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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno I  Numero 07

Ottobre 2016


Bruce Lee, il mito del dragone rivive in quattro film restaurati
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Era nato nella Chinatown di San Francisco nell'anno del dragone, nel giorno del dragone e nell'ora del dragone. Nell'astrologia cinese i dragoni sono sinonimo di dominio e ambizione, il suo destino era chiaramente segnato. Il mito di Bruce Jun Fan Lee (1940-1973) rivive al Far East Film Festival con un programma di quattro titoli, i più significativi, completamente restaurati in una versione ad altissima risoluzione in 4K, e la presenza di Sammo Hung, gigante del cinema asiatico che ha lavorato sia con Bruce Lee che con Jackie Chan. All'omaggio si aggiunge l'annuncio di poco tempo fa dell'inizio della produzione di un film biografico fortemente voluto dalla figlia Shannon, che aveva solo quattro anni quando il padre morì. A Udine si vedranno quattro film che hanno segnato la carriera di Bruce Lee dall'exploit de Il furore della Cina colpisce ancora al postumo L'ultimo combattimento di Chen, che nonostante fosse un film costruito a tavolino sulle poche scene già girate da Lee finì per diventare la fonte principali dell'iconografia del divo di Hong Kong grazie alla celeberrima tuta gialla celebrata infinite volte, una su tutte dalla Sposa di Tarantino in Kill Bill.
Il cinema in fasce e i film americani. Che il destino cinematografico fosse scritto nelle stelle del piccolissimo Bruce (i cui nomi cinesi erano svariati e includevano anche Xiao Long, "piccolo drago") se ne è avuto segnale fin da subito. Il primo ruolo arrivò a soli tre mesi nel film cantonese Golden Gate Girl, una volta tornata in Cina la famiglia Bruce cominciò a recitare in molti film grazie al padre che era a sua volta attore. Ma il giovanissimo Bruce era un tipo dal carattere focoso, gli accadeva spesso di scontrarsi con le gang locali e anche con la piccola criminalità. "Ero un punk, sempre in cerca di risse - raccontava nel 1967 alla rivista Black Belt - usavamo catene e penne con i coltelli dentro. Poi un giorno mi chiesi cosa sarebbe successo se non avessi avuto la mia gang dietro di me in caso di scontro". La scelta di avvicinarsi alle arti marziali a tredici anni, iscrivendosi alla prestigiosa scuola di Wing Chun sotto gli insegnamenti del Maestro Yip Man, rispondeva proprio alla necessità di sapersi difendere. Il carattere però rimase quello irruento e collerico tanto che nel 1959 il padre decise di rimandarlo negli Stati Uniti, a casa di un amico con solamente 100 dollari in tasca, perché la sua fama di violento e il suo scarso interesse per lo studio rovinavano la reputazione familiare. Trasferito a Seattle lavorò come cameriere e si diplomò al liceo tecnologico ma soprattutto conobbe Linda Emery che sposerà nell'agosto del 1964 nonostante il parere contrario dei suoi genitori e dalla quale ebbe due figli. Il debutto come attore adulto avvenne in tv, dove un produttore lo fece recitare in varie serie dopo averlo visto in alcuni filmati del campionato internazionale di karate a Long Beach, colpito dalle sue abilità tra le quali le flessioni su pollice ed indice e il suo noto "pugno a un pollice".
Il raccolto di Hong Kong. In due anni, dal 1971 al 1973, Bruce Lee consegnò al botteghino di Hong Kong una sfilza di record di incasso frutto del contratto firmato con la società di produzione Golden Harvest. Il film che segna l'inizio di questa straordinaria produzione è The Big Boss che in italiano era Il furore della Cina colpisce ancora. Il film segnava il ritorno in patria dell'attore che nell'epoca americana, oltre ad aver lavorato per la tv, era stato il maestro di arti marziali di tante star dallo 007 George Lazenby a James Dean passando per l'allievo più insospettabile il minuto Roman Polanski. Dopo aver contribuito a rendere celebre negli Stati Uniti la sua variante del Kung Fu, battezzata da lui stesso Jeet Kune Do ovvero "via del pugno che intercetta", Lee aveva scelto di tornare a casa e il pubblico di Hong Kong lo aveva premiato facendo schizzare al primo posto del botteghino questa commedia tutta azione con Lee nei panni di un bifolco che va a lavorare in una fabbrica tailandese e finisce per combattere una gang di trafficanti.