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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 04

APRILE 2019


Si sarebbe potuta evitare la morte di Brandon Lee?
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In questo articolo vi porteremo all'attenzione nuove testimonianze sulla morte di Brandon Lee sul set del corvo. Siamo riusciti ad avere delle importantisime notizie dai giornali americani dell'epoca, di cui non facciamo il nome per ovvie ragioni, e dai quali abbiamo estratto le varie notizie creando un unico articolo per i nostri lettori. David Carradine in una intervista fatta a lui verso la fine degli anni novanta, pone a chi lo intervista e al mondo dell'opinione pubblica, la seguente domanda: "Si sarebbe potuta evitare la morte di Brandon"?
"Gli incidenti sul set accadono sempre. Gli attori sperano solo che non accada proprio a loro".
Hollywood- Il corvo, è un film del 1994 diretto da Alex Proyas. Il film è basato sul fumetto di James O'Barr Il corvo, e racconta la storia di Eric Draven, un musicista rock che viene resuscitato per vendicare la propria morte e lo stupro e l'omicidio della sua fidanzata. L'attore protagonista Brandon Lee rimase ferito accidentalmente sul set durante le riprese da un colpo di pistola e successivamente morì in ospedale durante l'intervento chirurgico. A soli otto giorni dalla fine della produzione, le scene incomplete che dovevano essere interpretate da lui, vennero gestite riscrivendo la sceneggiatura e grazie a una controfigura ed effetti digitali. Il film è dedicato a Lee e alla sua fidanzata, Eliza. IL film-Il corvo(The Crow), fu distribuito negli Stati Uniti dalla Miramax il 13 maggio 1994 e, nonostante i numerosi contrattempi produttivi dovuti alla morte di Brandon, fu ben accolto dalla critica per l'unicità di stile visivo, premessa e profondità emotiva e per il suo omaggio all'attore defunto. Il film debuttò al vertice del botteghino e divenne un film di culto, dando origine a un franchise che include tre sequel e una serie televisiva. Eric Draven e Shelly Webster sono due giovani innamorati in procinto di sposarsi. Ma la notte prima delle nozze, la terribile Devil's Night (la Notte Del Diavolo), così chiamata a causa della puntuale esplosione di violenze in città, quattro balordi chiamati T-Bird, Skank, Funboy e Tin Tin irrompono nel loro appartamento e a turno violentano Shelly dopo averla aggredita. Nel frattempo rientra in casa Eric che viene accoltellato e lanciato dalla finestra, dopo che due dei quattro gli sparano una pallottola nel petto. Shelly morirà, dopo 30 ore di sofferenze, in ospedale. Un anno dopo la sua morte, un corvo si posa sulla tomba di Eric ed il giovane resuscita. Grazie al corvo un'antica leggenda diventa realtà ed Eric può preparare la vendetta contro coloro che hanno portato tanto dolore nella sua vita da farlo tornare dal regno dei morti. Reso invulnerabile dalla sua nuova natura ultraterrena, Eric si aggira silenzioso e rapido nei vicoli della città. Il corvo è il tramite tra il regno dei vivi e quello dei morti, i suoi occhi sono gli occhi di Eric, che in questo modo può avere una veduta aerea dal punto in cui il corvo si trova. Ritroverà, in questo modo, Sarah, la giovanissima amica che sente molto la loro mancanza, e sarà aiutato da un coscienzioso agente di polizia, Albrecht, che era rimasto al fianco di Shelly in quelle 30 ore di agonia e che Draven percepirà, attraverso gli occhi del poliziotto, grazie ai suoi poteri. Così il giovane scova uno ad uno i quattro balordi di cui si vendicherà. Tornato nella sua abitazione, Eric vive gli istanti della sua morte e della violenza a Shelly; quindi si trucca come Pierrot, si veste di nero ed inizia a vendicarsi uccidendo il primo teppista, Tin Tin. Poi si reca da Gideon, titolare di un banco dei pegni, per recuperare l'anello di fidanzamento. Eric commissiona a Gideon di mettere all'erta i suoi aguzzini e, dopo una provocazione del negoziante, fa esplodere la sua attività e se ne va per continuare la sua vendetta. Eric, che frattanto ha liberato Darla(la madre di Sarah)dalla prostituzione e dalla schiavitù della droga, elimina Funboy, il secondo carnefice. La stessa sorte toccherà a T-Bird, il capo dei balordi, eliminato davanti agli occhi di Skank, ultimo obiettivo del protagonista. Skank viene sorvegliato dagli uomini di Top Dollar, poiché potrebbe fornire informazioni importanti sul conto di Eric. Draven giunge nel covo dell'organizzazione, chiedendo a Top Dollar di lasciargli solamente Skank per concludere la sua vendetta ma, davanti al suo rifiuto, lo provoca e il boss ordina ai suoi uomini di freddarlo. A questo punto, Eric stermina tutti i criminali del boss, il quale riesce a scappare con Myca, amante nonché sorella carnale, e Grange, suo fidato subalterno. Compiuto il massacro, Eric acciuffa Skank e, dopo un breve scambio di battute, lo uccide; la sua vendetta sembra terminata e Draven può ricongiungersi con la sua amata Shelly. Recandosi al cimitero, incontra Sarah dandole il suo estremo saluto ma la ragazzina, tornando a casa, viene rapita da Grange per ordine di Top Dollar, costringendo Eric a ritardare il suo ritorno nell'aldilà. Lo scontro con Top Dollar è molto difficile, perché Myca scopre che la forza di Eric risiede nel corvo. Infatti, ferito il corvo, il protagonista perde la sua invulnerabilità ma, con l'aiuto di Albrecht, fa si che i tre vengano sgominati e Eric alla fine riuscirà a eliminare anche il capo della banda. Prima di rientrare nel regno dei morti, Eric fa provare al boss tutta la straziante agonia che Shelly aveva provato nelle 30 ore trascorse in ospedale prima di morire. Completata la sua opera, Draven torna a ricongiungersi alla sua amata, per sempre. Il film inizia e finisce con i pensieri personali di Sarah sulla vita, sulla morte e sull'amore. Brandon Lee morì il 31 marzo 1993 a Wilmington (Carolina del Nord), quando mancavano tre giorni alla fine delle riprese del film, ucciso da una pistola che doveva essere caricata a salve. Lee aveva completato quasi tutte le battute e lo staff decise di lasciare alla fine le scene dei flashback di Eric e Shelly, in modo che l'attore completasse il film senza il make up. La tragedia fu causata da una disattenzione dello staff, dice David Carradine mentre viene intervistato. L'incaricato, che avrebbe dovuto controllare tutte le armi che dovevano servire per essere usate nel film, non aveva controllato con la perizia necessaria la pistola che doveva servire per la scena. Per motivi di tempo, non avendo momentaneamente a disposizione colpi a salve, alcuni membri della troupe comprarono proiettili veri e ne rimossero la polvere da sparo all'interno, ricongiungendo il proiettile alla capsula a percussione. La pistola venne usata in diverse riprese, ma all'interno della canna rimase bloccato un proiettile per via di una carica debole. IL difetto, continua Carradine, passò inosservato e l'arma venne poi ricaricata con proiettili a salve per poi essere usata per girare la scena fatale. Per via della breve distanza e della canna ostruita, una carica a salve fu sufficientemente forte da far partire il proiettile bloccato che colpì Brandon all'addome. La scena fatale è da ricongiunfersi a quella in cui all'appena resuscitato Eric, tornato nella sua abitazione e turbato dai ricordi di quella tragedia, ritornano alla mente le dinamiche della sua morte. In quel momento l'arma che lo uccise era in mano a Michael Massee (Funboy) il quale, inconsapevole del suo malfunzionamento, lo colpì ferendolo gravemente. Dopo l'incidente, Brandon fu ricoverato d'urgenza al "New Hanover Regional Medical Center" di Wilmington, dove morì dopo una vana operazione di circa 12 ore. Con la morte di Brandon Lee, concludere il film fu più arduo del previsto, non solo perché alcune parti del deceduto attore dovevano essere completate ma anche perché alcuni interpreti non parteciparono alla sua ultimazione. Sofia Shinas (Shelly), che assistette al dramma, si rifiutò di proseguire e tornò nella sua abitazione a Los Angeles. Anche Ernie Hudson(Albrecht)abbandonò per motivi familiari, a causa della morte di suo cognato. A due mesi dal decesso dell'attore, la troupe, anche per volere della fidanzata di Brandon, Eliza Hutton, decise di completare il film e i restanti attori continuarono a parteciparvi, compreso Michael Massee, che però cadrà in depressione, per un certo periodo, a causa della tragedia. Dopo il grave incidente, ricorda nell'intervista Carradine, la produzione cinematografica statunitense stabilì che nelle sparatorie le armi non venissero più puntate direttamente verso gli individui, ma con un'angolazione di 30°. Per alcune scene del film Brandon Lee venne creato al computer. Grazie all'aggiunta di tagli di altre scene e dei montaggi digitali, Il corvo poté essere ultimato, con l'aggiunta di un costo di 8 milioni di dollari, in totale 23 milioni di dollari vennero spesi per completare il film. Inoltre, in molte parti della pellicola, il ruolo di "Eric Draven" venne affidato a Chad Stahelski e Jeff Cadiente, stuntman e grandi amici di Brandon. La pellicola è stata completata grazie alle controfigure e un parziale riutilizzo del "girato" unito a tecniche di computer grafica. Ricordo Brandon molto emotivo quando si trattava di parlare di suo padre, dice Carradine, egli cominciava a manifestare degli atteggiamenti sull'essere realmente Bruce lee Junior, spiegando che Brandon, all'inizio della sua carriera, non voleva affatto praticare il Kung Fu. Carradine ricorda, come una volta Brandon, rimase un po' sbigottito nel provare un'azione di Kung Fu come solo suo padre sapeva fare. Stavano per proporgli un suo vero ruolo per il mondo delle arti marziali, ma aquel tempo era molto giovane e non possedeva la vigoria fisica, ne' la mentalita' di suo padre, ed essendo quindi privo di esperienza come vero attore professionista, fu' preso da un vero scorramento nei primi tempi. Poi, aggiunge Carradine, Brandon fu' comunque preso in considerazione seriamente per un ruolo molto importante, doveva in sostanza impersonificare il figlio di Kwai Chang Caine per la realizzazione del nuovo Show televisivo "Kung Fu". " In realta', Brandon, non voleva fare il film, perche' tuto questo doveva essere affidato piu' di venti anni prima, a suo padre". Ma dopo essersi sottoposto ad un provino televisivo, si rese conto immediatamente di quanto volesse fare ben volentieri questo genere di film di azione. Non ci crederete mai, "Ma fiori' proprio davanti a me", dice Carradine nella sua intervista; nessuno sapra' mai quanto Brandon sarebbe valso come attore, ma Carradine insiste nel dire che il ventottenne si trovava sulla buona strada per crearsi un nome tutto suo. " Durante tutto il tempo in cui lavorammo nel film Kung Fu, le sue arti marziali migliorarono tremendamente", ci fa' notare Carradine. "Non era proprio cosi abile e veloce quando inizio' a fare quello show con me, ma lo sottoponemmo tutti ad un corso intensivo di arti marziali ed alla fine divenne al quanto esperto. Debbo dire che il mio amico Dan Inosanto, ha fatto un ottimo lavoro di formazione fisica e tecnica per Brandon, ci racconta ancora Carradine, cio' lo rese consapevole dei suoi propri mezzi, e cosi la sua mentalita' si apri' tantissimo rispetto al periodo precedente quando aveva iniziato. "Tutti muoiono alla fine", asserisce con grande rammarico David Carradine cercando di razionalizzare al massimo la morte fatidica di Brandon. "E' stato veramente tragico per me vederlo morire ad una eta' cosi' giovane, e quanto a me, anche se mi sono ripreso a fatica da quello sciagurato evento, che ricordo ci distrusse un po' tutti, lo ricordo ancora oggi per com'era, con un viso pulito, un sorriso solare, e un carattere affabile e disponibile con tutti, avendo io la consapevolezza che chi ha la coscienza pulita e ha vissuto per la passione e la giustizia, ebbene questo tipo di uomini, anche se sono morti, in realta' per me non moriranno mai".