dopo tutto, la funzione del dito consiste nell'allontanare lo sguardo da sé, dirigendolo verso quella luce che lo illumina insieme a tutto il resto". Bisogna cercare l'equilibrio muovendosi, non stando fermi. Creare schemi fissi, incapaci di adeguarsi alle circostanze, è peggio che costruire una gabbia. Purtroppo la maggior parte delle scuoe di JKD di oggi, crea delle barriere fra’ insegnanti e allievi, e inculca nei praticanti l’idea che il JKD deve essere visto solo sotto un punto di vista, cioe’ quello appreso nelle loro scuole, e che non potra’ mai esserci una via d’uscita per creare molta piu’ elasticita’ mentale, cecando di spingere i loro praticante ad uscire da modelli precostituiti e da schemi fissi, piuttosto continuano a dirottarlo su movimenti meccanici e privi di un senso impotantissimo, che si chiama liberta’ di pratica e di movimenti. La verità è fuori da essi. Essere maturi non significa diventare schiavi della concettualizzazione. Significa capire come si è fatti dentro. Il combattimento è una questione di movimento. Si tratta di trovare un bersaglio, evitando di diventare un bersaglio. Se ci si allena solo facendo sempre le stesse cose, creando solo schemi fissi e gia’ programmati, ebbene si corre il rischio di incorrere in quel famoso “dito”, che anzicche’ occuparsi di fare osservare l’intero firmamento, costringe chi e’ alla ricerca della verita’ e liberta’, a fissarlo di continuo, e facendo solo questo. Il Jeet Kune Do non gira intorno alle cose, non prende strade secondarie, va diritto allo scopo. La distanza più breve tra due punti è esclusivamente la semplicità. In ogni ardente desiderio conta più il desiderio della cosa desiderata. Lo scopo del Jeet Kune Do, non e’ creare tante copie uguali, come se fosse una catena di montaggio meccanica, ma creare dei seguaci appassionati e intelligenti, che sappiano usare la loro conoscenza tecnica, in modo libero, semplice e appropriato. L'arte del Jeet Kune Do consiste nel semplificare. Vuol dire essere se stessi, è la realtà nella sua essenza; ed essenza significa libertà nel vero senso del termine: non lasciarti condizionare da vincoli, limitazioni, parzializzazioni, complessità. La base del Jeet Kune Do è l'autoconoscenza, che è indispensabile non solo per apprendere un'arte marziale, ma anche per vivere da esseri umani. La paura nasce dall'insicurezza. Quando siamo assolutamente sicuri di qualcosa, di valere, per esempio, o anche di non valere, non abbiamo paura. Quindi anche la sicurezza di non valere può essere fonte di coraggio. Quando siamo assolutamente disperati o assolutamente potenti ci sembra possibile tutto. Entrambi gli stati d'animo ci rendono fiduciosi. La strada maestra è l'azione. La via che porta alla conquista della fiducia in se’ stessi e della stima di sé stessi, è l'azione. La verità non ha una sua via. La verità è viva e perciò mutevole, intercambiale, essa e’ capace di mutare istante dopo istante. Liberati dal conformismo. Non essere schiavo degli stili. Non essere troppo ligio alle regole. Osserva soltanto. Noi crediamo più nelle cose che imitiamo che in quelle che creiamo noi stessi. Le cose che hanno radici in noi non ci ispirano la stessa fiducia, non ci danno la stessa assoluta sicurezza. L'insicurezza deriva dalla solitudine, e quando imitiamo qualcuno, chiunque esso sia, noi siamo soli. È cosi per la maggior parte di noi; noi siamo ciò che gli altri dicono che siamo. Ci conosciamo «per sentito dire». Non correre, cammina. Non cercare, perche’ quello che cerchi arriverà mentre meno te lo aspetti. Non prefiggerti nulla. Passa in fretta come il non-esistente, e sii calmo come la purezza. Quelli che vincono perdono. Non precedere gli altri, seguili sempre. Pensare all'esito del combattimento è un grosso sbaglio; non pensare a come finirà, se con la vittoria o la sconfitta. Lascia che la natura segua il suo corso e i tuoi strumenti colpiranno al momento giusto. Per esprimere te stesso in libertà devi morire a tutto ciò che è passato. Dal "vecchio" trai sicurezza, dal "nuovo" mobilità. Quando senti dire che il Jeet Kune Do è diverso da "questo" o da "quello", non ti formalizzare: è soltanto un nome. Smetti di pensare senza smettere. Applica le tecniche senza applicarle. Vuota la tua coppa affinché possa essere riempita, per partecipare della totalità, fa' il vuoto dentro di te, se non lo farai, potresti diventare come un asino, Ricorda che ci potra’ sempre essere qualcuno pronto a cavalcarti. “Parole e scritti del Maestro Bruce Lee”.