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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno I  Numero 07

Ottobre 2016


La crescita spirituale e tecnica secondo Bruce Lee
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Bruce lee credeva che ogni giorno ci si presenta un’opportunità unica per migliorarsi. Ogni nuovo giorno porta con se le possibilità di renderci migliori di quello che eravamo il giorno prima. Diceva:
“ A dire il vero, ogni giorno nasconde una nuova rivelazione o una nuova scoperta che posso raggiungere, solo se lo voglio.”
Per quanto riguarda gli aspetti del praticante, sotto il profilo mentale o spirituale, Bruce Lee sosteneva che esiste nella crescita personale una capacità di sfidare l’infinito e di fatto questo è quello che precisamente aveva in mente quando coniò questa frase “Non avere limite come limite”, che è la pietra miliare della sua filosofia, fino al punto da essere parte del suo logotipo (in caratteri cinesi intorno alle frecce che circondano lo Yin-Yang), con la scrittura che riportava il seguente significato: ”Usa un non metodo come metodo, possedendo nessun limite come limite”. Bruce si sforzò ogni giorno di migliorare ogni aspetto prima mensionato. Per esempio nel nostro processo quotidiano, ci potrebbe essere una crescita che prima di altre cose definiremmo di livello puramente fisico, nel senso che potremmo riuscire a realizzare qualcosa di diverso, qualcosa che prima d’ora non saremmo mai stati capaci di realizzare ne’ raggiungere con il nostro corpo fragile. Come potrebbe essere, ad esempio, effettuare un certo tipo di calcio medio o alto o a giro che sia, o dare una maggiore potenza al pugno utilizzando i fianchi con in piu’ l’aggiunta dei muscoli delle spalle, o ancor meglio potendo allenarsi per riuscire a guadagnare attributi importanti, come potenza o flessibilità, perdita di peso ecc… Sotto il profilo mentale si potra’ riuscire ad ottenere considerevoli miglioramenti a livelli più o meno alti semplicemente allenando in modo costante le tecniche che si e’ in grado di ricordare e addentrandoci nel terreno della nutrizione della storia delle arti marziali o nella realizzazione di film di azione. Le materie di studio a cui le arti marziali ti possono condurre sono infinite. Però quello che lui sottolineava maggiormente era che, il miglioramento in uno qualsiasi di questi campi ci porta a metterci in contatto con un tipo di conoscenza che risiede già dentro di noi: in noi si cela un “artista” della vita, che per motivi di condizionamento o classificazione sociale giace in letargo. Questo è il mondo al quale Bruce Lee si riferiva quando parlava di regno spirituale: scoprire qualcosa che risiede negli strati più profondi dell’essere umano. Una delle frasi più ripetute da Bruce nelle sue interviste era:
“Dopo tutto, qualsiasi tipo di conoscenza implica una conoscenza di se stessi”.
Un’altra sua massima era “Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare, Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare” (simile al detto popolare “fatti e non parole”).
Fedele a questa massima Bruce Lee si svegliava sempre con una forte smania di spremere ogni giorno la sua mente come il frutto dal quale si puo’ trarre il massimo di tutto quello che si poteva ottenere da quel frutto, stiamo parlando del succo traslato in un paragone reale, a quello che e’ l’immenso sapere. Così un giorno di 30 anni fa’ era indaffarato a raggiungere la perfezione, perfezione che sperimentava ogni giorno, senza l’aiuto di maestri ne’ saggi ne’ santoni, ma da solo, come autodidatta, poiche’ secondo lo stesso Bruce la soddisfazione arrivava solo quando poteva realizzare delle grandi opere che provenissero solo ed esclusivamente dalla sua acuta intelligenza nonche’ grandissima creativita’…Ecco perche’ il jeet kune do divenne jkd e poi definitivamente fino alla sua morte fu’ chiamata l’arte di combattere senza combattere, o ancor meglio, l’arte senza nome…Non si capisce come mai, ancora tante scuole e istruttori, continuano ancora oggi ad insistere passando un messaggio inesatto sulla volonta’ del cretore dell’arte, di voler conservare a tutti i costi il primo modello sperimentato dallo stesso Bruce nel ‘67, dove invece al contrario di cio’ che si pensa, e’ stato lo stesso creatore a dissuadere i suoi stessi seguaci a seguire le sue vecchie idee, affermando lui stesso che non aveva inventato nessuno stile e non aveva modificato cio’ che si trovava all’interno di distinte forme, in un modello stabilito o in altro e che al contrario avrebbe sperato di liberare gli stessi suoi seguaci dall’aggrapparsi a metodi, stili e forme. Bruce lo ha ribadito una miriade di volte, avendo lui stesso scelto la via del sapere e dell’avanzamento ed ammodernamento filosofico, spirituale e tecnico. Dire oggi io pratico jeet kune do o jkd, e’ solo dare una minima indicazione di cio’ che si sta’ praticando, per dare un’ idea di cio’ che il grande Bruce ha sperimantato, non deve al contrario essere presa alla lettera come la Bibbia e affermando a tutti i costi che la conoscenza e l’intelligenza creativa del personaggio si fermi proprio li, come se il personaggio fosse appagato di quella piccola creazione e non fosse piu’ in grado di andare avanti; Bruce mori nel lontano 1973, non nel 1968, di conseguenza e’ sotto gli occhi di tutti che in quei cinque anni Bruce, abbia sperimentato e creato di tutto, definendosi perfino un attore, cosa che potava screditare la sua figura di maestro e di artista marziale, invece lui non si curava piu’ nemmeno della sua stessa arte, dandosi completamente e definitivamente al mondo del cinema, portando in esso la sua innovazione definitiva, alla quale lui stesso ha tolto il nome, la forma e smantellandola del tutto.