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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno III  Numero 01

GENNAIO 2018


Fra’ i tanti, l’unico documento verita’
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In questo articolo, molto interessante, che assume carattere fondamentale per chi si considera un vero conoscitore del JKD, di Bruce Lee e delle sue verita’, intendiamo attrarre l’attenzione del nostro lettore su un documento, le cui verita’ fin oggi nascoste o rivelate in parte, sono state presenti da molti anni su youtube, e a nostro avviso, tale documento, non e’ mai stato considerato ne’ gli e’ stato attribuita la giusta importanza, per il semplice fatto che moltissimi che si dichiarano praticanti di JKD, hanno preferito non conoscerle, o meglio fare finta di non conoscerle in modo da portare avanti solo le loro. Il documentario in questione, prodotto esclusivamente per la Legacy Production Ltd e con autorizzazione e approvazione della estate of Bruce Lee-1995, era gia’ stato tradotto in Italiano e redatto in un documento particolare, da molti anni nascosto e dimenticato, del quale la nostra redazione e’ riuscita ad entrarne in possesso e ora siamo in grado di pubblicarne l’articolo, ma essendo molto lungo, lo pubblicheremo in tre parti. Iniziremo con la prima parte.
Prima parte:
AUDIO:
Quando Bruce Lee mori’, nel 1973, lascio’ dietro di se’ una tortuosa questione legale riguardo ai suoi film, e fra’ loro, una di queste riguarda la sua “Filosofia Marziale”: il Jeet Kune do. Quello che leggerete in questo documento, non riguarda il tema di un suo film o una sua trama, ma si tratta di un documentario girato e in alcuni punti, commentato da lui stesso. Per mettere insieme tutto il materiale di cui esso e’ composto, sono state coinvolte tutte le persone che hanno lavorato con lui o che gli furono piu’ vicine, nei sui films come nelle sue riprese personali. Al documentario, hanno partecipato il figlio di Bruce, Brandon Lee e Dan Inosanto, suo personale amico, allievo e suo piu’ stretto collaboratore, che poi in seguito, divenne prima insegnante e dopo promotore del vero JKD e della vera filosofia pensiero dello stesso Bruce Lee.
Capitolo 1’: “Gli inizi”
“IL JKD e’ semplice, diretto e non classico”.
Audio.
“ La mia arte marziale e’ il modo , interno e profondo di intrcetare i colpi del’avversario”. Bruce Lee 1964.
“La mia arte marziale e’ stata accettata e lodata da tutte le cinture nere piu’ famose degli USA. E’ una forma elevata di arte marziale accettata in tutto il mondo, ma non fu’ creata migliaia o centinaia di anni fa’, ma solo da qualche anno, nel 1965, da un uomo esperto e molto appassionato di arti marziali chiamato Bruce Lee. Il mio JKD e’ qualcosa che nessun serio praticante di arti marziali puo’ ignorare”.
DAN INOSANTO: “incontrai Bruce Lee la prima volta nel 1964, al primo campionato internazionale tenuto al Long beach, era esperto in molte attivita’, si allenava nella lotta occidentale, nella scherma con suo fratello, nel Thai Chi, nel Wing Chun e in altro ancora. Gia’ prima di venire negli USA. All’inizio usava il Wing Chun come sistema di base o come primo sistema, ma in seguito prese tecniche da stili diversi e le adatto’ al suo stile personale. Potremmo dire che assorbi’ da queste tecniche quello che era utile e scarto’ il resto. Questo e’ il vero concetto. Bruce diceva: “non considerate gli stili in se’ stessi, non c’e’ uno stili cinese, uno stile coreano e cosi via, ma esiste un unico stile: il nostro”. Questo e’ anche il concetto fondamentale del JKD, esiste solo il mio stile personale per me, perche’ conoscendo me’ stesso, riesco a conoscere e distinguere cio’ che e’ utile da cio’ che inutile negli altri stili, e non ci sono limitazioni in quanto limitazioni”. IL Kung Fu ebbe origine in Cina, e’ una sorta di antenato del Ju’ Jitsu e del Karate’, ma e’ piu’ libero, piu’ completo ed era praticato da persone di ogni grado sociale: monaci, uomini di preghiera, contadini ecc”.
BRUCE LEE: le arti marziali comprendono tutte le arti da competizione come il Karate, il Judo, il Gung Fu cinese, l’Aikido. Alcune di esse di esse sono diventate degli sports, altre sono rimaste pure per come sono nate; queste ultime puntano a colpire il nemico, a ficcargli dita negli occhi e cose di questo genere.
LARRY HARTSELL: lui e’ uno degli allievi di bruce Lee che porta avanti oggigiorno il gruppo il gruppo di tecniche che interessano l’intrappolamento, le prese e la lotta a terra.
DAN INOSANTO: “originariamente Bruce insegnava un metodo diverso per colpire l’avversario e stenderlo, come arrivava un attacco si difendeva e colpiva subito a sua volta”.
BRUCE LEE: “ per me ok, parlo per me, le arti marziali indicano un modo di esprimere se stessi onestamente, cosa difficilimissima da attuare per chiunque. Voglio dire, per me e’ facile mostrarmi mentre combatto, mi muovo e posso sembrare anche cattivo, ma esprimere me stesso onesto, be’ questo risultera’ molto difficile”.
CAPITOLO 2’ “Verso la liberazione personale”.
“L’uomo, la creatura vivente, l’individuo che crea e’ sempre piu’ importante di qualunque stile o sistema prestabilito”. Bruce Lee. Chi ha visto The Big Boss, si potra’ essere convinto di di aver visto un altro Bruce, che praticava uno stile diverso. C’erano praticanti di Aikido, Judo, ecc. Dimentichiamoci ora dei loro diversi stili e concentriamoci solo sul loro modo di lottare, di calciare, di tirare i pugni. Dividiamo la loro abilita’ di attori da quella di praticanti, sebbene siano divenute stelle di prima categoria al cinema. Vi chiederete: e’ facile dintare una stella? Be’, vi posso assicurare che non e’ facile anche se si ha talento, per questo gli atleti devono puntare sulle loro qualita’ fisiche. Gli appassionati di films di arti marziali sono attenti alle capacita’ fisiche degli astanti, che hanno contribuito a far diventare questi films dei successi. Siccome sono stati prodoti diversi film di Bruce Lee. Il pubblico osa ora anche giudicare le varie abilita’ fisiche. Per esempio, in “The Way Of the Dragon”(l’urlo di chen terrorizza anche l’occidente), la mia abilita’ e’ messa alla prova contro Chuck Norris, 7 volte campione del mondo nelle competizioni di Karate americane e mondiali e da Bob Wall, anche lui campione di Karate. Ora io sono sicuro che il pubblico sia ormai in grado di osservare attentamente, di giudicare e di confrontare da solo la velocita’, la versatilita’, la potenza, la coordinazione, di questi uomini”.
Brandon Lee: ho seguito gli allenamenti di mio padre, come se fossero un cammino da fare. Mio padre era davvero una persona che si allenava diligentemente, e con lui altra gente, i suoi allievi, che che in parte erano anche amici di famiglia, tra i quali Dan Inosanto, che alleno’ anche me. Ho i suoi libri con le sue note personali tra’ le righe, i suoi appunti ed i disegni. Quello che scrisse erano note tratte dalla scherma, dalla lotta, su quello che poteva essere utile o essenziale, che poi inseri’ nel JKD. Quando la gente mi chiede quale sia il mio stile, di solito rispondo: MIO PADRE CREO’ IL JKD COME UNA FILOSOFIA, UN MODO DI ALLENARSI PER SE’ STESSO, PERCHE’ E’ FACILE RISPONDERE COSI’. In verita’ credo sia facile dire cosi’ perche’ il JKD era l’espressione personalissima di mio padre nel praticare le arti marziali. Ma e’ sciocco pensare che io mi sia allenato nel JKD, ed e’ assurdo credere che l’abbia praticato; sarebbe piu’ appropriato dire che io ho praticato la mia personale formula del JKD. Questo e’ valido per tutti coloro che si dedicano al JKD, che ha come base piu’ importante lo stile personale. Dany, il mio Sifu, parla sempre di insegnare i concetti del JKD, che era anche quello che desiderava fare anche mio padre, che e’ diverso dall’insegnare le tecniche del JKD, e’ un po’ come quella storia in cui si dice di insegnare ad un uomo a pescare, e non di dargli il pesce gia’ pronto. Se si insegna ad una persona un concetto, puo’ uscire da una singola tecnica ed espandere la sua conoscenza ad un area piu’ vasta.
BRUCE LEE: sapete tutti che non insegno piu’ le arti marziali classiche, e questo perche’ non credo piu’ nello stile tradizionale, cioe’ non credo in quello che puo’ essere chiamato uno stile di lotta Giapponese o Cinese o che dir si voglia, perche’ finche’ l’essere umano non avra’ quattro braccia e tre gambe, le teorie degli stili classici non cambieranno. Abbiamo ancora due braccia e due gambe e su questo si basa ogni stile. Finche’ non ci saranno sulla terra dei mostri con piu’ arti, ma uomini con due braccia e due gambe la questione rimarra’: come sfruttare al massimo le tecniche, in termini di pugni o anche di calci, che possono essere lenti ma anche precisi, concentrati. E soprattutto la questione e’ ancora: come potete esprimere e capire voi stessi onestamente con un inchino? Oppure, essere voi stessi mentre si lancia un pugno? Come potete esprimere e capire voi stessi e il vostro corpo, quando combattete, quando praticate la boxe, il judo e via dicendo. A causa degli stili, la gente si divide. Essa non puo’ essere unita perche’ lo stile di ognuno e’ diventato legge. Il primo fondatore di uno stile comincio ‘con delle ipotesi, che ora sono finete per diventare vangelo. Non importa ormai chi voi siate, come siete, quello che fate, importa a quale stile appartenete, quale stile praticate. Gli stili non solo tendono a separare i praticanti, perche’, sapete, sono considerati come verita’ sacrosante, che non si possono assolutamente cambiare, ma ma senza stile si puo’ dire: eccomi qui, sono un essere umano, come posso esprimere me stesso, totalmente e completamente? Bene, in questo modo non si crea uno stile, perche’ lo stile e’ una sorta di cristallizzazione di qualcosa, mentre esprimendo se’ stessi si cresce in continuazione. Prima di tutto usiamo i piedi, poi il gomito. All’inizio risulta un movimento di difesa, poi sara’ un contrattacco di pugno. L’arma piu’ lunga e’ la mia gamba che si puo’ usare immediatamente per calciare lateralmente, anche contro la minaccia piu’ vicina, causando il danno piu’ grande di tutti. Penso che questa sia l’essenza del combattimento: “usufruire di ogni parte del corpo”. Per ogni cosa ci sono norme, regolamenti, invece nel vero combattimento c’e’ solo il “Combattimento” senza regole, e allora si riesce meglio ad allenare ogni parte del corpo. Un buon praticante marziale e’ come l’acqua, perche’ e’ senza sostanza, solubile. Quindi siate come l’acqua; flessibili e armoniosi. Perche’ l’acqua non ha nessuna forma, la si mette in una coppa, allora essa assumera’ la forma di coppa, la si mette in una bottiglia, allora essa assumera’ forma di bottiglia, la si mette in una tazza, allora essa prendera’ la forma di una tazza, l’acqua puo’ travolgere, l’acqua puo’ distruggere, percio’ siate acqua amici miei.
Fine prime parte.(La seconda perte delle tre, sara’ pubblicata nel prossimo articolo del mese di febbraio).