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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno IV  Numero 04

APRILE 2019


L'io rappresentato dall'ego
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In questo, articolo vogliamo evidenziare come Bruce Lee voglia fare chiarezza sull'importanza e nello stesso tempo, nella differenza che esiste tra "IO" inteso come entita' nostra propria, e il "SE" che rappresenta il nostro Ego, la nostra spinta a cercare di essere sempre migliori degli altri ad ogni costo, cercando di oltrepassare determinate barriere che a volte non sembrano essere alla nostra portata.    "Il confine dell'Io inizia nella differenziazione tra il sé e l'altro. Non è una cosa fissa. Se è fisso, allora diventera' simile ad un personaggio che indossa un'armatura che si rivelera' per lui stesso come il guscio pesante e coriaceo di una tartaruga. " In genere, cecondo Bruce, non sarebbe male possedere un ego, ma è male se l'ego riesce a prendere il sopravvento su tutto. Il confine dell'Io sta' proprio nella differenziazione tra il nostro SE' e l'altro, e cosi' noi non vorremmo mai che sia solo questo, perché ciò ci bloccherebbe. "I due fenomeni del confine appartenente all'Io, sono in primo luogo l'identificazione e poi l'alienazione. All'interno del confine dell'IO, c'è generalmente coesione, amore e cooperazione; al di fuori del confine dell'IO c'è soltanto sospetto, stranezza, non familiarità. " Al confine con l'ego esiste una polarità in atto, tra ciò che è interno e confortevole, e ciò che è esterno e scomodo. "Con il confine dell'ego c'è sempre una polarità in corso. All'interno di tale confine, troviamo sempre una tale sensazione di familiarità, di diritto; mentre al di fuori di questo confine, esiste solo estraneita' e torto. La polarità è di attrazione e rifiuto, appetito e disgusto. Il bene e il male rappresentano sempre una gara che si gioca da sempre al confine, non importa da quale lato del confine ci si possa trovare. " Esploriamo questi confini a partire da un'età precoce. Testiamo le cose e acquisiamo informazioni sul mondo che ci circonda. Quel confine tra ciò che ci è comodo e familiare e ciò che è strano e sconosciuto è più fluido quando abbiamo una mentalita' aperta e siamo disposti a creare una esplorazione. Il confine può diventare fisso in base alle nostre esperienze, come quando sperimentiamo un trauma, vivendolo in pieno. Il trauma può creare la paura di andare oltre quel preciso confine, quindi lo stesso rimarra' fisso. Mentre ci troviamo all'interno del nostro confine, potremo anche riuscire a sentirci sicuri, si si può anche isolare e mantenerci pero' cosi in un posto dove per noi, non sta' avvenendo alcuna crescita. "Il desiderio di dover cambiare, è basato su quel fenomeno che noi umani chiamiamo da sempre insoddisfazione. Ogni volta che vorremmo provare a cambiare qualcosa, della nostra persona o dell'ambiente in cui stiamo vivendo, o dove ci stiamo allenando, allora saremo come sempre, preda e schiavi della nostra stessa insoddisfazione. " L'insoddisfazione è un qualcosa che cerchiamo spesso di evitare, ma anche in buona fede, evitando di esaminare la nostra insoddisfazione, non riceviamo proprio nulla delle informazioni su ciò che vorremmo cambiare. L'insoddisfazione in ogni caso, è un sintomo di un malessere che travolge da prima la nostra Mente, e poi via via che le permettiamo di persistere, le faremo prendere persino il sopravvento sulle nostre molte cose che abbaimo in mente di gestire, me che poi inevitabilmente verranno scartate e disintegrate in automatico. Avendo suggellato un confine creato appositamente per noi stessi, quando a cusa di cio' ci sentiremo fortemente insoddisfatti, allora tutto cio' sara' la causa dell'inizio di una grande spinta che ci condurra' al limite estremo di tutte le cose. "L'odio che coltiviamo spesso all'interno di noi stessi, ad esempio, cos'è se non una funzione estrema per cacciare al di fuori di noi qualcuno, e mandarlo all'estremita' della nostra dimensione, l'alienazione, il rinnegamento." "Se alcuni dei nostri pensieri e sentimenti sappiamo siano inaccettabili per noi stessi, allora operiamo la cosa che e' da sempre piu' semplice per noi, e che e' quella che sappiamo fare meglio: li rinnegheremo automaticamente. Pertanto, sarebbe meglio se Il nostro confine rimenesse fluido e ottimamente gestibile, perché se così non fosse, noi stiamo rinnegando continue parti di noi stessi. Ci troviamo sicuri all'interno del nostro confine, ma stiamo rimanendo in una parte di noi stessi che non e' dinamica. Se continuiamo a rimanere all'interno del nostro confine, non saremo ispirati o influenzati da cose che hanno invece energia e vita. Se proviamo invece ad uscire fuori dai nostri limiti, allora potremmo disinnescare facilmente una persona, ma anche una parte di noi stessi, un'idea, o un qualcosa di cui ci vergogneremmo. Attuiamo queste cose ma senza affrontarle, integrarle, elaborarle o curarle. "Il fatto che riusciamo ad usare solo su una piccola percentuale del nostro vero potenziale, è dovuto al fatto che non ci troviamo ancora pronti ad affrontare qualsivoglia problema che ci si presenti nella società o comunque in qualsiasi altro modo noi vorremmo chiamarla. Purtroppo l'amara realta' e' che non siamo pronti ancor ad accettare noi stessi come siamo, per come siamo nati, per come ci siamo formati nella crescita. " Avremmo bisogno di riuscire a gestire al massimo tutto cio' che esiste in noi stessi. Non potendo negare queste parti saremmo comunque consapevoli di noi stessi, perché il tutto fa' parte di noi. "A causa della nostra ignoranza, noi non permettiamo a noi stessi di essere totalmente cio' che sconosciamo di essere e rappresntare. Cosicche' succedera' che il nostro limite all'ego, si stringera' sempre di più. Il nostro potere, la nostra energia diventa allora sempre più piccola ed insignificante. La nostra capacità di affrontare il mondo, verra' sempre meno e si presentara' sempre più rigida, e ci ramarra' solo la possibilita' di rimarcare solo la stupidita' che ci portera' lo schema preconcetto." Giochiamo la parte che pensiamo che dovremmo interpretare, cioe' quella di un personaggio che pensiamo che la società voglia a tutti i costi che dovremmo essere. Ma se neghiamo i veri aspetti del nostro io, finiremo per perdere di vista completamente la nostra vera identita'. Cercando di adattarci al personaggio che pensiamo di essere, diventiamo più isolati dal nostro vero sé. Se abitiamo e accettiamo invece tutto di noi, allora le persone potranno accettarlo o rifiutarlo, ma almeno loro sapranno esattamente quello che stanno accettando o rifiutando. Bruce Lee si è mostrato sempre, in tutto l'arco della sua vita, come esattamente lui fosse in realta', ed è grazie a questa sua unicita' e originalita' che non ci sarà mai piu' un altro Bruce Lee. Tutti noi possediamo un qual certo potenziale per coltivare l'unicità dentro di noi. Non tutti i limiti sono cattivi e invalicabili, è importante cercare di avere confini sani. È salutare eliminare le influenze tossiche nelle nostre vite, ma tale tossicità deve essere reale e non giudizio percepito. La filosofia di Bruce Lee, riguarda l'essere in una relazione e un processo costanti con ciò che sta accadendo nel momento presente. Il giudizio percepito era una delle basi del razzismo, qualcosa che Bruce Lee spesso sperimentava. Prima che la gente incontrasse Bruce, lo avrebbe giudicato a priori basandosi unicamente sul colore della sua pelle e sulla sua provenienza. Tutto questo non faceva altro che creare un muro tra lui, e il mondo americano dell'epoca. Se vogliamo ottenere una visibile crescita e maturità, dobbiamo essere disposti ad impegnarci in qualsiasi situazione e in qualsiasi momento, e cercare di lottare per superare tutte le situazione avverse a noi. Essere presenti e avere dei confini sani non avendo paur di raggiungerli e possibilmente riuscire a superarli. Riconoscere ed esaminare la nostra insoddisfazione per riuscire a capire dove poter intervenire e successivamente riuscire a scorgere quale cambiamento si stia verificando all'interno delle nostre vite. "L'autorealizzazione e' la cosa piu' importante, e il mio messaggio alla gente e' il seguente: che essi riescano a realizzare se' stessi, non un immagine di SE', che essi riescano a trovare dentro di loro stessi, il modo piu' onesto per esprimersi". "Bruce Lee".