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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 01

GENNAIO 2020


BRUCE LEE LA VERITÀ DIETRO LA TRAGICA MORTE
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Bruce Lee era un uomo che poteva fluire come l’acqua, urlare come un animale, e fare tantissime altre cose che nessuno avrebbe mai fatto, o potuto fare. Con i suoi calci folli e la sua velocità fulminea, Bruce Lee è passato dalla TV, all’essere diventato una stella di successo in pochi anni. Ma in una svolta devastante del destino, l’attore di Hong Kong non è riuscito a vivere quel tanto che basta per riuscire a vedere quel suo grande momento . Poco prima di raggiungere le vette della gloria internazionale come attore e Star di prima categoria, Lee morì alla giovane età di 32 anni e mezzo. Tutti I fan delle arti marziali e gli spettatori di tutto il mondo, furono devastati e sconcertati da una simile notizia, e fino ad oggi, c’è ancora un’aria di mistero che si aggira intorno alla morte di Lee. Dopotutto, come potrebbe una persona così fisicamente perfetta fisicamente, morire improvvisamente nel sonno? Tragica morte? Mah, sappiamo per certo che e’ passato dal coma profondo al decesso. Nella sua breve vita, Lee è stato un prolifico attore , recitando in almeno circa 20 film. E quando Lee tornò nel suo paese d’origine in America, aprì scuole di arti marziali, creando dei seguaci di nome, e insegnando perfino a star come Steve McQueen, e indossò perfino una maschera nera iniziando a combattere il crimine. Nel ruolo di Kato in The Green Hornet , Lee ha introdotto il kung fu nel main stream americano. Sfortunatamente, la serie è durata solo 26 episodi, e questo fatto impedi a Bruce di lanciarsi alla grande. Frustrato dai dirigenti di Hollywood che gli passavano sopra o cercavano sempre di deprezzarlo, Lee fece le valigie e tornò a Hong Kong, dove scoprì di essere l’uomo più famoso in vita. Il calabrone verde era così popolare nella sua terra natale che era noto come The Kato Show, e presto Lee ottenne ruoli da vero protagonista . Il primo film di Lee come personaggio principale fu’ The Big Boss(il furore della Cina colpisce ancora), che è diventato il film di maggior incasso nella storia di Hong Kong. Ha detenuto quel record fino a quando è arrivato il secondo film di Lee, Fist of Fury . Poco dopo, Lee ha anche avuto la possibilità di dirigere , come regista direttamente, lavorando su entrambi i lati della telecamera, il terzo film della sua storia, The way of the Dragon(L’urlo di Chen terrorizza l’occidente). Con soli tre film, Lee divenne improvvisamente il re del cinema Asiatico, e fu’ allora che Hollywood alla fine, decise di voler entrare nel business offertogli dallo stesso Bruce Lee. Quando Bruce Lee iniziò a battere i record asiatici al botteghino, fu’ allora che la Warner Brothers lo chiamò. Questo rappresento’il grande momento hollywoodiano di Lee, che stava gia’ ingranando alla grande, ed esplodendo completamente con un piccolo film chiamato i 3 dell’operazione drago . Questo suo primo film presentato nelle sale in lingua inglese, fu’ stata la vetrina perfetta per la filosofia, il carisma e la capacità di Lee di sconfiggere i cattivie vendicare nel frattempo la morte di sua sorella. La trama vedeva Lee interpretare un guerriero Shaolin, incaricato di navigare verso una fortezza dell’isola, per partecipare a una competizione di arti marziali e nel frattempo combattere il signore della droga, che poi nel film si chiamava Han, un rinnegato dello stesso tempio Shaolin, e che gestiva sia il torneo che l’intrattenimento di tutti gli ospiti al suo raduno. Con il backup sullo schermo del super cool Jim Kelly e una colonna sonora di Lalo Schifrin (lo stesso ragazzo che ha scritto la colonna sonora di Mission Impossible ), Lee ha realizzato un film che è ancora uno dei migliori film d’azione sul Kung Fu mai realizzati. Chi potrebbe mai dimenticare la scena del film, all’interno delle grotte dell’isola, quando Lee combatte da solo contro un intero esercito di tizi davanti le grate di una prigione, o quando combatte con il capo cattivo che tenta di farlo fuori all’interno di un labirinto di specchi? E quando il film arrivo’nelle sale, nell’agosto 1973, fu’ un vero successo al botteghino, guadagnando fino a 20 milioni di dollari americani e guadagnando il primo posto a livello internazionale. Bruce Lee raggiunse finalmente il suo grande momento, ma tragicamente, non c’era piu’ per godersi la sua nuova fama. Con i suoi bicipiti sporgenti e gli addominali incredibili, Bruce Lee era quello che oggi si potrebbe definire un “esemplare di fisico perfetto”. Sia che saltasse la corda, allenandosi in circuito o sia facendo esercizi isometrici, Lee lavoro’ costantemente, giorno e notte, sul suo fisico da supereroe. Bruce sembrava assolutamente inarrestabile, ma nonostante la sua straordinaria corporatura e la sua incredibile velocità, il Piccolo Drago soffriva di alcuni importanti problemi di salute, e fu’ proprio la sua precaria salute a cagionargli la morte. Il 10 maggio 1973, un esausto Lee, stava lavorando alla post produzione di Enter the Dragon. Si Stava praticamente occupando del doppiaggio del film in uno studio di Hong Kong, quando all’improvviso si è chinato e ha iniziato a tremare e vomitare dappertutto. Fu’ portato di corsa in ospedale e gli ci vollero un paio di giorni per ritrovare la capacità di parlare, riprendendo con molta fatica conoscenza. Dopo essersi sentito meglio, Lee è stato sottoposto un controllo approfondito, ma i medici non erano sicuri di cosa fosse successo. Ne conoscevano pero’ il suo problema inerente ad un edema cerebrale, patologia di cui soffriva spesso nei suoi ultimi periodi. Capitava che è quando i liquidi si accumulano intorno al cervello, gli causavano del rigonfiamento, ma non erano affatto sicuri delle cause che gli causavano tale problema. Fu’ un momento scioccante per il 32enne Lee, che da sempre era sembrato invincibile sul grande schermo. Purtroppo, ebbe lui stesso dei brutti presagi, di cose molto brutte, che da li a poco, avrebbero dovuto capitargli in venire. Dopo la sua morte, lascio’ milioni di Fan sbigottiti e increduli, ma nello stesso tempo fermi e sicuri nell’affermareche in ogni tempo, passato e futuro, di Bruce Lee ce ne sarebbe stato uno solo.